Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
Text Size

ENERGIA, VERSO UNO SVILUPPO ECOSOSTENIBILE?

energia-pulita

È stato approvato lo scorso 9 Luglio dalla Conferenza Stato-Regioni il nuovo decreto Conto energia, finalizzato all’incentivazione del fotovoltaico nel prossimo triennio. Il decreto entrerà in vigore il 1° gennaio 2011. Conto energia è programma europeo di incentivazione in conto esercizio della produzione di elettricità da fonte solare mediante impianti fotovoltaici permanentemente connessi alla rete elettrica.

Arriva in Italia dal 2003, quale specchio della presa di posizione della comunità europea, in questione di ecosostenibilità e incentivazione al suo sviluppo. Il provvedimento - che è stato predisposto, oltre che dal ministro dello Sviluppo di concerto con il ministro dell’Ambiente, anche dal ministro per i Beni e le Attività culturali - prevede la novità di incentivi al fotovoltaico a concentrazione, alle installazioni con sistemi di accumulo e a quelle ad alta integrazione architettonica. Sono passati dunque ben 7 anni.

A partire dal 2011 il nuovo Conto energia prevede una riduzione delle tariffe, più contenuta per i piccoli impianti e più marcata per i grandi impianti. Rispetto alle tariffe attuali, il taglio è rilevante poiché si tratta del 18% nel solo 2011: il 6% ogni quattro mesi.

Un ulteriore taglio del 6% nel 2012 e un altro nel 2013 mentre la potenza incentivabile, che ora è di 1.200 MW, arriverà a 3mila MW. Nella bozza del Conto energia c’è la divisione degli impianti in diverse classi di potenza con incentivi decrescenti da 1 a 3 KW; da 3 a 20 KW; da 20 a 200 KW; tra 200 e 1000 KW; dai 1000 KW a 5 mila KW; oltre 5 mila KW.

Tali misure portano le associazioni fotovoltaiche a vedere  accolte perciò parte delle loro richieste rivolte al governo in maniera pressante. Ad esempio il sistema di riduzione delle tariffe incentivanti "a scaglioni" con cadenze fisse e predeterminate nel tempo, oppure i premi aggiuntivi per gli impianti fotovoltaici innovativi, come quelli a concentrazione, nonché una semplificazione delle varie tipologie di impianto, che ha portato alla soppressione della ambigua categoria degli impianti "parzialmente integrati".

Una novità di rilievo riguarda gli impianti integrati, in cui i moduli sostituiscono la copertura su cui sono stati installati: tetti, coperture, facciate di edifici e fabbricati, avendo quindi la stessa inclinazione e funzionalità architettonica. È stata inoltre cancellata la definizione “impianti parzialmente integrati” e “impianti integrati”.  Da adesso esistono solo “impianti realizzati su edifici” e il generico “altri impianti”.

Ulteriore incentivo “bonus” del 5%, va poi agli impianti installati su aree particolari: discariche, cave, ex aree industriali, siti da bonificare.

Le linee guida nazionali che sono state approvate dalla Conferenza unificata, riguardano l’Autorizzazione unica per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di definire modalità e criteri unitari su tutto il territorio nazionale in modo da assicurare uno sviluppo ordinato delle infrastrutture energetiche. La definizione delle linee guida è necessaria soprattutto per la definizione di regole certe che pounione-europeassano favorire gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

A breve i provvedimenti saranno pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Le Regioni e gli enti locali, a cui oggi è affidata l’istruttoria di autorizzazione, dovranno recepire le linee guida entro i 90 giorni successivi alla pubblicazione del testo.

LE CRITICHE NON MANCANO. Permangono alcuni dubbi e riserve. Insomma, si poteva fare sicuramente prima, ma, specie dopo tutte le varie bozze circolate e i lunghi dibattiti, si poteva fare qualcosa in più e meglio. Sembra che alcune aziende, infatti, abbiano preferito, nell'attesa del Conto energia 2011 e stante la difficile congiuntura economica in atto, differire gli investimenti nell’attesa che le regole, fino a pochi giorni fa ufficiose, potessero, in effetti, diventare ufficiali. E sarebbe stato necessario, dunque, un orizzonte temporale più ampio dei tre anni previsti, che seppur garanti di un arco di progettazione, non sono ritenuti sufficienti  per diverse iniziative miranti a ben più lunga attuazione.

In merito a queste misure l’APER – Associazione produttori energia per fonti rinnovabili, attiva dal 1987, si dice soddisfatta per i primi obiettivi raggiunti, pur non nascondendo mera preoccupazione in merito alla possibilità di un annullamento dei piccoli passi compiuti, di conseguenza alla discusissima manovra economica incombente sulla  nostra economia.

L’ Italia, e la nostra regione Puglia in primis, seguita da Lombardia, Emilia Romagna  e Piemonte, possono intanto godere dell’onore di essere luoghi-primato per quanto riguarda l’incremento di “energia verde”. Ma ancora più eclatante è che la nostra piccola Puglia batte addirittura il gigante Cina per potenza di impianti solari installati, 161 mw contro i 160 cinesi. In base a quanto emerge da un'indagine dell'ufficio studi della Confartigianato.

Il Belpaese dimostra così di poter giocare la carta dell’ecosviluppo e del fotovoltaico come mano vincente per una prospettiva di crescita economica, grazie soprattutto alla preziosa area del mezzogiorno.

Ma, alla luce della situazione critica che il nostro paese sta affrontando, dai numerosi tagli alle Regioni alla crisi del mondo universitario - gravi segni di regresso - tutto ciò sembra seriamente essere in realtà, in uno stato di grande fragilità.

Commenti  

 
#1 Nicola 2010-07-24 01:41
Ma a che serve togliere i fondi coltivati per mettere i pannelli? Cosi facendo anzichè aiutare l'ambiente, disboschi...A che serve allora?
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI