Domenica 19 Novembre 2017
   
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Attivato anche il Servizio civico comunale

Servizio civico comunale


Domande entro il 23 luglio per poter svolgere lavori di pubblica utilità, dopo le proteste dei mesi scorsi sul blocco dei contributi economici a pioggia


Il Comune di Casamassima, con delibera di giunta comunale n. 91 dello scorso 1° luglio, al fine di assicurare misure di sostegno economico in forma mirata rispetto alle cause e alle condizioni di fragilità economica e sociale di nuclei familiari in stato di bisogno in chiave antiassistenzialistica, ha annunciato di aver istituito, in favore dei cittadini residenti nel Comune di Casamassima, un intervento di contrasto alla povertà, che si sostanzia in un Servizio di volontariato di pubblica utilità, il cosiddetto “Servizio civico comunale”, a fronte del quale viene riconosciuto un contributo economico di natura socio-assistenziale.

Requisiti d’accesso sono stati considerati la residenza nel Comune di Casamassima, l’età non inferiore ai 18 anni né superiore ai 65 anni (al momento della scadenza dell’avviso pubblico), l’idoneità e l’abilità al lavoro, un valore Isee inferiore o pari a 6.000 euro. A non poter svolgere il servizio sarà più di un componente per nucleo familiare, così come non saranno ammessi al contributo i cittadini che già beneficiano di programmi di inserimento lavorativo sostenuti da altri finanziamenti pubblici.

Alla domanda di ammissione al Servizio civico, da formulare secondo la modulistica disponibile presso il Servizio sociale comunale o scaricabile sul sito del Comune e da consegnare entro le ore 12 del 23 luglio presso l’Ufficio del protocollo generale, sito in via Vincenzo Savino n. 2, dovrà essere allegata, pena l’esclusione, la seguente documentazione: copia dell’attestazione Isee in corso di validità o relativa dichiarazione sostitutiva, copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, copia del codice fiscale ed eventuale altra documentazione utile a comprovare particolari condizioni di disagio (separazione, detenzione, patologia sanitaria, handicap, sfratto).

«Il Comune di Casamassima – ha spiegato in proposito l’assessore ai Servizi sociali Antonietta Spinelli – ha compiuto un atto di coraggio, eliminando i contributi economici a pioggia. D’ora in poi, chi vuole un contributo economico dal Servizio socio-culturale deve renderlo in ore di collaborazione in opere di pubblica utilità. Siamo partiti con un progetto di inclusione sociale più di emergenza, alla luce anche delle proteste che c’erano state mesi fa e che derivavano proprio dal fatto che i contributi economici erano stati bloccati».

«Ovviamente – ha sottolineato la Spinelli – la fase di transizione è sempre la peggiore ma con l’avvio della progettualità sin da subito abbiamo considerato tutte le domande di contributo agli atti da gennaio ad aprile del 2016. Trentaquattro persone hanno così potuto iniziare il loro percorso di supporto a strutture e associazioni del paese, divise in cinque squadre, che si occupano di manutenzione del verde, grande e piccola manutenzione di edifici, pulizia di strutture pubbliche e di giardini, soprattutto delle scuole. Seguiti da un tutor, queste persone svolgono così quindici ore di lavoro mensile, il cui contributo ammonta a 150 euro, per un totale di quattro mesi all’anno e quindi di 600 euro, su un massimo previsto per questo genere di interventi in base al Regolamento d’Ambito di 1.500 euro all’anno».

«Ho già dichiarato – ha voluto porre in evidenza l’assessore – che questa non è certamente la soluzione ottimale. Da una parte il servizio sociale dovrebbe essere in supporto dei bisognosi e non un mantenimento, altrimenti si sfocia nell’ottica assistenzialistica (che resta valida per le famiglie composte interamente da invalidi e per gli anziani, nonché per gli interventi sanitari straordinari), dall’altra ho espressamente richiesto sia all’Area metropolitana che all’Ambito di considerare questo tipo di progettazione sull’inclusione sociale affinché possiamo cofinanziarla e incrementare le risorse mensili a disposizione».

«Il criterio adottato – ha aggiunto – è comunque migliorativo rispetto al pagamento in voucher da lavoro perché un voucher costa 10 euro lorde, quindi all’utente spettano 7,5 euro nette, mentre noi diamo 150 euro per quindici ore di lavoro, retribuendo quindi il lavoratore 10 euro all’ora, trattandosi di un vero e proprio interscambio: il Comune aiuta il cittadino, che a sua volta collabora per il decoro del territorio. Il sistema sta funzionato molto bene. Per il primo mese i lavoratori già operativi hanno ricevuto la liquidazione e a breve inizieranno ad espletare le ore di lavoro spettanti per luglio».

L’assessore ha poi concluso: «Mi sono occupata personalmente di convocare la terza e la quarta commissione consiliare e insieme all’opposizione, con cui sto collaborando, abbiamo rivisto il regolamento precedente per il Servizio civico comunale. Do atto all’amministrazione De Tommaso di aver avviato questa progettualità. Ora l’abbiamo modificata e implementata (dato soprattutto il mutamento del contesto sociale e dunque l’aumento delle famiglie bisognose sul territorio cittadino), perché offre possibilità lavorative della durata di quattro mesi all’anno e di quindici ore mensili, di tipo non occasionale, concedendo un contributo di 150 euro a tutti i partecipanti e in presenza di un valore Isee inferiore ai 6.000 euro. In quella stessa sede abbiamo eliminato definitivamente i contributi a pioggia (che prima continuavano a coesistere) e abbiamo provveduto ad attivarci per emettere il nuovo bando».

FRANCESCA DELL’AIA

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