Sabato 18 Novembre 2017
   
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È l'ora del bilancio

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È giunto il momento di fare il bilancio della stagione cerasicola a Casamassima, giunta ormai al termine anche per quest'anno. Avrà avuto per il nostro paese un esito positivo o negativo? Scopriamolo insieme!

C'è da essere orgogliosi per il successo riportato nella 45esima edizione della Festa Nazionale delle Ciliegie svoltasi a Maenza (LI), in cui il "paese azzurro" si è posizionato al quinto e sesto posto su 46 candidati e al primo posto per la regione Puglia.

 

Ma sarebbe giusto vedere anche un altro aspetto di questa stagione, anche se meno piacevole: il notevole spreco di ciliegie durante la raccolta. È infatti poco noto il metodo di selezione delle ciliegie nelle campagne casamassimesi e limitrofe.

Secondo leggi di mercato, non è possibile poter vendere e smerciare frutti, in questo caso ciliegie, che siano ammaccate (anche per cause meteorologiche), troppo piccole, troppo chiare o con il peduncolo non attaccato al frutto. Ma quindi, che fine fanno le ciliegie considerate "esteticamente brutte" e di conseguenza non vendibili?

Basterebbe fare un giro per le campagne del paese con gli occhi verso il basso ed ecco trovata la risposta! È possibile che nel 2017 non si sia trovata una soluzione a questo spreco così inutile? Purtroppo non è stata ancora presa alcuna iniziativa a riguardo.

 

Il quadro si aggrava ulteriormente se consideriamo in particolare questa stagione cerasicola. Ricordiamo infatti come all'inizio dell'annata, la stessa sia stata compromessa dalle condizioni meteorologiche tutt'altro che favorevoli: le raffiche di vento fino a 80 km/h che hanno colpito le nostre campagne hanno fatto si che per poco non venisse invocato lo stato di calamità naturale. In tutta la provincia del sud-est barese oltre 23 mila tonnellate di ciliegie sono state contate come invendibili e dunque destinate al macero, uno spreco davvero incomprensibile.

 

In merito si è mosso il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, che ha definito "inaccettabile" l'andamento di mercato. Il direttore di Coldiretti Puglia, invece, ha aggiunto: "Non possiamo permettere che i nostri agricoltori siano costretti ad abbandonare la coltura cerasicola per colpa dei prezzi troppo bassi".

 

Un'ennesima annata negativa non può che concludersi con un risparmio netto sui lavoratori, i quali vengono molto spesso pagati "a nero" con un salario che varia dai 30 ai 35 euro al giorno, da accettare con tutti i rischi in cui si può incorrere senza un ingaggio fisso e a norma di legge. Sembra strano ma a "sottostare" a queste condizioni non sono solo lavoratori stranieri, i quali sembrano essersi ben integrati con i nostri compaesani, ma gli stessi casamassimesi. Tra di loro infatti, oltre al lavoratore stagionale, troviamo chi di questa professione vive e mantiene una famiglia per mancanza di altro.

Ed è proprio per questo che un tale spreco di cibo solo per questioni puramente estetiche dovrebbe finire al più presto. Si potrebbero, ad esempio, utilizzare i frutti scartati per impegnare qualche agricoltore o, perché no, qualche giovane senza impiego, nella creazione di marmellate e/o succhi di frutta, nella speranza di un'annata migliore.

 

Foto Amo Casamassima

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