Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Scuola Primaria. Forse aule insufficienti il prossimo anno scolastico

Il Dirigente Pietro Netti


Il dirigente della Marconi Pietro Netti sull'argomento:
“A Casamassima servizi mai adeguati all'incremento demografico”

Tempo di presentazione del Piano dell'offerta formativa per le scuole casamassimesi. Accade però che proprio nel periodo dedicato agli 'Open day' e alle successive iscrizioni dei nuovi alunni presso gli istituti del territorio, si comincino ad intravedere nubi all'orizzonte circa le condizioni di avvio del prossimo anno scolastico nel nostro paese. Secondo diversi 'addetti ai lavori', infatti, il periodo 2016/17 presenterebbe in sé una problematica legata alla capienza delle scuole del territorio. Pare che consultando gli elenchi forniti dal Comune relativamente ai sottoposti all'obbligo scolastico della scuola primaria, i dirigenti interessati direttamente alla questione si siano accorti che il numero dei bambini che quest'anno sul territorio di Casamassima si affacceranno per la prima volta alla scuola primaria sia sensibilmente maggiore rispetto a quelli di tutte le annate precedenti. Cosa significa tutto questo? Il punto è che, sulla base dell'aumentata richiesta, è stimato che il prossimo anno scolastico sia necessaria la formazione totale di almeno undici classi (rispetto alle nove in uscita) ripartite tra le due scuole, di cui almeno sei o sette alla Marconi, che sarà però dotata di sole cinque aule totali da destinare alla didattica per i nuovi alunni, avendo esattamente cinque quinte in uscita il prossimo giugno.

«Aspettiamo che arrivi il 22 febbraio, che è il termine ultimo di scadenza delle iscrizioni, data in cui avremo i dati alla mano. Abbiamo comunque già preallertato l'amministrazione comunale, facendo presente che probabilmente ci troveremo di fronte ad un problema di spazi che, se per quest'anno potrebbe essere risolto apportando delle soluzioni tampone (come, ad esempio, trasformare temporaneamente l'aula docenti in aula per la didattica), in caso di conferma del trend anche per gli anni successivi, si farà sempre più urgente». In questi termini si è espresso Pietro Netti, dirigente del I Circolo didattico “G. Marconi”, per offrire un quadro della situazione.

«Si tratta – ha riferito sullo stesso argomento Netti – di un allarme che avevo lanciato sul territorio già qualche anno fa, quando avevo posto in evidenza che gli spazi per l'infanzia erano già insufficienti perché la leva era visibilmente in crescita. Ora quegli stessi bambini stanno per cambiare scuola. Finché sono davvero piccoli è pur sempre possibile far frequentar loro un asilo privato, ma la primaria è scuola dell'obbligo e dunque un'amministrazione ha il dovere di garantire a tutti i residenti sul suolo il diritto alla frequenza scolastica negli istituti preposti. Il problema d'ora in poi sarà sempre più avere a che fare con un numero di bambini che le scuole primarie faticheranno ad assorbire».

«Ho invitato sindaco e assessori a organizzare preventivamente un tavolo su questo argomento, perché altrimenti solo quando arriveremo al 22 febbraio ci si accorgerà realmente dell'incapienza delle strutture per la primaria, problematica che, ripeto, se quest'anno risolveremmo dividendo le aule o ricorrendo ad altre soluzioni anche un po', diciamo, 'fantasiose', in futuro andrà risolto pensando seriamente ad un'altra piattaforma di aule da rinvenire, costruire o ristrutturare», ha voluto sottolineare sempre Netti.

Il dirigente scolastico della Marconi ha poi chiarito un punto essenziale: «Importante non è decidere se assegnare queste nuove aule a uno dei due circoli. Anzi, ritengo sia più razionale affidarli al II Circolo, perché la Casamassima nuova si sviluppa tutta sulla direttrice di via Bari, per cui sempre più sarà la Rodari, già di suo con una capienza più ridotta rispetto alla Marconi, a risultare insufficiente rispetto alle richieste delle nuove famiglie che abitano proprio in quella zona».

«Ovviamente – ha infine precisato Netti – lanciando questo monito non voglio attaccare questa amministrazione piuttosto che l'altra. Ritengo si tratti di questioni che si stanno verificando da qualche anno a questa parte e che abbiamo già variamente sollecitato nel tempo. Posso però affermare che guardando i numeri è possibile prevedere quello che accadrà e allora mi chiedo: perché aspettare? Intanto non credo proprio ci sia ancora nulla all'orizzonte a livello di progettazione per il medio e lungo periodo». «Purtroppo – ha aggiunto – ho l'impressione che Casamassima non si sia mai veramente adattata come paese alle esigenze di una popolazione in netta crescita e che perciò l'offerta di alcuni servizi sia rimasta ai livelli degli anni Novanta, a quando i suoi abitanti di questo paese erano 10.000. Ma adesso sono più di 20.000...».

FRANCESCA DELL'AIA

Commenti  

 
#1 figurati! !!! 2016-01-27 19:01
Questa situazione è preoccupante.un diritto allo studio che potrebbe nom essere garantito. Questo paese come al solito presenta solo problematiche..... un plsuso al prof netti che si sta soendendo per la causa. Prof ci pensi lei ai bambini di questo paese!
 

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