Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Lettera aperta della scuola Alighieri dopo il furto dei computer

Scuola Dante succursale Casamassima

Egregio Direttore,
siamo alunni frequentanti la classe 3A, presso la Scuola Secondaria Statale di primo grado “D. Alighieri”, sede succursale, la nostra tanto cara ed amata sede, vivaio e fucina di idee e di ingegni.

Che dire, mai avremmo immaginato di dover un giorno scrivere su stampa locale per difendere la nostra scuola dai “Ladri del sapere”, dai mistificatori a cui piace descrivere noi giovani cittadini del presente e del futuro, come ragazzi senza spessore, privi di consapevolezza; mai avremmo pensato un giorno di dover prendere le difese della nostra Comunità scolastica, da chi, privo di scrupoli e di valori, quali la libertà, la cooperazione, la condivisione, vive rispettando la legge in modo arbitrario, senza pensare al bene comune. Sembra di vivere in un’altra dimensione! Siamo increduli per quanto è accaduto, sbigottiti.

Mai un inizio giornata, come quello di lunedì 24 settembre, è stato così cupo ed il volto dei nostri docenti parlava chiaro: "Ragazzi la scuola ha subito un furto, tutti i computer portatili sono stati trafugati". Con la nostra docente di lettere abbiamo cercato di capire come sia stato possibile portar via, da ogni aula, i nostri computer; abbiamo effettuato un sopralluogo, discusso in classe, scritto di getto le nostre considerazioni, per esorcizzare lo spiacevole evento e non soccombere.

Privandoci di questi strumenti didattici, i malfattori ci hanno scippati di un pezzo di vita, di tutti i lavori che con sacrificio e dedizione, tutti gli studenti della sede succursale hanno portato a termine. Questa orribile azione ha contribuito non solo a provocare un danno materiale, ma soprattutto morale, in quanto agli studenti di oggi, ma anche ai cittadini di domani si sta negando la possibilità di studiare in una scuola al passo con i tempi, innovativa e orientata verso le nuove tecnologie.

Il dispiacere di quanto accaduto era ben visibile negli sguardi di tutti noi, negli occhi dei collaboratori e fra loro di chi piangendo, raccontava dell’episodio.

Come si può pensare di voler ferire il cuore pulsante della società, un cuore, quello della sede succursale, che ha sempre mostrato attenzione verso la realtà territoriale, scolastica e non? Come dimenticare, ad esempio, i due anni in cui noi studenti ci siamo sentiti i fratelli o le sorelle maggiori dei piccoli ospiti della scuola primaria “Rodari”, ai quali abbiamo aperto le nostre porte per superare alcune criticità, indipendenti dalla volontà dei piccoli!

Questa, cari lettori, è la scuola che ci piace, una scuola solidale; questo è ciò che chiediamo al Sindaco, alla Comunità cittadina, di essere presente non per giudicare dall’alto di un pulpito il nostro operato; questa è la scuola che vogliamo, una scuola a cui si concede la possibilità di essere in sicurezza, di essere un luogo di sana aggregazione in cui il nostro paese, abitato da tanta brava gente e da cittadini responsabili, possa con fierezza identificarsi, a discapito di ciò che invece si sente dire da chi è disfattista. Questo è il momento di farci sentire la vostra presenza concreta e costruttiva, è il momento di pensare a rifornire la scuola di quanto ignobilmente ci è stato tolto per mancanza di sistemi di sorveglianza e di illuminazione basilari, questo è il momento di sostenerci.

Abbiamo bisogno che nell’immediato si possano avere i computer in aula per allenarci ad affrontare i nostri primi esami di Stato, abbiamo bisogno di sentire che Enti competenti e non ci supportano. Il nostro cuore è stato trafitto, la nostra Comunità scolastica è stata violata, una Comunità che viviamo come fosse una seconda famiglia e come nelle famiglie che si rispettino, siamo affranti ma scoraggiati, no!

Come si suol dire “Tutto ciò che non ti uccide, ti fortifica” e noi con forza sogniamo una scuola più sicura, fornita di quanto necessario per essere luogo in cui apprendere una sana cittadinanza. Ecco, noi alunni di 3A ci facciamo portavoci di un pensiero condiviso dagli studenti della “Dante”, che speriamo possa condurci concrete soluzioni.

Un accorato saluto dalla “Dante Alighieri”

Gli studenti della scuola media Dante Alighieri

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