Venerdì 17 Novembre 2017
   
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“Attiviamoci per il depuratore”: toni accesi alle “Officine Ufo”

incontro depuratore casamassima (2)


Si infiamma la polemica degli abitanti della zona, che pur non partecipano numerosi all'incontro pubblico. Intanto il nuovo depuratore dovrebbe entrare a breve in funzione


Quali i progetti in cantiere circa il nuovo depuratore su Casamassima e quali i tempi per la sua attivazione? Tra un urlo e un insulto – è esattamente in questo clima che abbiamo accolto politici locali e regionali, esperti del settore e addetti ai lavori, lo scorso mercoledì pomeriggio – sono stati questi gli interrogativi oggetto dell'evento svoltosi il 6 aprile presso il Laboratorio urbano “Officine Ufo” di Casamassima.

Organizzato dal neo-nato comitato cittadino “Attiviamoci per il depuratore”, composto da soggetti politici e da rappresentanti di associazioni, soprattutto ambientali, del territorio, l'incontro pubblico dal titolo “Trincee drenanti – La soluzione definitiva?”, moderato da Giancarlo D'Addabbo, ha visto gli interventi tecnici dell'assessore regionale ai Lavori pubblici Giovanni Giannini e della responsabile dell'Acquedotto pugliese SpA Francesca Portincasa, oltre che di Luca Limongelli (Dirigente della sezione Risorse idriche della Regione Puglia) e degli ingegneri Massimiliano Baldini e Piergiorgio Lagioia, progettista, quest'ultimo, del nuovo impianto di depurazione. A fare gli onori di casa, invece, il nostro vicesindaco e assessore (da pochi giorni non più a Urbanistica e Assetto del territorio) Andrea Palmieri, che ha sostituito il sindaco Vito Cessa, pare per sopraggiunti impegni.

L'appuntamento – ci sia consentita una digressione – ha posto in evidenza da un lato la stringente volontà, di una ristretta cerchia di abitanti della zona interessata dalla problematica dell'impianto di depurazione (via Adelfia e aree limitrofe), di vederci finalmente chiaro e di trovare una soluzione definitiva; dall'altro la pressoché totale assenza dei cittadini comuni, dato che, tranne i soliti venti, trenta volti noti (ci sia consentita anche questa espressione) e il volantinaggio capillare e porta a porta realizzato dal comitato, persino al mercato rionale del sabato mattina, davvero in pochi, come purtroppo spesso accade, hanno voluto concedersi un aggiornamento sullo stato delle cose, seppur, come sottolineato dallo stesso comitato, «da molti anni i cittadini di Casamassima subiscono gravi disagi economici e ambientali per il mancato funzionamento del depuratore».

Attualmente, infatti, la fogna nera (ancora oggi dopo trent'anni) finisce in un vecchio impianto di depurazione ubicato su via Adelfia che dovrebbe fungere da vero e proprio depuratore ma che in realtà sversa 'talquale' direttamente in falda tramite un inghiottitoio naturale collocato a pochi metri dall’impianto, creando un danno ambientale incalcolabile. Non a caso il dibattito si è aperto con l'interrogativo, un po' provocatorio, posto da D'addabbo: Esistono dati precisi sui valori riscontrati nelle acque di scarico del vecchio impianto di depurazione di Casamassima? E soprattutto, l'amministrazione comunale conosce tali dati, definiti più volte nel corso dell'evento fuori dalla norma e non di poco?

incontro depuratore casamassima (1)

Il punto è che, dopo anni di discussioni, polemiche e colpevoli ritardi, nel 2013 è stato completato dall’Aqp il nuovo e moderno impianto di depurazione, sito in via Cellamare, che però attualmente risulta inattivo. La situazione di stallo si sarebbe aggravata nel momento in cui il Comune di Rutigliano si è opposto alla soluzione, proposta dalla Regione Puglia, di sversare i reflui finali, come scarico di soccorso per il depuratore di Casamassima, nell'area rurale rutiglianese (corrispondente a una parta di Lama San Giorgio), il tutto con un clamoroso dietrofront dettato dalla delibera comunale in materia dello scorso 29 gennaio, aspetto ribadito durante il dibattito dall'assessore Giannini, che ha definito l'atteggiamento del Comune di Rutigliano “fluttuante rispetto alle proposte inizialmente formulate”.

Intanto, però, il mancato funzionamento del nuovo depuratore procura alla collettività casamassimese due differenti danni: uno di tipo economico, perché la mancata attivazione del nuovo impianto comporta una sanzione milionaria da parte dell'Unione europea per il mancato rispetto di una sua direttiva; l'altro di tipo socio-sanitario e ambientale, che riguarda i residenti nell’intera area dov’è ubicato l’attuale pseudo depuratore, che continueranno a subire gli effluvi maleodoranti, con effetti negativi, in particolare durante i mesi estivi, e con ricadute, anch’esse negative, sugli immobili, che vedono spesso deprezzato il loro valore commerciale.

Quale dunque la soluzione? Sarebbe stato raggiunto un accordo in extremis tra Regione, Comune di Rutigliano e Comune di Casamassima, accordo che prevede che i reflui derivanti dal depuratore di Casamassima fluiscano verso trincee drenanti (contigue all'impianto di depurazione), i cui progetti di realizzazione sono già stati approvati. Al tempo stesso in Lama San Giorgio potrebbe confluire il solo ed eventuale 'troppo pieno', derivante anche da copiose precipitazioni atmosferiche.

«Siamo in dirittura d'arrivo – ha annunciato la Portincasa – avendo individuato la soluzione nelle trincee drenanti. Ora tra gara d'appalto e inizio dei lavori trascorreranno al massimo quattro mesi». È pur vero che, come spiegato tecnicamente da Lagioia e sottolineato da Baldini, «queste trincee ci daranno garanzie nel medio-breve termine (quindi per un massimo di tre anni), dopodiché andranno ampliate».

La situazione relativa al nostro depuratore resta comunque confusa per l'assenza di notizie ufficiali. Il comitato cittadino “Attiviamoci per il depuratore”, costituitosi di recente, auspica che l’avvio dei lavori per la sua entrata in funzione abbia corso entro il corrente anno. Contemporaneamente ha avviato - e vorrebbe proseguire - uno scambio di proposte e ipotesi di soluzioni finali che chiudano definitivamente l'annosa questione.

A tal proposito ha ribadito che seguirà puntualmente gli sviluppi della situazione e vigilerà affinché non si verifichino ulteriori ritardi una volta stabiliti i tempi di realizzazione delle opere previste, per poter così rimediare a «un danno sanitario e ambientale di proporzioni inimmaginabili», oltre che economico, considerando che, come affermato da Limongelli, «la sanzione a cui siamo soggetti cesserà solo quando la Commissione europea si riterrà soddisfatta a seguito di continui controlli». Per ora la certezza è una, come posto in evidenza da Palmieri, e cioè che «è fondamentale per Casamassima avere un nuovo impianto di depurazione».

FRANCESCA DELL'AIA

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