Martedì 23 Maggio 2017
   
Text Size

“Giù le mani dall’acqua!”. L’urlo, da Casamassima, giungerà a Matera il prossimo 6 maggio

18155409_10154299922507273_213329421_n

 

“Nel 2018 scadrà la concessione di Aqp SpA. In mancanza di decisioni chiare e puntuali della Regione Puglia, rischiamo di ritrovarci l'acquedotto più grande d'Europa nelle mani di una multiutility multinazionale, che gestirà l'acqua come una merce. Da elemento essenziale della vita e diritto inalienabile, essa diventerà un bene sottoposto al mercato della domanda e dell'offerta... con inevitabile aumento delle bollette, riduzione degli investimenti e diminuzione della qualità del servizio. Vogliamo impedirlo, ma è importante che la popolazione sia informata e che si faccia fiato sul collo”.

È con queste appassionate parole che il nostro concittadino Gianni Nanna, componente del Comitato pugliese “Acqua bene comune”, ha voluto motivare l’incontro pubblico svoltosi lo scorso sabato, 22 aprile, presso la sala Mons. Perniola della parrocchia Santa Croce. “L’acqua non si vende – Fuori l’acqua dal mercato, Fuori i profitti dall’acqua”, evento organizzato dal Comitato pugliese “Acqua bene comune”, in collaborazione con la Rete appulo-lucana “Salvalacqua” (realtà, queste due, spesso operanti all’unisono, allo scopo di informare i cittadini su quanto sta accadendo alle nostre acque e sul futuro del nostro acquedotto), ha trattato essenzialmente il tema del diritto (pubblico) all’acqua per tre motivi: per tutelare la qualità di tale bene primario e dell’ambiente in generale, per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese e per l’affermazione del diritto umano all’acqua potabile.

Nanna ha tenuto a sottolineare: “Il tema del diritto all'acqua, pubblica e di buona qualità, coinvolge ogni comunità, ma purtroppo le informazioni non sono sempre diffuse adeguatamente. Anzi vengono distorte da chi ha grossi interessi economici, anche tra i mass media. A mancare è una consapevole presa di coscienza. Il nostro obiettivo è informare quanta più gente, per promuovere una coscienza civica e critica. A partire dall'acqua, la gestione deve tornare pubblica e partecipata. Non a caso “Si scrive acqua, si legge democrazia”. Abbiamo l'esempio concreto di “Napoli Acqua bene comune”. Difatti l'acquedotto è tornato nelle mani dei cittadini con una gestione partecipata”. “Dopo una lunga azione di pressione – ha poi annunciato – si è finalmente riusciti a far convocare in Regione un tavolo tecnico paritetico, composto da esponenti dei gruppi consiliari regionali e del comitato pugliese per valutare il miglior percorso verso la ripubblicizzazione.

 

Ma l’incontro ha previsto anche l’intervento di Michele Loporcaro. Già allenatore di pallavolo, oggi insegnante di sostegno, Loporcaro vive ad Altamura. Con il “Movimento il Grillaio” (www.ilgrillaio.blogspot.it) da circa dieci anni è attivo nel Comitato pugliese “Acqua bene comune”. Ha inoltre contribuito alla nascita di diversi comitati di cittadinanza attiva, come il Comitato “Scuola bene comune Altamura”, la Rete “RifiutiZero” dell'Aro Ba4 e il comitato “Reterendum”. Lo stesso è stato coordinatore del Git (Gruppo di iniziative territoriali) di Banca Etica di Bari e Brindisi. Con gli altri attivisti cerca di far convergere cittadini e associazioni, organizzando mobilitazioni in Puglia e Basilicata, provando a superare i confini geografici che imbrigliano tante battaglie per difendere i beni comuni, sia sul piano della ripubblicizzazione di Aqp, sia sul diritto all'acqua di buona qualità, messo in discussione oggi più che mai dai rischi insiti nelle attività estrattive petrolifere.

