Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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Vito De Tommaso, il sindaco e il professore

Vito De Tommaso

Domenico Vito De Tommaso nasce a Casamassima il 24 settembre 1948. Coniugato con Nietta e padre di Renzo e Loredana, dopo gli studi di formazione classica – era capace di leggere e tradurre il latino con la stessa naturalezza e competenza con cui scriveva in italiano – e l'esperienza in seminario a Sulmona, in Abruzzo, si laurea in lettere e filosofia, con il massimo dei voti, all'università degli studi di Bari. Diventa professore di italiano e materie letterarie alla scuola media di Casamassima, dove si conquista la stima e l'affetto di generazioni di studenti. Il primo cittadino, Vito De Tommaso, tra Gianni Rella e Pietro Rizzi a San Rocco l'11 settembre 2005

Il suo amore per Casamassima trova spazio anche nella sua tesi di laurea, dal titolo 'Casamassima: sviluppo, sottosviluppo e lotte nelle campagne', in cui esaminava il movimento contadino di lotta nelle campagne, dal dopoguerra al 1974. Figlio della nostra terra, alla quale era profondamente legato, nella sua attività di insegnante ha sempre cercato di tutelare le nostre radici, insegnando ad amarle pur aprendosi al nuovo, convinto del fatto che per proiettarsi nel futuro è fondamentale la piena coscienza della storia e del passato.

Uomo di partito e di profondi valori morali e politici, inizia il suo impegno nella sinistra. Impegno caratterizzato da una forte sensibilità verso i problemi delle fasce sociali più deboli. Nel 1997, è capogruppo della coalizione di centrosinistra al Comune di Casamassima, e due anni dopo ricopre l'incarico di assessore alla pubblica istruzione. Nel 2001 è stato invece consigliere comunale di minoranza e due anni più avanti, nel 2003, viene eletto per la prima volta sindaco sempre per il centrosinistra. Cinque anni dopo, nel 2008, si conferma sindaco vincendo le elezioni dopo una rimonta sulla coalizione di centrodestra, superata al ballottaggio recuperando il ritardo accumulato dopo lo spoglio del primo turno. 

Vito De Tommaso funeraliTra le opere portate a compimento, iniziate e ultimate o concluse durante il suo mandato di sindaco si ricordano – fra tutte - la nuova circonvallazione, che ha consentito di spostare il traffico fuori dal centro abitato superando la linea ferroviaria Sudest, il Palestrone di via Raffaello Sanzio, i lavori all'ala nuova del palazzo municipale – e la nuova sala consiliare che ha riportato la pubblica assise cittadina da via Pacinotti all'interno del Comune – la prima apertura del Centro aperto polivalente di via Pacinotti, l'apertura della nuova sede della Polizia locale (dove sono tuttora presenti gli uffici), il restauro e la restituzione alla città di palazzo Monacelle e dell'auditorium dell'Addolorata, il laboratorio urbano Officine Ufo, la prosecuzione dell'attività del centro Informagiovani (oggi non più esistente), i numerosi interventi di edilizia scolastica, il completamento della palestra della scuola media succursale di via Francesco Lapenna, l'avvio dell'iter relativo alla Casa della Salute che adesso ha portato all'inaugurazione nei locali dell'ex ospedale Miulli del Centro polifunzionale territoriale.

Senza dimenticare il recupero della piazzetta della Madonnina, in via Turi, l'isola verde con la fontana in piazza Plebiscito, il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria in via Calzaiuoli, con la valorizzazione della caratteristica fontana, la creazione dell'area mercatale, la riqualificazione delle vecchie cisterne in via Pietà, l'istituzione del consiglio comunale dei ragazzi.

Anche dopo il suo impegno in consiglio comunale, non ha mai smesso di interessarsi alle vicende di Casamassima, città che ha amato venendo profondamente ricambiato in questo suo sentimento. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, si ricordano la presenza in commissione in occasione del premio 'Personaggio casamassimese dell'anno 2017' e l'impegno nell'Unitre, l'Università delle tre età, di cui è stato vicepresidente. I suoi discorsi, nelle vesti di sindaco ma non solo, hanno lasciato un segno e un'impronta culturale decisa: straordinaria era la sua capacità di parlare a braccio, passando dall'argomento principale alle citazioni latine, da Platone a Shakespeare, da Plotino a Bertold Brecht, da Sciascia a Pirandello. L'ascoltarlo sicuramente era motivo di arricchimento dialettico e culturale.

Vito De Tommaso, dunque, ha lasciato un segno indelebile nella storia di Casamassima.

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