Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Casa della Salute, Comitato Cittadino e UIL pronti a lottare per Casamassima

Casa della Salute casamassima

 

La chiusura del pronto soccorso per Casamassima potrebbe diventare un’opportunità. Premesso che sarebbe assurdo solo pensare di lasciare una cittadina di circa 20.000 abitanti senza un presidio medico dalle 24.00 alle 8.00 del mattino senza avere più la guardia medica come punto di riferimento. Togliere la guardia medica significherebbe ingolfare il servizio 118 o le sedi del pronto soccorso degli enti ospedalieri vicini e questo creerebbe sicuramente un disservizio, con il rischio che si ritardi a rispondere a qualche chiamata.

Oltretutto se questo “serve” a risparmiare, forse i politici che hanno proposto questo taglio inconcepibile non sanno che il servizio di guardia medica grava per lo 0,80% sulla spesa del servizio sanitario svolgendo, di contro, una importante e preziosa funzione.

Questi tagli, oltre che avere delle ricadute occupazionali pesanti soprattutto per i giovani medici che iniziano la professione, settore già abbondantemente in affanno perché gli operatori lavorano con contratti rinnovabili di pochi mesi, metterebbero in difficoltà i medici di medicina generale che dovrebbero prolungare l’attuale orario di apertura per provvedere a tutte le necessità.

Ecco perché la “Casa della Salute” all’interno di questa riorganizzazione è un discorso da tenere vivo e da concretizzare. Come comitato cittadino e come sindacato Uil di Casamassima siamo ancora in attesa di risposte definitive, in questo marasma del riordino ospedaliero riteniamo debba essere garantita realmente l’assistenza territoriale, in questo senso la realizzazione effettiva della “Casa della salute” darebbe una risposta concreta ai nostri concittadini ed ai loro bisogni di salute. La salute non è una merce, è un diritto.

Casamassima ha tutte le condizioni per definire una volta per tutte questa apertura che i cittadini aspettano dalla fine degli anni ’90. Anche perché il presidente della Asl Bari Vito Montanaro è già in possesso da alcuni mesi di una lettera nella quale è conclamata la disponibilità di ben 8 medici di base ad operare all’interno della “Casa della Salute”. Una struttura che è costata oltre 3 milioni di euro in ristrutturazione, che è stata inaugurata e non è mai entrata in funzione. Nel contempo apprendiamo che la stessa Asl finanzia un progetto regionale di 1,5 milioni di euro al Comune di Bitritto, il quale deve ancora mettere a disposizione un’area su cui far sorgere il presidio.

Come comitato cittadino attenderemo fiduciosi le determinazioni dell’Asl e della Regione e se il buonsenso non prevale ci vedremo costretti ad attivare azioni di lotta per far riconoscere il nostro sacrosanto diritto alla salute per portare a compimento una battaglia politica iniziata tanti anni fa e che negli ultimi anni ha visto protagonista Antonio Busto. Anche nel suo nome non faremo sconti a nessuno.

Il Comitato cittadino CST Uil Casamassima

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