Venerdì 17 Novembre 2017
   
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Medaglia d'argento al Sergente Donato Saponaro

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In data 16 febbraio 2017, con decreto del Presidente della Repubblica, il Sergente Donato Saponaro, classe 1982, è stato insignito della Medaglia d'Argento al Valore di Marina. Il nostro concittadino soccorse 108 clandestini, che viaggiavano a bordo di un'imbarcazione in precario stato di galleggiabilità. Ascoltiamo dalla sua voce il racconto di quelle drammatiche ore.

 

Cosa accadde il 16 luglio del 2015?

“Un sereno (se così possono essere detti i giorni in mezzo al mare) e caldo pomeriggio d'estate, eravamo in navigazione nel Mediterraneo. Pervenne il tempestivo ordine, da parte delle autorità competenti, di recarci nella zona sud-orientale al fine di prestare soccorso. Giunti sul luogo, apparvero davanti ai nostri occhi un gommone in palese pericolo e molti individui già finiti in acqua. Fortunatamente, quella volta non erano presenti bambini, piuttosto dalle tre alle quattro donne, i restanti uomini. Il tempo, speso a prepararmi affinché fossi pronto ad intervenire, mi servì a ragionare circa lo scenario che, io e quanti assolvevano le mie stesse mansioni di operatore per il recupero dei naufraghi, avremmo dovuto fronteggiare. Nelle acque profonde, i numerosi sfortunati in difficoltà davano evidenti segnali di panico. Le possibilità di scelta, fra le prassi corrette da seguire, risultavano davvero ridotte, precisamente una! Allora, non ci restò che tuffarci in acqua e iniziare a caricare i migranti sopra i nostri mezzi minori. Non è raro imbattersi in salvataggi simili, ultimamente è all'ordine del giorno, ciascuno però è una situazione a sé. Sono diversi i natanti che chiedono aiuto, le condizioni in cui vai ad operare, i colleghi al tuo fianco. E sei tu ad essere diverso, perché certe cose ti cambiano dentro”.

 

C'è stato un momento in cui ha temuto per la sua stessa vita?

 

“Si, ho temuto per la mia vita, ma soprattutto per quella dei malcapitati. Penso sia stata proprio la paura a farmi agire con criterio. Dicono, che ci salvi sempre. In questo caso, ha salvato me e altre persone. Comunque, grazie a Dio è andata bene! Il mare non è amico di nessuno e, sia chi svolge un mestiere come il mio, sia ogni migrante, lo sa”. 

 

Si sente un eroe?

 

“No, non mi sento un eroe! Certamente, mi sento un privilegiato a poter dare una mano concreta alla gente, facendola scampare da morte sicura. Ma sono una persona comune, dedita al suo lavoro e in quanto tale mi spendo fino all'ultimo onde portare a termine un compito”.

 

Come ha reagito alla notizia di aver ricevuto questa importante onoreficenza?

 

“Sono rimasto colpito innanzitutto dalla risonanza che la storia ha avuto nella mia famiglia e in paese. Sicuramente, si tratta di una ricompensa che vale un po' di più di una pacca sulla spalla, la quale arriva dopo tante esperienze. Sono un marinario da quasi 17 anni. Da 15 brevettato OSSALC, ovvero Operatore servizio sicurezza abilitato a lavori in carena. Ho conseguito altre abilitazioni, compresa l'ORN, cioè appunto il titolo idoneo a ricoprire il ruolo di Operatore per il recupero naufrago. Attualmente, presto servizio a Taranto sulla fregata della Marina Militare "Nave Euro". La medaglia non può che rendermi orgoglioso. Di me, ma anche dell'amico insieme al quale ho sinergicamente collaborato per mettere in salvo quelle persone. Anzi, vorrei fargli un grosso augurio pur sapendo che, non essendo mio compaesano, non avrà modo di leggerlo. Ringrazio voi, che mostrate interesse nei miei confronti e in generale verso tutti coloro che servono la Patria”.

Dall'inizio dell'anno, sono almeno 663 i rifugiati morti annegati nel Mar Meditteraneo mentre tentavano di raggiungere le coste dell'Europa. Il bilancio emerge dagli ultimi dati resi noti a Ginevra dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Il totale dei profughi nel Vecchio Continente, aggiornato al 2 aprile scorso, è salito a quota 29.369. Oltre l'80% dei clandestini approda in Italia. Centinaia di migliaia di soldati, impiegati a sorvegliare i confini con l'intento di assicurare alla giustizia trafficanti e scafisti, vegliano su di loro. Casamassima è fiera di vantare tra i suoi abitanti uno di questi 'angeli'.

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