Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Storie di "eroi quotidiani"

Casamassima-Nicola Gazzilli

 Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

Il casamassimese Nicola Gazzilli è il nuovo Capitano della Finanza dell'Aeroporto di Orio

 

Spenta la luce dei riflettori mediatici sulla Festa dell'Unità e delle Forze Armate, gli uomini in divisa continuano a lavorare, presidiando territori difficili e contrastando le organizzazioni criminali. "Eroi quotidiani" come il casamassimese Nicola Gazzilli, recentemente promosso a Capitano della Guardia di Finanza, che svolge il suo lavoro nell'Aereoporto di Orio al Serio in provincia di Bergamo, una delle frontiera della lotta al traffico di stupefacenti, tabacchi e valuta.

A tal proposito, un ritratto soddisfacente del nostro concittadino è offerto da un'intervista apparsa sulle colonne della testata BergamoEconomia.it che vi riportiamo di seguito.

Orio al Serio, zona militare. Negli uffici del comando entra un uomo. Statuario, giovane e composto, con una leggera inflessione barese: Nicola Gazzilli ha solo 30 anni ma già un percorso ricco alle spalle. Scuola ufficiali, accademia e comando delle unità antiterrorismo di Malpensa nei 10 anni maturati in Finanza dal nuovo vertice del comando aeroportuale. Dopo aver accettato il suo invito a dargli del tu, siamo in 3 dalla redazione e tutti under 35, cominciamo l’intervista.

Capitano. Cosa vuol dire far parte del corpo della Guardia di Finanza nell’aeroporto di Bergamo?
«Vuol dire contribuire all’equilibrio di una realtà importante che sta crescendo rapidamente: all’aumento della portata dell’aeroporto devono senza ritardo accompagnarsi lo sviluppo di una serie di apparati indispensabili per la salute di esso, tra cui quello che ho l’onore di comandare. L’investimento privato è fondamentale ma non sufficiente per garantire una crescita sana e bilanciata di un aeroporto come quello di Orio. Essere un finanziere in un luogo come questo vuol dire lavorare nella porta del mondo coordinati con tutti gli organismi internazionali. Grazie al lavoro di colleghi che operano nelle ambasciate ed ad organismi come interpol e DCSA (direzione centrale servizi antidroga) posso scambiare informazioni all’estero con la stessa efficienza con cui comunico con una nostra sezione locale».


Come sta evolvendo il vostro lavoro negli ultimi anni?

«Le organizzazioni criminali ci studiano, cercano di sapere tutto di noi, sanno in che fascia oraria ci sono meno controlli, mandano corrieri scarichi per indagare nuove possibili strategie, guardano se ci sono stati dei fermi da parte nostra, ricercano in continuazione nuove tecniche per occultare le sostanze stupefacenti: prima tentavano il trasporto di droga direttamente nelle valige, poi hanno cominciato ad ingerire ovuli in lattice ed in seguito in gel (per occultarli anche in sede di radiografia), hanno persino provato a trasportare cocaina imbevendone gli indumenti. Le organizzazioni criminali sono in costante evoluzione e noi dobbiamo sempre aggiornare la nostra azione. Anche semplicemente mantenere lo stesso trend di risultati anno dopo anno è possibile solo a fronte di un importante sviluppo del nostro operato».

 

Qual è l’andamento dei traffici illegali?

«Il consumo di eroina sta aumentando. Siamo in tempo di crisi e costa meno rispetto alla cocaina. Vi è anche un rilevante traffico di droghe etniche, droghe consumate solo da comunità circoscritte provenienti da paesi stranieri. Parliamo di ortaggi da decotto presenti nelle tradizioni di tribù africane o sostanze stupefacenti solubili in acqua anche 5 volte, e per questo con un valore che supera spesso i 100 euro al grammo, usate all’interno delle comunità di origine filippina. Nell’ultimo anno abbiamo sequestrato 10 kg di sostanze stupefacenti tra cui ben 4 kg di eroina e 4 kg di cocaina».

 Esistono altri traffici illegali oltre agli stupefacenti?

«Svolgiamo anche un’azione di contrasto all’import ed export di valuta non dichiarata. Molti non sanno che dichiarare il trasporto di una somma di denaro anche molto ingente non implica nessuna incombenza: la dichiarazione serve solo per la tracciatura. Ovviamente vi è la tradizionale lotta al contrabbando di tabacchi. In generale per qualsiasi tipo di traffico,droga, tabacchi ed anche valuta, l’unità cinofila è fondamentale. In molti aeroporti il cane antitabacco è talmente efficace che viene direttamente sponsorizzato da Philips Morris. Azienda che per altro rifornisce il Corpo anche di smartphone con funzioni particolari ed altri dispositivi molto utili alla lotta al contrabbando ed alla contraffazione dei tabacchi».

 A Bergamo è presente la vostra storica accademia. Qual è il valore aggiunto portato al suo comando dalla presenza in sede di una così importante realtà?

«L’accademia contribuisce alla conservazione del nostro prestigio grazie al suo ottimo lavoro, alle tante iniziative ed alla storica collaborazione con l’Università degli studi di Bergamo, istituzione che ricopre un ruolo importante nella formazione dei nostri allievi di cui ho potuto verificare personalmente la qualità dei professori».

Dopo l’intervista abbiamo seguito il comando in diverse azioni di contrasto all’illegalità verificando come la GdF sia veloce nello spostarsi nella struttura aeroportuale. Quante dimensioni nella vita di Orio.

 

BergamoEconomia.it

Commenti  

 
#1 Jack 2015-11-11 20:09
Forza e Onore Nicola.....
 

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