Domenica 21 Ottobre 2018
   
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Presunto caso di Seu alla Don Milani

Don Milani Casamassima

Sindaco e Asl: "Nessun allarmismo, non c'è rischio di contagio"

Momenti di paura lunedì scorso, 24 settembre, alla scuola dell'infanzia Don Milani di via Don Gaetano Grandolfo per un presunto caso di Seu, la sindrome emolitico uremica. Con alcuni genitori dei piccoli alunni che hanno preferito non far entrare i loro figli in classe. Poi sono arrivate le verifiche e le assicurazioni dell'Asl Bari, degli organi competenti in materia di sicurezza e del sindaco Giuseppe Nitti, massima autorità sanitaria del Comune secondo le competenze che la legge assegna ai primi cittadini.

Tutto inizia al momento dell'arrivo a scuola, quando mamme e parenti dei piccoli apprendono che una piccola iscritta alla don Milani non è in classe perché ricoverata a Bari all'ospedale pediatrico Giovanni XXIII, a causa, probabilmente, di questa sindrome. Tra i genitori si generano forti preoccupazioni, con qualcuno che teme – senza alcun motivo come poi spiegheranno le autorità competenti in materia – che possa generarsi il rischio di epidemia. Tanto che in molti riportano i bimbi a casa, non facendoli entrare in aula.

La scuola mette al corrente della situazione il sindaco Nitti e la Asl, che subito attivano le verifiche di prassi in casi di questo tipo. Qualcuno sollecita il primo cittadino affinchè emetta un'ordinanza di chiusura della scuola, ma il provvedimento non arriva perché – come spiegato dallo stesso sindaco Nitti – in base alle risultanze degli accertamenti fatti dalla Asl non ce n'è motivo.

"In merito a un caso di infezione contratta da un iscritto che frequenta la scuola dell’infanzia Don Milani – ha chiarito il sindaco lunedì scorso 24 settembre - mi preme tranquillizzare la cittadinanza, in particolar modo i genitori e familiari dei bimbi che fanno lezione nell’istituto, circa il fatto che al momento non c’è alcun motivo di preoccupazione né di rischio epidemia. La sindrome in questione, che normalmente si contrae attraverso ingestione di alimenti di origine animale (carni crude o poco cotte, latte e derivati non pastorizzati) e altri alimenti anche di origine vegetale, più difficilmente si può trasmettere per contagio interumano. Il rischio c’è solo per i soggetti che sono stati a stretto contatto con il caso. Le comuni norme di igiene personale, come lavarsi sempre le mani prima di assumere alimenti e dopo essere andati in bagno, sono sufficienti a impedire la trasmissione. Per questo non c’è alcun motivo di chiudere la scuola Don Milani. Assicurazioni in tal senso mi sono giunte anche dalle autorità sanitarie competenti.

In ogni caso, ho appreso dalla professoressa Maria Chironna, dell’università di Bari, che è attivo un protocollo regionale di Sorveglianza delle gastroenteriti emorragiche in età pediatrica del quale tutti i pediatri sono assolutamente a conoscenza: i medici sanno, pertanto, come comportarsi in ogni eventuale situazione. Al momento si tratta di un caso sporadico e non vi è alcuna epidemia in atto. Invito pertanto mamme e familiari dei bimbi a stare tranquilli. Sono in contatto diretto e costante con l’Asl Bari e la dirigente scolastica della Don Milani al fine di monitorare attentamente la situazione. Ripeto: al momento non c’è alcun motivo di preoccupazione. Pertanto, la scuola Don Milani resterà regolarmente aperta. Auguro intanto al giovanissimo soggetto che ha contratto l’infezione – ha concluso Nitti - una pronta e rapida guarigione".

Nessun rischio di contagio, dunque. Quello che conta, invece, è che la piccola colpita presumibilmente da Seu possa rimettersi presto e rientrare quanto prima a casa e a scuola, dove familiari e compagni la aspettano. Le sue condizioni, al momento in cui chiudiamo il nostro settimanale per consegnarlo alle stampe, sono in fase di miglioramento.

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