Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Arrivano i giorni della Merla

Campagna d'informazione della Lipu


Ecco come aiutare gli uccelli selvatici nei giorni più freddi dell'anno

Fin dall’antichità, gli ultimi tre giorni di gennaio (e i primi due di febbraio) sono considerati i più freddi dell’anno. Molte sono le leggende legate a questo periodo. La più conosciuta narra di una Merla (con uno splendido e candido piumaggio) regolarmente bersaglio di Gennaio, mese freddo e ombroso, il quale si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la Merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio (che allora aveva solo 28 giorni). L'ultimo giorno del mese, la Merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito 3 giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo e pioggia. La Merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando ne uscì, il 1° Febbraio, era sì salva ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così essa rimase per sempre con le piume nere. Per questo il 29,30 e 31 Gennaio sono chiamati “I giorni della Merla”. Come in tutte le leggende c’è un fondo di verità: infatti, nel calendario romano, il mese di gennaio contava solo ventinove giorni ed anticamente i contadini ritenevano che, quando i Merli iniziavano i canti d’amore, la primavera non era lontana. Sempre secondo la tradizione se i Giorni Della Merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

Quest’antica leggenda popolare ci aiuta a riflettere sulle difficoltà che hanno gli uccelli selvatici a procurarsi cibo durante l’inverno. Con l’arrivo del freddo, il cibo scarseggia per gli uccelli e molte specie insettivore come le rondini, i cuculi e gli usignoli sono costrette a partire per l'Africa dove resteranno fino alla prossima primavera. Qui da noi rimangono invece le specie che sanno meglio adattarsi e altre arrivano dai freddi paesi dell’Europa settentrionale attirate dal clima più mite. In questo periodo, oltre agli uomini, anche merli, passeri, fringuelli, pettirossi, cinciallegre e tutti gli altri uccellini che frequentano abitualmente le città e le campagne, affrontano momenti di difficoltà. Il modo migliore per aiutarli è installare una mangiatoia in giardino, sul davanzale della finestra o del balcone di casa. Ce ne sono tanti tipi in commercio ma possono essere costruite anche partendo da materiali riciclati come vecchie stoviglie, bottiglie di plastica, vasetti di yogurt, vecchi vasi e sottovasi ecc.

La mangiatoia va appoggiata direttamente sul terreno, se abbiamo un giardino grande e non frequentato da gatti, altrimenti va installata su un palo di ferro zincato a circa 1,5 metri di altezza. Quelle da appendere sono ottime per chi ha un balcone, ma si possono anche attaccare ai rami degli alberi. Oltre ad aiutare i nostri amici alati, le mangiatoie rappresentano una buona opportunità di osservare gli uccelli da vicino e di vivere esperienze emozionanti. Basta rifornirle regolarmente (da ottobre e non oltre la fine di marzo) con cibi dolci e calorici come panettone e plum-cake, biscotti e frutta fresca, pinoli sgusciati e frutta secca, miscele di semi vari (miglio, canapa, avena, frumento), semi di girasole e mais spezzato, lardo e scorze di formaggio. Sono da evitare cibi salati e piccanti: per gli uccelli sono tossici, non contengono le calorie sufficienti e li inducono a bere tanto da sentirsi sazi e non cercare altro cibo e ciò può portare alla morte per assideramento.

Avete un giardino, un terrazzo, un balcone anche piccolo o anche solo un davanzale? Provate. Se l’inverno è stato rigido, avrete dato una mano alla sopravvivenza di deliziose creature alate.

Per altre informazioni sull’argomento potete contattarci tramite le pagine Facebook: Gruppo Lipu di Casamassima; Twitter: Gr. Lipu Casamassima (@LipuCasamassima).

Ricordiamo a tutti che i giorni in cui è consentito cacciare sono mercoledì, sabato e domenica. Il Consiglio dei Ministri ha disposto la chiusura della caccia dal 20 gennaio per le specie tordo bottaccio, cesena e beccaccia. Il 31 Gennaio si chiuderà definitivamente la stagione di caccia per tutte le altre specie. Se assistete a una qualsiasi infrazione a tali regole, denunciate presso le autorità preposte. In caso di ritrovamento di animali selvatici feriti o in difficoltà, si raccomanda di portarli immediatamente presso il Centro di Recupero più vicino: per Casamassima, Bari e comuni limitrofi (Osservatorio Faunistico Regionale, Via Generale Michele Paliotti 43, Bitetto, Bari) Tel: 080/9920283; Facebool: Osservatorio Faunistico Regionale Regione-Puglia; oppure rivolgersi al Comando Di Polizia Municipale più vicino.

Per qualsiasi informazione potete trovarci qui: www.lipu.it/puglia

Rina Addabbo
Gruppo Lipu di Casamassima

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