Domenica 19 Novembre 2017
   
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La parola ai consiglieri Pro Loco

direttivo pro loco 2016


Le loro risposte alle nostre domande

Abbiamo incontrato i cinque consiglieri della Pro Loco e abbiamo chiesto ai tre nuovi cosa amano di Casamassima e cosa invece proprio non sopportano, come vorrebbero veder cambiare il paese durante il loro mandato, in cosa si impegneranno come membri del direttivo dell’associazione turistica e quali sono le loro emozioni e timori legati alla nuova carica.

Luisa Valenzano

«Casamassima è il paese dove sono nata ed è il paese della mia famiglia – ci racconta Luisa Valenzano – amo la sua storia. Casamassima è il paese dei soprannomi, del "a c' si figgh e c' si strafiggh", delle storie della nonna quando conobbe nonno, delle leggende paurose del ‘paese vecchio’ raccontate dalla nonna paterna e delle tradizioni degli occhi di Santa Lucia. La Casamassima che odio è quella che si piange addosso, quella che giudica l'operato dell'altro senza aver mai provato a dare il proprio contributo. Al termine del mio mandato vorrei ritrovare una Casamassima più accogliente e propositiva e vorrei maggiore collaborazione con le altre associazioni del paese. Ognuno di noi darà un contributo in base alle proprie propensioni ed è giusto dividerci i compiti in base a questo, ma senza smettere di confrontarci. Essendo artista e avendo sempre operato nel campo dell'arte, mi piacerebbe attivarmi in quello che amo. Mi piacerebbe far rifiorire la vita nel borgo antico, penso a residenze artistiche per creativi giovani e meno giovani con progetti mirati alla riqualificazione degli spazi, oltre che allo scambio culturale, dando più occasioni di far conoscere il nostro Paese Azzurro. Al momento non siamo ancora entrati nel pieno delle attività, non c'è stato il passaggio di consegna e dobbiamo tutti capire bene quali saranno i nostri compiti, ma non voglio preoccuparmi prima del tempo. In realtà non mi piace pensare ad una distinzione tra direttivo e socio ordinario, tutti i soci sono determinanti per la riuscita di un evento. In molti si sono mostrati vicini e pronti ad aiutarci, non saremo lasciati soli. Finora ho fatto sempre parte di piccole associazioni e tutto era più semplice, ma la Pro Loco è l'Associazione più importante del paese, sicuramente sarà impegnativa rispetto alle mie altre esperienze ma io ci provo e se volete anche voi potete farlo, provateci insieme a noi, la Pro Loco di Casamassima è l'associazione di tutti i casamassimesi».

Domenica Acito

«Sono cittadina di Casamassima, ben inserita nel contesto del nostro paese e mi piace rapportami con tutti – così risponde alle nostre domande Domenica Acito. Non sono giovane anagraficamente, ma giovanile nel modo di pensare e di intendere la vita. L’attaccamento al mio paese non è mai venuto meno e con questo spirito ho pensato di dare la mia disponibilità per l’attività della Pro Loco. Tutti noi eletti e componenti del direttivo intendiamo continuare le attività ormai consolidate e prevederne altre, condividendo tutto con l’assemblea dei soci dal punto di vista programmatico e logistico-organizzativo. La Pro Loco collaborerà con tutte le associazioni del territorio, che intende incontrare, per poter essere tutti attori nell’intento comune di promuovere Casamassima. Dialogheremo con le scuole, come già accade, chiedendo loro maggiore collaborazione. Guarderemo anche ad una possibile rete con le Pro Loco dei Comuni limitrofi. Questo ruolo è nuovo per me, proverò ad impegnarmi tanto, sempre d’accordo con le belle persone che compongono il direttivo e con tutti i soci. Di Casamassima amo le persone che ci vivono e vorrei che la nostra cittadina offrisse a tutti momenti piacevoli di svago, di cultura, di socializzazione e avesse qualche evento culturale di grande richiamo».

Giampiero Macino

Anche Giampiero Macino ci ha detto volentieri la sua: «Di Casamassima amo il clima, i muretti a secco, le lame, il profumo della natura, le tradizioni culinarie e folkloristiche. Odio l'ignoranza, i centri scommesse, i ‘taglia-taglia’ e la superficialità del tipico ‘soggettone casamassimese’. A fine mandato vorrei vedere giovani e famiglie ripopolare le vie cittadine, gli anziani seduti a chiacchierare sull'uscio di casa così come accadeva quando ero bambino, prendere per mano il mio nipotino e portarlo a vedere una partita della squadra di calcio del mio paese, poter fare una scampagnata in bicicletta con i miei amici senza dovermi preoccupare di scansare immondizia e vorrei vedere la gente sorridere. Soprattutto vorrei essere fiero del paese nel quale sono nato e cresciuto. Il mio obiettivo sarà quello di portare in campo nuove idee e nuove metodologie per la crescita e la promozione del territorio. Riguardo alla mia carica le sensazioni sono abbastanza positive e derivano dalla consapevolezza di avere incontrato persone competenti con cui credo di poter condividere una grande idea: la crescita del territorio. L’unico timore è legato al tempo, sempre troppo poco. I propositi sono tantissimi e non basterebbero due numeri di giornale per elencarli».

Vito Tanzella

Anche ai due consiglieri rieletti abbiamo posto le stesse domande chiedendo inoltre cosa si portano dietro della precedente esperienza nel direttivo.
«Di Casamassima amo il suo centro storico e mi impegnerò proprio per rivitalizzarlo – afferma con decisione Francesco Villari. Della precedente esperienza mi porto dietro l'aver conosciuto tanta gente positiva con cui lavorare per il futuro”.

Francesco Villari

«Amo Casamassima perché è il mio paese natale ed è pieno di risorse, personalità e talenti in campo culturale, artistico e musicale – ci risponde Vito Tanzella – certo i casamassimesi sono un popolo particolare. Ci sono tanti maestri e uomini di cultura che hanno dedicato la loro vita a Casamassima per tutelarla e promuoverla e anche io vorrei fare la mia parte per non vedere le tradizioni e le tipicità scomparire. Odio il fatto che spesso non riusciamo a fare tesoro dei nostri talenti e non li apprezziamo. Molti giovani non amano il loro paese, ma questo perché noi adulti non abbiamo insegnato loro ad amarlo. Vorrei vedere a fine mandato un paese migliore, più conscio delle proprie possibilità in campo culturale, agricolo e ambientale e vorrei aver realizzato qualcosa ad esempio nella tutela di lama San Giorgio. Io non sono un ambientalista, ma so riconoscere le risorse. In Pro Loco vorrei dare una svolta metodologica nell’animazione del direttivo che deve essere più progettuale nella definizione degli obiettivi condivisi e intermedi, misurare gli sforzi e poi sognare cose grandi. Il Direttivo deve incontrarsi in modo più costante per un confronto continuo. Inoltre vorrei dare più possibilità ai soci dell’associazione di essere protagonisti e corresponsabili e risvegliare l’entusiasmo. La Pro Loco deve riconquistare forza e autorevolezza. Lo scorso anno ho fatto esperienza, non conoscevo la Pro Loco strutturalmente, ho visto come si muove e come posso inserire le mie competenze, ora sono più pronto».

LUNA PASTORE

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