Domenica 19 Novembre 2017
   
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Aperture straordinarie dei Centri Commerciali: una questione spinosa

auchan esterno


Lo sfogo di un padre di famiglia che ha trascorso la Pasquetta senza la propria moglie

«La giornata di oggi è giunta al termine. Il tempo ha retto permettendomi di passare una piacevole e divertente giornata assieme al mio pargoletto. Si, questa Pasquetta l'abbiamo passata insieme, è stata una giornata lunga, ma piena di emozioni, e mentre rientravamo, mio figlio mi dice: papà ci siamo divertiti tantissimo, peccato che con noi non c'era mamma.

Sinceramente non sapevo cosa rispondergli, sarebbe stato più semplice per me spiegargli che la mamma non era con noi perché stava aiutando tanta gente ammalata, o chissà, era a proteggere gente indifesa, ma non è così, non è né un'infermiera o dottoressa e non lavora in nessun corpo di polizia. È semplicemente una dipendente di un Centro Commerciale.

Non riuscivo a spiegare a mio figlio che in una giornata come quella odierna, dove il tempo ci ha regalato anche qualche raggio di sole, ci sono persone che preferiscono rinchiudersi in un noioso Centro Commerciale, anziché trascorrere una giornata all'aria aperta con i propri cari o amici e, perciò, mamma è costretta a lavorare per soddisfare le esigenze consumistiche di chi ha perso il vero ed unico valore della vita, la famiglia. Per cui poiché non posso spiegare questa immorale logica a mio figlio, mi rivolgo proprio a voi, che ormai siete privi di iniziative, privi di moralità, accecati da un consumismo che oramai vi sta solo annullando l'esistenza, ce l'ho con voi perché non avete permesso ad un bimbo di 7 anni di poter trascorre questa giornata con sua madre, ce l'ho con voi perché date a queste multinazionali la possibilità di modificare in negativo le nostre tradizioni, ce l'ho con voi perché padri e madri in giorni festivi non potranno passare il loro tempo con i propri cari e tutto questo perché non sapete come trascorrere il vostro tempo libero.

Sino a quando ci sarà gente come voi, nulle, ci sarà gente che per puro e semplice profitto calpesterà quei diritti che i nostri padri, i nostri nonni, tanto hanno dovuto lottare per ottenerli, siete insignificanti siete il nulla e non sentitevi offesi quando leggerete, perché c'è chi ha pianto a causa del vostro egoismo, non dimenticatelo».

Questo sfogo accorato calca gli stessi stati d’animo di tutti coloro che hanno dovuto rinunciare ad una Pasquetta in famiglia a causa della mancata chiusura del Centro Commerciale Auchan di Casamassima. Ma la rabbia è raddoppiata se la si raffronta a poche ore dalla sua chiusura, dato che il fatturato è pressoché nullo! Allora, ci si chiede se effettivamente il gioco sia valso la candela.

Tante sono le persone che hanno appoggiato la durezza delle parole di questo padre di famiglia e tante sono quelle che lo hanno attaccato, adducendo a loro favore la perenne insoddisfazione di certi che invece dovrebbero essere felici di avere un posto di lavoro, nonostante tutto. Certamente la verità è nel mezzo.

Riportiamo alla memoria dei lettori l’intervento del Segretario Uil Casamassima, Franco Busto, che in merito alla questione delle aperture straordinarie ci tenne a ridimensionare i toni trionfalistici a seguito del comunicato sulla chiusura del Centro commerciale Auchan di Casamassima, per il prossimo Ferragosto: «Quindi, non condividiamo l’euforia di alcuni soggetti alla disdetta unilaterale dell’unica giornata del 15 agosto perché per la Uil anche le altre giornate - a partire da quella del primo maggio (Festa dei Lavoratori), a quella del 25 aprile (Liberazione d'Italia) e del 2 giugno (Festa della Repubblica) - hanno per i lavoratori e per gli antifascisti un alto valore simbolico, giornate che sono state conquistate con le lotte e il sangue dei cittadini italiani. Ad oggi siamo solo all’annullamento di una sola giornata decisa unilateralmente dall’azienda. Quando sarà concordata la prima riunione per discutere a tal proposito, la nostra posizione sarà netta e chiara, “quei giorni si sta a casa, in quei giorni non si lavora e i negozi devono restare chiusi”. Inoltre è importante constatare che in altri contesti, come Auchan Modugno, le chiusure previste comprendono anche i giorni del 28 marzo e del 1° maggio. La stessa Direzione, si muove a geometria variabile con decisioni che non corrispondono ad una logica precisa, viene spontaneo chiedere: A Modugno è “festa” e a Casamassima no? Difendiamo l'importanza e la serietà dei "tavoli sindacali " che non devono essere confusi con le solite millanterie».

Una questione assolutamente spinosa... e chissà quali altri risvolti dovremo attendere.

MARIAGRAZIA CAROLINA MILANO

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