Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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INFORMAZIONE SANITARIA: EPATITE C

cirrosi

Un nuovo appuntamento con l’informazione sanitaria dedicata a tutti i naviganti del nostro sito. In questo spazio riservato alla salute, trattiamo un argomento di notevole importanza: Epatite C.

Abbiamo sentito il parere del dott. Ernesto Piccigallo, specialista in medicina interna ed epatologia, dirigente medico presso l’Unità complessa di Gastroenterologia dell’IRCCS “De bellis” di Castellana Grotte (Ba)

Dottore, che infezione è quella delle epatite C?

È un infezione causata da un virus (HCV), che nella nostra regione è frequentissimo, fino a colpire il 10% della popolazione.

Dottore come si trasmette l’infezione da virus C?

epatite-cSi trasmette con il contatto diretto di sangue e sotto qualunque forma (siringhe contaminate, strumenti medici non sterili, trasfusioni), la trasmissione è possibile anche per via sessuale. Esiste una trasmissione trans-placentale, però è molto rara. Esiste, infine l’infezione al momento del parto che è evitabile con accorgimenti a cura del ginecologo.

Che danno può provocare il virus C ?

Il virus può guarire spontaneamente fino al 15% delle volte entro 6-12 mesi; se entro quel periodo l’infezione cronicizza, quindi in circa la metà dei casi, l’infezione causa cirrosi e le complicanze della cirrosi, fino a portare a morte il paziente.

Si può guarire comunque dall’epatite cronica C ?

Si, con la terapia disponibile dal 2001 (peginterferone + ribavirina) è possibile guarire in una percentuale che va dal 40/80% a seconda del tipo di virus (genotipo).cirrosi_epatica_complicanze

Dottore ci spieghi cos’è la Cirrosi epatica?

La cirrosi è lo stadio finale di un’epatite cronica di qualunque natura, essa determina una pro gressiva riduzione della funzionalità del fegato.

Come si diagnostica?

Ci sono due modi per fare diagnosi, il primo, attraverso la biopsia epatica, - praticamente si preleva un piccolo frustolo di fegato con un ago e lo si esamina al microscopio - oppure quando ci sono le condizioni cliniche, è sufficiente verificare la presenza di varici esofagee, una milza ingrandita e di una conta delle piastrine ridotte.

Commenti  

 
#1 raffaele cozzolongo 2011-12-08 21:00
Spett.ile Redazione “La voce del Paese”,
mi è stato segnalato un articolo a firma di Vito De Filippis pubblicato sul vs. giornale in data 10.7.2010 riguardante l’epatite C e che a mio parere riporta una stima eccessiva sulla prevalenza del virus dell’epatite C nel nostro territorio.
Infatti l’affermazione che in Puglia esisterebbero 400.000 soggetti infettati dall’HCV (cioè il 10% di 4 milioni) poteva andare bene alcune decadi fa ma non ora dato che un nostro studio pubblicato nel 2009 su una rinomata rivista internazionale, l’American Journal of Gastroenterology, e condotto su oltre 2000 persone della popolazione generale di Putignano, ha dimostrato che solo il 2.6% di esse era positivo per l’anti-HCV.
Anzi, se andiamo a considerare l’HCV RNA che è l’unica espressione di malattia di fegato HCV correlata, questa percentuale quasi si dimezza per cui, estrapolando il dato all’intera popolazione pugliese, attualmente il numero di portatori dell’HCV è stimabile in molto meno di 60.000 soggetti!
Siamo quindi fortunatamente lontani di circa 7 volte dai 400.000 di cui sopra!
Sempre nel ns. studio abbiamo ricercato anche il virus dell’epatite B (HBV): appena lo 0.5% del campione è risultato portatore del virus il che equivarrebbe a circa 20.000 pugliesi infetti!
La Puglia quindi non è più una regione di “appestati” e mi è sembrato doveroso segnalarlo!

Cordiali saluti
dott. Raffaele COZZOLONGO*
*
Gastroenterologo
Dir. Resp. UOS ed Ambulatorio di Ricerca Clinica "Epatiti Virali Croniche"
Ospedale "S de Bellis" IRCCS
V. Turi, 27
70013 Castellana Grotte (BA)
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