Venerdì 17 Novembre 2017
   
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Casamassima, rientra l'emergenza acqua potabile

acqua rubinetto

 

È stata finalmente revocata l'ordinanza del 7 maggio con la quale il sindaco Cessa aveva vietato l'uso dell'acqua a fini potabili.

Le ultime analisi - effettuate dal DAP di Bari dell'Arpa Puglia sui campioni prelevati lo scorso 16 maggio - hanno accertato il rientro di tutti i parametri anomali riscontrati in precedenza, permettendo di dichiarare potabile l'acqua dei nostri rubinetti.

Tuttavia, come precisa l'ordinanza, "il ritorno alla normalità idrica richiede la messa in atto di misure volte al ripristino delle ordinarie condizioni igienico-sanitarie dell'acqua ad uso umano". In altre parole, chiunque disponga di cisterne e autoclavi collegate alla rete idrica pubblica dovrà effettuare a proprie spese le procedure di sanificazione e disinfezione, seguendo un preciso protocollo diramato dal Sian (vedi avviso a fine articolo).

Viene meno, dunque, la promessa strappata durante l'ultimo Consiglio comunale, in base alla quale tutti i costi per le operazioni di bonifica sarebbero stati a carico dell'Acquedotto Pugliese. A tal proposito, è stata diramata una nota ufficiale, consultabile sul sito istituzione del Comune di Casamassima, in cui si ricostruisce lo scambio intercorso con AQP:

"Con nota del 18 maggio 2016 AQP ha, infatti, offerto la fornitura di ipoclorito, composto altamente tossico e corrosivo, di guanti ed occhiali di protezione, per effettuare la disinfezione delle cisterne e delle autoclavi degli stabili dell’abitato specificando la necessità che a procedervi dovesse essere personale specializzato, non a carico di AQP, in possesso della professionalità utile a manipolare in sicurezza il prodotto.

Il Comune di Casamassima, con nota del 19 maggio, si è opposto a suddetta soluzione evidenziando di non poter autorizzare AQP a riversare su questo Ente, già gravemente danneggiato, i costi e le responsabilità del ritorno alla normalità idrica.

Con nota di riscontro del 20 maggio 2016 AQP, premesso ogni esonero di responsabilità a proprio carico per l’emergenza idrica occorsa, ha ribadito la volontà di consegnare al Comune, gratuitamente, ipoclorito di sodio in quantità corrispondente alle richieste da raccogliere presso la cittadinanza.

Con nota di pari data il Comune ha contestato la piena responsabilità di AQP per l’accaduto ed ha confermato l’impraticabilità della proposta che espone, in ragione della pericolosità dell’acido, la salute dei cittadini a pesanti rischi nell’utilizzo del medesimo.

Peraltro, evidenziato che la raccolta delle richieste e la consegna del prodotto di sanificazione richiederebbe tempi lunghi, inconciliabili con la necessità di riprendere a fruire con immediatezza dell’acqua potabile, il Comune ha formalizzato la richiesta di riduzione della tariffa a titolo di rimborso forfettario per i lavori in argomento.

All’esito delle decisioni assunte da AQP il Comune valuterà l’opportunità di intraprendere, in sede giudiziaria, eventuali azioni risarcitorie.

Si precisa, infine, che per le utenze prive di serbatoi di accumulo e quindi direttamente collegate alla rete idrica, l’acqua è, allo stato, potabile".

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Commenti  

 
#7 Apocalisse 2016-06-02 17:23
Ma non vi rendete conto che siamo all' inizio della fine????
 
 
#6 gino 2016-05-26 09:32
Ma se adesso dite che l'acqua è tornata potabile come mai ci sono ancora gli auto botti per mangiare altri soldi e la disinfettazioni dellle autoclavi dovrebbe essere vostra e poi caro sindaco per bere quest' acqua voglio un filmato dove lei si riempie un bicchiere d'acqua dal rubinetto e se lo beva. Grazie.
 
 
#5 ORONZO 2016-05-25 09:48
buongiorno a tutti,

io personalmente mi impegnerò a non pagare, se riesco, almeno le prossime bolletta ad AQP, per sanare le spese sostenute.
 
 
#4 rocco 2016-05-25 09:10
Per chi possiede un depuratore il costo per la pulizia e sostituzione filtri è di circa 80€, anche queste spese andrebbero addebitate all'AQP !!
Io sarei del parere di mettersi TUTTI d'accordo e non pagare all'AQP la prossima bolletta, e poi vediamo se ci "chiudono" i rubinetti!!!!
 
 
#3 Cittadino 2 2016-05-23 15:15
Direi semplicemente di agire applicando la formula della "class action" l'AQP deve farsi carico delle spede per bonificare i serbatoi per non parlare dei disagi procurati ai cittadini. Di seguito le istruzioni per un'azione collettiva.
Quando. Dal 1° gennaio 2010 è possibile esercitare l'azione collettiva di classe per sanare gli illeciti commessi dal 16 agosto 2009 in poi.

In che cosa consiste. È un'azione collettiva, promossa da uno o più consumatori/utenti, che agiscono in proprio o dando mandato a un'associazione di tutela dei diritti dei consumatori. Gli altri consumatori interessati, titolari di una identica pretesa, possono scegliere di aderire all'azione di classe già promossa, senza dover ricorrere al patrocinio dell'avvocato. Resta salva, comunque, la possibilità di agire individualmente per la tutela dei propri diritti. Quest'ultima ipotesi, però, è incompatibile con la scelta di aderire a una class action.

Da chi può essere promossa. Dai consumatori/utenti che abbiano subito le conseguenze di condotte o pratiche commerciali scorrette; oppure che abbiano acquistato un prodotto difettoso o pericoloso; oppure ancora che versino in una medesima situazione di pregiudizio nei confronti di un'impresa, in conseguenza di un inadempimento contrattuale.

Come dare il via all'azione. Mediante ricorso al tribunale uno dei soggetti consumatori/utenti propone l'azione assistito da un avvocato, eventualmente dando mandato a un'associazione di tutela dei consumatori. Tutti gli altri cointeressati possono aderire senza doversi rivolgere all'avvocato.

Le differenze rispetto alla versione della norma precedente. Rispetto alla precedente stesura della norma (mai entrata in vigore), la disciplina attuale in vigore dal 1° gennaio 2010 si caratterizza per la tutela di diritti di singoli aventi contenuto identico od omogeneo, con attribuzione della legittimazione in capo al consumatore/utente; mentre l'altra versione imputava questa facoltà solo in capo all'associazione. La nuova normativa inoltre si caratterizza per la semplificazione del meccanismo di liquidazione del danno.

Benefici. Se molte persone ricevono singolarmente un danno di portata economicamente modesta difficilmente decidono di sostenere individualmente le spese necessarie per sostenere e vincere la partita legale. Se l'azione, invece, è condotta collettivamente, le spese si abbattono e il singolo acquista maggiore "forza" nei confronti della grande impresa.
 
 
#2 Vincenzo 2016-05-22 11:05
Chi ci ripagherà di questi consumi/sprechi di acqua oltre ad altri danni subiti?
In attesa di riscontro distinti saluti.
 
 
#1 Cittadino 2016-05-22 08:27
Ma come mai si dice che gli esercizi commerciali devono effettuare un' accurata disinfestazione....e non si è obbligato a chiuderli x questo periodo? Chi ha garantito la salute pubblica di quanti anno preso un caffè a casa massima ignari della situazione?
 

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