Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Acqua azzurra, acqua chiara?

via Carducci allagata per le operazioni di spurgo


Nuovi disagi per i casamassimesi alle prese con una vera e propria 'odissea idrica'

 

Non c’è pace per Casamassima. Quando sembrava che l’emergenza idrica fosse finalmente in via di risoluzione, ecco una nuova tegola per i cittadini casamassimesi. Dopo l’ordinanza sindacale del 21 maggio, che dettagliatamente riportava le modalità di sanificazione delle cisterne o serbatoi privati, ecco che l’acqua torna a farsi torbida. Cosa sarà mai successo? L’acqua non era rientrata nuovamente nei parametri della potabilità come ribadito dall’Acquedotto Pugliese? Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessore all’Ambiente e Tutela delle Acque, Giuseppe Cristantielli.

Acqua torbida che sgorga dal rubinetto di via Carducci

Da quanto riportato dall’assessore, gli ultimi eventi non sono ascrivibili alla prima emergenza, quella provocata dai lavori operati da Aqp. Le nostre acque erano tornate perfettamente in sintonia con i parametri di potabilità. Aqp, nella persona della dottoressa Francesca Portincasa, aveva dichiarato che l’azienda si sarebbe occupata delle operazioni di “lavaggio” della condotta contaminata e di tutte le condotte principali, erogatrici di acqua. Ebbene, l'Acquedotto ha mantenuto la promessa peccando però di quella superficialità, che non dovrebbe riscontrarsi in manovre che possono minare la salute pubblica. Aqp avrebbe dato inizio ai lavori di sanificazione della condotta incriminata, senza inoltrare alcun tipo di avviso al Sindaco Vito Cessa o alle forze dell’ordine casamassimesi. Per operare suddetta sanificazione, il colosso pugliese si sarebbe rivolto a una ditta specializzata la quale però invece di riparare il danno, ha peggiorato la situazione.

Una corretta pulizia delle condotte idriche avviene tramite un processo che prevede un aumento della pressione dell’acqua che viene inizialmente bloccata e poi espulsa da cosiddette “saracinesche”, che permettono la fuoriuscita dell’acqua a una pressione tale che qualsiasi tipo di residuo venga espulso. Questo spiega perché qualche giorno fa, le strade casamassimesi erano inondate da fiumi di acqua. Perché allora dai rubinetti di alcuni casamassimesi sgorgava acqua non proprio limpida? Una delle saracinesche, a quanto pare, non ha funzionato o per meglio dire non è stata chiusa a dovere e ha rimandato l’acqua in circolo.

Sul fronte potabilità, prima della “maldestra” manovra di lavaggio, l’acqua era rientrata perfettamente nei parametri. L’amministrazione, non fidandosi dei risultati di Aqp, aveva affidato il compito all’Arpa di campionare ed esaminare le nostre acque. Dopo la revoca del divieto di potabilità, i risultati delle analisi dell’Arpa hanno confermato la conformità ai fini potabili.

Molti cittadini si domandano quali sono stati o saranno i provvedimenti che l’amministrazione ha intenzione di prendere nei confronti di Aqp. Durante i giorni di emergenza erano stati già avvisati gli organi competenti, Magistratura e Prefetto. A tal proposito l’assessore Cristantielli ribadisce: «Il Comune di Casamassima nella persone del Sindaco e dell’assessore alla Tutela delle Acque, si sta tutelando a 360 gradi, sia come responsabilità civile sia penale nei confronti dell’Acquedotto Pugliese». I campioni di acqua, prelevati nei giorni scorsi, afferiscono a numerose vie del paese. Alcuni campioni sono stati prelevati da contatori diversi pur appartenendo alla stessa via.

Anche il sindaco Vito Cessa ha rotto il silenzio degli ultimi giorni e sulle pagine del suo profilo Facebook scrive: «Siamo davvero stanchi! Io come primo cittadino non mi sento al sicuro, i casamassimesi non si sentono al sicuro. L’emergenza acqua non rientra. L’acqua pubblica a Casamassima rappresenta ancora un problema! Si saranno spenti i riflettori mediatici, ma non la nostra attenzione alla tutela della salute pubblica. Dal 6 maggio non ho mai smesso di seguire le evoluzioni del caso. Dal monitoraggio delle analisi dell’Arpa alla sanificazione delle cisterne pubbliche e private. A seguito delle segnalazioni di tanti cittadini giunte ieri al comando della Polizia municipale di Casamassima ho immediatamente contattato l’Acquedotto Pugliese, la Asl e l’Arpa. Ho segnalato con precisione le vie dove si sta verificando questo ulteriore disagio e ho chiesto che vengano fatti ulteriori controlli. L’Acquedotto Pugliese avrebbe individuato la causa di quest’acqua scura e tutto dipenderebbe da alcuni lavori svolti nel nostro territorio».

«Per la seconda volta - aggiunge Cessa - l’Ente fa un’azione senza informare l’amministrazione e senza tutelare pienamente i diritti dei casamassimesi! Dopo quanto abbiamo già dovuto sopportare per 14 interminabili giorni senza acqua potabile, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione. Tutti i casamassimesi stanno provvedendo a proprie spese alla sanificazione delle cisterne, l’amministrazione sta intervenendo a proprie spese su tutte le autoclavi degli edifici pubblici. Al momento non ho garanzie che questo ulteriore “incidente” non abbia contaminato anche i filtri che molti di noi hanno appena cambiato».

«La Procura - chiosa il sindaco - sta svolgendo le sue indagini, ma io ritengo che l’intervento debba essere immediato. Dato il protrarsi del disagio questa mattina (il 31 maggio, ndr) ho allertato anche la Prefettura di Bari chiedendo una sua azione diretta, affinché si provveda al ripristino della normalità idrica, ricorrendo gravi ragioni di sanità, di ordine e sicurezza pubblica che potrebbero sfociare in atti d’incontrollabile protesta».

ELEONORA MONTRONE
Foto Amo Casamassima

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