Venerdì 17 Novembre 2017
   
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Casamassima e Iran, un incontro in azzurro

Con Hadi alla mostra Uomo, eterno pellegrino

“Casamassima è un bellissimo paese con gente meravigliosa. Si potrebbe creare un gemellaggio con Tabriz in Iran collegandosi al colore blu”.

Hadi con Chelluccia Acito e l'assessore Cupertino

È l’opinione di Hadi Jansouz, operatore turistico iraniano, giunto a Casamassima per prendere parte al convegno internazionale dal titolo “Il bene e il male nell’Ars pueri”, promosso dall’OdV “Comunione è Vita-Caritas”.

Infatti, grazie alla volontà dell’ex assessore ai Sevizi sociali del Comune di Casamassima, Antonietta Spinelli, che ritenne molto importante offrire al nostro comune questa opportunità di crescita culturale e sociale, oltre alle centinaia di disegni giunti a Casamassima da diversi contesti culturali come scuole, orfanotrofi e case-famiglie, di Italia, Brasile, Lituania, Macedonia, Portogallo, Ruanda, Slovenia e Tanzania, hanno partecipato alcune scuole delle città iraniane di Zanjan e Tabriz e dei centri sociali e orfanotrofi aderenti al progetto “Mystic smile” della città di Jaisalmer - India.

 

Accompagnato dall’avvocato Spinelli, abbiamo incontrato Hadi a Palazzo Monacelle dove ha visitato la mostra “Uomo, eterno pellegrino” nella quale sedici artisti contemporanei hanno proposto la propria interpretazione del ‘pellegrino’ come colui che percorre un cammino, colui che viaggia e attraversa di volta in volta i territori più differenti per raggiungere la sua meta, la serenità, l’infinito. E proprio sul tema e sull’importanza del viaggio abbiamo costruito la nostra intervista ad Hadi che si è dimostrato assai disponibile a rispondere e a parlarci delle bellezze della sua terra, del suo lavoro di promozione turistica e di quello che ama dell’Italia.

 

È la prima volta che viene in visita in Italia?

 

“Ho un’agenzia che si occupa di promuovere l’Iran come meta turistica e di organizzare lo sviluppo locale nel mio Paese. Per motivi di lavoro, partecipazione a fiere turistiche ad esempio, sono stato più volte a Roma, Milano, Rimini e Bologna, ma è la prima volta che visito il sud Italia. Sono stato ad Alberobello, che mi è piaciuta molto di più di Polignano, e spero di andare a Matera e Napoli”.

 

Cosa ha pensato dell’Italia la prima volta che l’ha visitata rispetto all’immagine che aveva del nostro Paese?

“Roma mi ha fatto sin da subito un’ottima impressione e ha confermato la sua fama con le sue strade e le sue antichità. A Milano non c’è nulla da vedere a parte il Duomo, ma io amo venire in Italia soprattutto per il cibo, adoro la caprese. Della cultura italiana amo la lingua, il cibo e la gente”.

 

E Casamassima le piace?

“Quando visiti un posto con un amico che ci abita hai sempre una buona visione. Ho girato con Antonietta e sua madre Chelluccia. Mi hanno fatto vedere cose meravigliose, anche se, per i miei gusti, è davvero troppo piccola rispetto alle città cui sono abituato, vengo da una città che ha 1milione e 400mila abitanti, sarebbe incredibile per me vivere in un paese così piccolo, ma mi piace molto e sono rimasto colpito dall’azzurro del borgo che è presente anche nella mia città”.

 

Dove vive attualmente?

“Ora sono a Porto in Portogallo dove seguo due dottorati, uno sul business internazionale e l’altro sul turismo”.

 

Ma lei viene da Tabriz, cosa c’è di bello nella sua città?

“Innanzitutto la Blue Mosque, la Moschea blu, un edificio antico di indubbio fascino ed interesse Si potrebbe creare un gemellaggio con il vostro Paese azzurro per il colore blu, ma anche per l’artigianato e per l’enogastronomia tipici della mia terra e che possono trovare dei riscontri anche nella vostra economia. Da noi si produce principalmente frutta, uva in particolare, e frutta secca. A Tabriz abbiamo un grandissimo bazar che è patrimonio Unesco essendo il secondo più antico al mondo ed il primo più grande come mercato coperto. Inoltre Tabriz è capitale mondiale di tappeti fatti a mano, la mia famiglia, ad esempio, da cinque generazioni commercia tappeti. Per tutti questi motivi Tabriz è stata scelta per rappresentare l’intero Iran dal 2018 al 2022 come capitale della cultura islamica”.

 

 Qual è il vero volto della sua nazione?

“Onestamente non è di certo quello che i mass media internazionali propongono. L’Iran è un paese molto moderno, da godere e visitare in tutte le quattro stagioni. La gente è amichevole, educata, rispettosa e calorosa. È una nazione culturalmente molto ricca, con una civiltà antichissima, ottimo cibo e artigianato raffinato che tutti i turisti apprezzano. Abbiamo 17 siti Unesco e vengono a trovarci da ogni parte del mondo, in particolare da Italia, Francia e Germania. Abbiamo tanto da offrire, dai monumenti al cibo, dal mare al deserto, dalle grandi città ai piccoli villaggi. Tutti desiderano visitare l’Iran, ma molti la temono per gli attacchi terroristici. Io consiglio di affidarsi ad una buona compagnia per visitare il Paese e allo stesso tempo credo che le agenzie dovrebbero promuovere meglio l’immagine della nazione. Purtroppo oggi attacchi dei terroristi possono accadere ovunque, e a prescindere dalla religione, il nostro popolo però è attento a mantenere al proprio interno uno stato di pace e amore”.

 

Di questo ha anche parlato al convegno “Il bene e il male nell’Ars pueri”?

“Sì. E’ un bellissimo progetto ed io ne ho approfittato per parlare delle caratteristiche generali del popolo iraniano. I bambini nel mio Paese sono dei re in Paradiso. Possono beneficiare di una buona istruzione ed educazione, regali e tutto quello che desiderano. Non c’è molta violenza sulle donne e in generale la delinquenza è inferiore ai livelli europei. Secondo me uno dei motivi risiede nel fatto che è vietato, o comunque molto controllato, l’uso di alcol e droga. Ovviamente ci sono buoni e cattivi, come in ogni parte del mondo”.

 

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