Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Si avvicina il referendum per "fermare le trivelle"

Stop alle trivellazioni


Il Comitato cittadino spiega l’importanza di andare a votare il 17 aprile

«Volete voi che sia abrogato l’art 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?». È questo il quesito cui sono chiamati a rispondere gli italiani venerdì 17 aprile. Gli aventi diritto al voto dovranno scegliere se a permettere il prosieguo delle trivellazioni - per l’estrazione d’idrocarburi - nel limite delle 12 miglia marine (20 chilometri circa) dalle coste territoriali anche oltre il naturale limite di scadenza delle concessioni statali.

L’oggetto del referendum, proposto da nove Regioni, riguarderà dunque solo le concessioni a piattaforme che si trovano all’interno delle 12 miglia e che si snodano soprattutto in regioni quali Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Marche, Calabria, Basilicata, Sicilia. Le concessioni, per legge, hanno una durata di trent’anni prorogabile la prima volta per altri dieci anni, poi per cinque e una terza proroga per altri cinque anni. Al termine delle concessioni le aziende impegnate possono richiedere di continuare l'attività estrattiva fino a esaurimento del giacimento. In caso in cui a vincere fosse il SI, tutte le piattaforme situate in mare aperto, sempre entro le 12 miglia, verranno smantellate una volta scaduta la concessione. Il referendum però non avrà voce in capitolo per tutte quelle piattaforme situate oltre il limite imposto che, purtroppo, continueranno a essere funzionanti.

Un Comitato cittadino ha deciso di scendere in campo in favore del SI. Sabato 2 aprile, alcuni volontari si sono aggirati per le vie del paese con opuscoli e volantini con lo scopo di informare su quello per cui siamo chiamati a votare. Gli stessi membri hanno organizzato per mercoledì 13, al circolo 1984 Arci, un dibattito con esperti del settore sostenitori dell’una e dell’altra fazione, affinché il pubblico possa farsi un’idea prima di recarsi alle urne. «È importante - spiegano i membri del Comitato cittadino - essere informati su ciò per cui si va a votare ma soprattutto è importante farlo poiché l’astensione al voto significherebbe non riuscire a raggiungere il quorum necessario per il referendum».

ELEONORA MONTRONE

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