Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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“Vogliamo fare i vigili”

Ivano Eramo vigili Casamassima

La parola al comandante Ivano Eramo

Ci giungono tante segnalazioni di un considerevole e positivo aumento delle multe, soprattutto nel centro e registriamo un desiderio diffuso da parte dei cittadini di maggiore controllo da parte della Polizia municipale anche delle periferie. Abbiamo intervistato il Comandante della Polizia locale, Ivano Eramo, circa le attività che vedono quotidianamente impegnate le dodici unità a disposizione del suo comando.

“Terminati gli eventi e le grandi manifestazioni che occupano parte dell’estate e, soprattutto, il mese di settembre, in questi giorni gli agenti stanno controllando ancor di più il territorio, diciamo che c’è una pattuglia fissa per strada. Mi piacerebbe che il personale fosse maggiormente impiegato nelle attività specifiche della Polizia locale, ma questo non è sempre possibile perché nell’ambito del comando casamassimese insistono anche le attività di ufficio ambiente e ufficio attività produttive. I miei uomini mi danno una grossa mano nella gestione amministrativa di questi due servizi che prevedono soprattutto attività di ufficio e che sono davvero impegnative e cavillose.

Fra le attività economiche dobbiamo gestire, per dirne una, anche il rilascio dei libretti Uma per i motori agricoli, ossia il libretto con il quale gli agricoltori possono comprare il gasolio ad accise agevolata. Un grosso lavoro sia in fase di rilascio, considerando che parliamo di 200-300 unità, che in fase di controllo, perché la Regione ci chiede di controllare a campione visure catastali, planimetrie, acquisizione di fatture. Parlo di un lavoro enorme che vede impegnate quattro unità del nostro comando perché è necessario creare due squadre di due uomini l’una, in modo che una squadra rilascia i libretti e l’altra successivamente controlla. Ovviamente non puoi essere controllore e controllato.

Elenco altre attività fra le prime che mi vengono in mente, effettuiamo controllo sulle manutenzioni degli ascensori, facciamo notifiche per conto della procura e del tribunale, rilasciamo i pass per i disabili, ci occupiamo della protezione civile, dei cambi di residenza e mille altre cose. Il lavoro amministrativo è enorme e quindi non riusciamo a controllare il territorio come vorremmo. L’ufficio ambiente è un servizio a sé, in molti comuni è autonomo, in altri è accorpato all’ufficio tecnico. Seguire questo ambito è molto impegnativo e cerco di occuparmene personalmente per evitare di sovraccaricare gli agenti e non costringerli a restare in ufficio.

Se i vigili facessero i vigili come accade in tutti i comuni limitrofi, se fossimo impegnati solo per strada, i cittadini potrebbero chiederci di fare di più, ma non riusciamo perché facciamo tanto altro, fra cui alcune attività che esulano dalle comuni attività di polizia locale”. Chiediamo al Comandante Eramo cosa si potrebbe fare per risolvere, o comunque migliorare, la situazione e consentire un maggior controllo del territorio. “Tutto dipende dalla volontà delle amministrazioni comunali, bisognerebbe riorganizzare l’ente spostando alcuni servizi o creandone di nuovi. Noi vogliamo fare i vigili, vogliamo essere presenti sul territorio. Anche per quanto riguarda il piano urbano del traffico bisogna attendere la decisione dell’amministrazione e occorre trovare le risorse. C’è da sottolineare che questo tipo di piano è obbligatorio per i comuni che superano i 30mila abitanti, ma ritengo che Casamassima possa trarre molti benefici adottando delle formule similari”.

L’ultima domanda che rivolgiamo a Eramo riguarda un argomento che ci sta molto a cuore e che nelle ultime settimane ha movimentato i social casamassimesi, ossia cosa fare nel caso in cui si venisse a conoscenza di maltrattamenti su animali domestici.

“Quello che chiedo è di non muoversi da battitori liberi. Il Comando della Polizia Municipale di Casamassima ha ottimi rapporti e collabora attivamente con le associazioni istituzionalizzate quali la Lav, Enpa e Lipu. Non possiamo seguire tutti gli animalisti, per carità, non dico che bisogna per forza avere la tessera a qualche associazione, però c’è un iter da seguire, ci sono delle competenze, io ammetto di non essere in grado di valutare il benessere di un animale, per cui ogni volta mi avvalgo delle competenze specifiche dell’ASL che ha dei veterinari specializzati o dei volontari di queste associazioni in casi meno gravi.

I cittadini fanno bene a denunciare casi di maltrattamento o randagismo, ma non serve fare rumore sui social, basta rivolgersi a noi o, ancora meglio, alle associazioni di volontariato che sono in grado di valutare se serve o meno il nostro intervento. Abbiamo sotto controllo le colonie feline e il fenomeno del randagismo. Ad oggi abbiamo nel canile di Cassano solo 29 cani. Siamo sensibili e attenti a questi argomenti”.

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