Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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PUGLIA: LE REGOLE CON LE QUALI VOTEREMO

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La legge elettorale con la quale verranno eletti il presidente della giunta e il Consiglio regionale della Puglia fu varata dall’Aula il 28 gennaio del 2005, a poche settimane dalla scadenza delle elezioni che si svolsero il 3 e 4 aprile.

Ci fu uno scontro in Consiglio tra la maggioranza di centrodestra (guidata da Raffaele Fitto) e l’opposizione di centrosinistra in particolare sulla quota di sbarramento che la maggioranza voleva introdurre. Alla fine l’accordo si trovò sullo sbarramento al 4 per cento, ma con il rinvio dell’applicazione dello stesso dalle elezioni del 2010. Infatti nel 2005 i seggi furono assegnati in modo proporzionale, senza quota di sbarramento, e in Consiglio furono eletti anche i candidati di liste con il 2 o 3 per cento. Con le elezioni del 28-29 marzo la legge del 2005 entrerà in vigore nella sua interezza.

Il Consiglio è composto da 70 membri, presidente della giunta compreso. 56 consiglieri sono eletti con criterio di ripartizione proporzionale tra le varie province, 13 costituiscono il premio di maggioranza.

Le liste per ogni provincia devono avere il seguente numero di candidati: 21 a Bari, 6 nella Bat, 7 a Brindisi, 11 a Foggia, 14 a Lecce, 10 a Taranto. In totale sono 68. Per arrivare a 70 bisogna aggiungere il presidente eletto e il candidato arrivato secondo, per il quale è prevista l’elezione.

Nelle liste nessuno dei due sessi deve essere rappresentato in misura superiore a due terzi ma tale indicazione non viene però rispettata, poiché la stessa legge prevede sanzioni minime (il pagamento di una multa di poche migliaia di euro).

E' possibile il voto disgiunto (voto a un candidato presidente e a una lista collegata a un altro candidato presidente).

La legge elettorale regionale della Puglia ha spostato il premio di maggioranza dalle liste apparentate che ottengono il maggior numero di voti (secondo quanto previsto dalla legge elettorale nazionale) al candidato presidente che ottiene il maggior numero di voti validi e quindi risulta eletto.

Rispetto alla legge nazionale (nella quale è prevista solo l’indicazione del premier) tra l’altro, quella regionale prevede l’elezione diretta del presidente.

La legge regionale ha quindi previsto che il presidente eletto possa sempre contare in Consiglio su una maggioranza del 60 per cento (nel caso della Puglia 42 consiglieri su 70).

La legge è stata pensata per un sistema bipolare (con due candidati presidenti e due coalizioni). Con due candidati che ad esempio abbiano ottenuto il primo il 51 per cento dei voti e il secondo il 49 l’assegnazione dei seggi è facile attribuire i seggi: al primo vanno 13 seggi come premio di maggioranza e 28 seggi in sede di ripartizione proporzionale (con una maggioranza consiliare di 41 seggi più il presidente); al secondo (e alla coalizione di liste apparentate che abbiano superato il 5 per cento come coalizione e il 4 per cento individualmente) vanno gli altri 28 seggi.

Con tre candidati presidenti che ottenessero rispettivamente il 45, il 44 e l’11 per cento, al primo verrebbero assegnati 13 consiglieri come premio di maggioranza e 28 consiglieri come ripartizione proporzionale (41 più il presidente).

Alle altre liste verrebbero assegnati in modo proporzionale gli altri 28 consiglieri (22 o 23 alle liste apparentate al candidato arrivato secondo, 5 o 6 alle liste collegate al terzo candidato presidente).

E' possibile che il Consiglio abbia anche più di 70 consiglieri, per garantire il rapporto di 60% e 40% tra maggioranza e opposizione. Il presidente eletto con il 45 per cento ha 42 consiglieri, il candidato non eletto con il 44 (1 solo punto percentuale in meno) deve accontentarsi di 22 o 23 consiglieri. Gli altri 5 o 6 andrebbero al terzo polo.

Quanti voti servirebbero ai candidati per essere eletti? Proveremo a rispondere a queste domande con alcuni dati.

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