Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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IL 19 MARZO SCOUTIAMO CON LA FANOVA

fanova
 

Ormai da anni, come vuole la tradizione, il 19 marzo, giorno di S. Giuseppe, a Casamassima vengono accese le fanove, giganteschi falò anticamente volti ad allontanare il freddo e gli stenti dell’inverno bruciando i residui delle potature di vigneti e ulivi per accogliere la primavera, che con il risveglio della natura avrebbe portato fecondità e abbondanza nei campi. Fino agli anni settanta i bambini giravano il paese con un grande ramo e bussavano casa per casa ricevendo arance, mandarini, i mostaccioli, tipici dolci di vincotto o tarallini e fichi secchi, che venivano tutti appesi a questo ramo, il quale poi veniva posto in cima alle fascine e incendiato. Ogni rione aveva il suo falò e per una notte il paese ardeva, rischiarato da decine di pire propiziatorie.

Al giorno d'oggi, con il venir meno delle superstizioni popolari e l’introduzione di nuove e più avanzate tecniche agricole, di quel rituale che affonda le radici in tempi lontanissimi non è rimasto altro che il fuoco, acceso a ricordo di una tradizione ormai scomparsa.

Quest’anno fra i gruppi che accenderanno la fanove c’è il reparto Orion del gruppo AGESCI Casamassima 1: trentasei ragazzi fra gli 11 e i 16 anni che guidati dai loro capi, il 19 marzo in piazza Moro a partire dalle 19.30 si prodigheranno per unire l’essenza del loro essere scout alla rivalutazione e riscoperta del territorio e delle tradizioni.

Quest’anno, in armonia con le esigenze del paese hanno scelto di cimentarsi con i falò, accompagnando tale rito con attività ludiche, fra cui i giochi di una volta, quelli che i nostri genitori praticavano per strada e che adesso non esistono più, distrutti dall’incessante avanzare dei videogiochi; anche questo servirà a guidare i ragazzi in un percorso di riscoperta del paese e a diventarne sempre più consapevolmente cittadini attivi.


Inoltre sarà realizzato un tipico percorso hebert, specialità inventata da un insegnate di educazione fisica, George Hebert, che all’inizio del ‘900 precorrendo grandemente i tempi, fu convinto sostenitore dell’importanza dell’esercizio fisico, per uomini e donne.

Quindi non si tratta semplicemente di accendere il fuoco e gettarci dentro tutto quello che si trova in cantina: il progetto mira a formare il carattere dei ragazzi, favorendo i processi di socializzazione e realizzando un’impresa ad alti livelli. Esploratori e guide, infatti, si sono confrontati con le attività manuali, realizzando completamente da soli i giochi, il percorso hebert, gli stand fatti con paletti di legno e nodi, i costumi di scena e il materiale pubblicitario; non è stata trascurata neanche l’animazione, garantita dai tradizionali canti attorno al fuoco e la ristorazione, infatti i ragazzi si adopereranno per cucinare i piatti tipici della tradizione casamassimese.

È importante ricordare come l’idea sia partita dagli stessi ragazzi, che non hanno avuto paura di impegnarsi in qualcosa di diverso e stimolante e di mettere la loro esperienza al servizio degli altri lavorando intensamente per tre mesi, da gennaio a marzo.

Il tutto con il patrocinio del Comune di Casamassima e l’appoggio del Comando dei Vigili Urbani, disponibili a chiudere il traffico del corso per permettere l’utilizzo della Piazza in tutta sicurezza.

Naturalmente l’invito a partecipare è esteso a tutti i casamassimesi e, visto l’impegno e gli obiettivi di questa impresa, i ragazzi meritano davvero che ci sia una partecipazione attiva dell’intera cittadinanza, in quanto sono stati i primi a mettersi in gioco.

C’è bisogno di impegnarci tutti e maggiormente perché queste iniziative fioriscano sempre più e sempre più spesso nel nostro paese e perché i nostri ragazzi ritrovino in noi adulti l’esempio e la voglia di andare avanti e di dare un calcio alla sillaba “IM” di impossibile.

Dopotutto, come diceva il fondatore dello scoutismo, Lord Baden Powell, dovremmo cercare sempre di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.

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