Mercoledì 19 Settembre 2018
   
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Annullate le tariffe TARI, storica sentenza del TAR

Il TAR Puglia

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia si è espresso sul ricorso promosso dal alcuni membri del Comitato Cittadino TARI Equa 2017 che hanno impugnato il Piano economico Finanziario Tari (PEF) per l’anno 2017 nella parte in cui sono quantificati i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per una somma pari a € 3.879.234,04, maggiore rispetto all’anno precedente.

Con propria sentenza, emanata lo scorso 5 aprile, i giudici riuniti in camera di consiglio hanno annullato il Piano TARI 2017 del Comune di Casamassima e le relative tariffe.

Quattro sono le motivazioni alla base del ricorso accolto. La prima specifica che la relazione al Piano finanziario del 2017 e l’allegata relazione non contengono la prevista comparazione con i costi sostenuti nel 2016, limitandosi laconicamente ad affermare che il costo per il 2017 è "semplicemente aumentato".

In secondo luogo, alcune voci di costo esposte nel PEF non rientrano fra i costi che determinano l’ammontare delle tariffe relative all’anno di riferimento. In particolare, il costo di realizzazione del centro comunale di raccolta (pari a € 54.309,93) è una spesa non riconducibile ai costi che costituiscono le passività da coprire con il gettito della TARI. In aggiunta, poiché la realizzazione dell’impianto e il relativo impegno di spesa non risultano approvati con formale delibera, l’esposizione nel piano della relativa spesa è priva di titolo.

Lo stesso deve dirsi per le riduzioni della tariffa per le aree non servite (quantificate in 346 mila euro), che si traducono in un costo e quindi una maggiore tariffa per le aree servite. Infatti la relazione al PEF riferisce che il servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta è esteso a tutto il territorio del Comune di Casamassima, ne consegue che anche l’importo per riduzioni indicato fra i costi di gestione del servizio è privo di titolo.

Appare infine ingiustificata la mancata esposizione del valore economico derivante dal recupero dei rifiuti riciclabili, da detrarre ai costi di trattamento e riciclo, sul presupposto dell’inesistenza di un dato storico di riferimento. Difatti, nella precedente gestione, nonostante la mancanza di un centro di raccolta locale, per tale voce il PEF evidenziava un’entrata pari a € 43.286,63.

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