Il contributo di Loporcaro è consistito in una riflessione per contribuire alla diffusione di una nuova cultura dell'acqua come diritto (che l’Onu ha ritenuto necessario sancire per la prima volta soltanto nel 2010, in quanto precedentemente veniva considerato qualcosa di ovvio e indiscutibile) contrapposto al concetto di bisogno, che presuppone l'acqua-merce per soddisfarlo. “Mercificare l’acqua – ha infatti voluto rimarcare il giovane l’attivista – significa mercificare la vita. Privatizzare i servizi idrici di una comunità significa mettere nelle mani dei mercanti d’acqua il bene comune per eccellenza che coincide con la vita stessa delle persone”. In particolare, Loporcaro ha presentato una panoramica sullo stato di salute delle falde e dei bacini, in particolare quelli della Basilicata (come il Pertusillo o il Basentello). Ha illustrato nel dettaglio i rischi derivanti allo sversamento di liquami fognari non depurati e allo sfruttamento agricolo. Un quadretto decisamente interessante del quale noi pugliesi non sapevamo (e non sappiamo) quasi niente. Per questo nel 2014 ad Altamura sarebbe nata la Rete appulo-lucana “Salvalacqua”, per portare a conoscenza queste informazioni in Puglia.

In chiusura di incontro è stato sottoscritto un documento da presentare al Sindaco per sancire il diritto umano all'acqua all'interno dello statuto comunale. “Ci aspettavamo una grande partecipazione – ha rimarcato il casamassimese Nanna –  perché un tema così delicato dovrebbe, deve coinvolgere tutti. Culturalmente guardiamo solo gli effetti e non ci curiamo invece delle cause. Soltanto un anno fa eravamo in piena emergenza, con un’acqua contaminata e tante persone ricoverate. Sembra passata un'eternità. Lo abbiamo già dimenticato? Ce l'hanno ‘data a bere’ senza tante spiegazioni. Eppure la situazione del Pertusillo, le cui acque nei mesi scorsi hanno assunto una colorazione marrone, mostra chiaramente tutto il peso dall'attività petrolifera e di ciò che ne deriva. Quell'acqua arriva anche nella nostra rete idrica. Non ci interessa la questione? Forse bisognerebbe parlarne nelle scuole, perché ormai gli adulti hanno i cuori corrotti... e inquinati”.

Oltre agli appuntamenti territoriali sul tema ‘acqua’, comunque, sabato 6 maggio, in Basilicata, precisamente a Matera, avrà luogo l'assemblea dei movimenti lucani e pugliesi della Rete appulo-lucana “Salvalacqua” per fare il punto della situazione alla luce degli ultimi risvolti (Pertusillo e Basentello) e per organizzare i “sopralluoghi Salvalacqua” con l’obiettivo di portare i pugliesi in visita nei luoghi attorno al Pertusillo. Si potrà così constatare quanto siano vicini l'invaso e i pozzi petroliferi che lo circondano, oltre che acquisire rinnovata consapevolezza sugli enormi rischi insiti in attività fortemente impattanti come quelle estrattive e la follia di voler continuare con le estrazioni e le cosiddette reiniezioni.

La Rete “Salvalacqua” ha l'obiettivo di riaffermare la priorità dell'acqua sul petrolio: “Mille barili di petrolio non valgono un solo bicchiere d'acqua”. Questa si ottiene impedendo l'altra forma di privatizzazione, che è quella dell'ambiente in toto, pur vivendo nell’era del ‘progresso’ e dei cambiamenti repentini. D’altronde è lo stesso Nanna a portarci a riflettere: “Il mondo corre veloce. Dieci anni fa non esisteva l’iPhone. Tra dieci anni saranno scomparse la metà delle professioni attuali. Viaggeremo in auto senza conducente. Ma l'acqua sarà sempre essenziale per la vita. Se non ci diamo una mossa per l'acqua, per che cosa lo faremo?”.

Commenti  

 
#1 vito totire 2017-05-04 22:48
Molto importante quello che state facendo;
peraltro personalmente non sapevo del Pertusillo e del Basentello;
io mi occupo di inquinamenti dell'acqua ed ho cercato di "insinuarmi" nella discussione sull'acqua "potabile" di Casamassima;
ad alcuni miei quesiti sui metodi di potabilizzazione rivolti alla Ausl non ho ricevuto alcuna risposta;sono troppo impegnati?
ritengo che senza un interlocutore che sia solo pubblico la possibilità di avere un'acqua salubre sia molto più in salita;
ma anche col mix pubblico/privato alla fine riescono a far bere alla popolazione anche acqua con amianto...
Vogliamo parlarne?

Buon lavoro.

Vito Totire
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI