Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Caso cantina: la replica della Vittoria Immobiliare, la conferenza e l'articolo

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LA REPLICA DELLA VITTORIA IMMOBILIARE AL NOSTRO ARTICOLO APPARSO IL 29 MAGGIO 2015 SU "LA VOCE DEL PAESE - EDIZ. CASAMASSIMA"

Alla redazione di ‘La voce del paese’ e ‘Casamassimaweb’
All’attenzione del direttore responsabile Nicola Teofilo

In relazione all’articolo di Nicola Teofilo pubblicato sul settimanale ‘La voce del paese’, «“La lunga marcia” del team Rodi verso la speculazione edilizia. Esclusiva inchiesta: Abbiamo scoperto l’esistenza di una società, la Vittoria Immobiliare. Ecco cosa si nasconde dietro la grande e sospetta coalizione. Tra gli obiettivi, l’assalto alla cantina sociale e la realizzazione di un piano di lottizzazione», si precisa che gravi inesattezze e false notizie riportate nello stesso articolo, tendono a ledere la dignità personale e collettiva dei soggetti coinvolti.

A tutela dei nostri assistiti chiediamo la pubblicazione integrale del testo (come previsto dall’art. 8 della legge 47/1948 sulla stampa: “Il diritto alla rettifica delle notizie pubblicate costituisce fondamentale diritto alla persona a tutelare la propria immagine e dignità. Pertanto la rettifica va pubblicata a conformemente quanto richiesto, senza che né il direttore del giornale né il giudice abbiano la facoltà di modificarne il testo, o anche di sindacarne il contenuto sotto il profilo della veridicità”), e diffidiamo la testata giornalistica in oggetto dal pubblicare l’articolo di cui sopra sul sito ‘Casamassimaweb’.

Il termine impropriamente utilizzato dal giornalista, “speculazione edilizia”, rappresenterebbe – secondo le definizioni correnti – una forma di speculazione tendente a lucrare sull’andamento del mercato immobiliare, con l’acquisto e la vendita di terreni ed edifici in fasi successive. Riguarderebbe l’acquisizione e la successiva vendita di beni immobili con il fine specifico di guadagnare surplus tra il costo di acquisto ed il prezzo di vendita. Qui si configura la gravissima inesattezza del giornalista scrivente: la Cantina Sociale – spieghiamo – versava da anni in uno stato di insolvenza che la vedeva prossima al depauperamento del proprio patrimonio atteso che in danno della stessa pendeva procedura esecutiva immobiliare in forza della quale veniva disposta la vendita dell’immobile e bandita la prima asta.

Non vi è chi non sappia che allorché si proceda alle vendite di immobili gravati da ipoteche, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, a patirne gli effetti negativi sono in primis i soci stessi della Cooperativa, molti dei quali tra le altre cose avevano rilasciato garanzie personali alle banche della Cooperativa e l’intera collettività stessa, le banche invece vanno a recuperare interamente i loro crediti.

Al fine di evitare tutto ciò la Vittoria Immobiliare Srl si è attivata non con un intento speculativo come si vuole far intendere dall’articolo pubblicato dal sig. Nicola Teofilo, ma ogni azione è stata finalizzata a tutelare i soci, i cittadini, la Cantina stessa. Basti pensare che i soci andranno a recuperare i propri crediti che diversamente sarebbero andati persi. Le affermazioni contenute nell’articolo costituiscono, pertanto, gravi illazioni non corrispondenti alla realtà (“L’area ghiotta per future speculazioni edilizie”, “Soci in politica e in affari”, “L’assalto alla Cantina e la realizzazione di un piano di lottizzazione”, “I soci sospetti della Vittoria” nonché lo stesso titolo “La lunga marcia del team Rodi verso la speculazione edilizia”) in relazione alle quali ci riserviamo di valutare se sussistano gli estremi per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

La Vittoria Immobiliare Srl nasce con l’intento di condividere con alcuni Amici il desiderio di salvare la Cantina Sociale di Casamassima dalla vendita all’asta a soggetti non casamassimesi.
La proprietà della Vittoria Immobiliare Srl è frazionata in ben 11 soci, in prevalenza piccoli agricoltori, che hanno unito le loro forze.

Nello scenario odierno delle elezioni in corso che vede ben 277 candidati Consiglieri, quasi uno per ogni famiglia, fa sorridere leggere che ci sarebbero accordi, o altro, legati alla politica solo e soltanto perché vi sono tra i nostri soci candidati o parenti di candidati alla carica di Consigliere.

La Cantina per risanare i propri debiti ha provato in passato, in diverse occasioni a vendere l’immobile, ma senza alcun risultato. Nonostante i numerosi passaparola tra gli imprenditori di Casamassima nessuno si è reso disponibile, con il proprio capitale ed impegno, ad evitare una fine ingloriosa alla nostra storica Cantina. La stessa asta fissata per la vendita è andata deserta.

Al momento non ci sono progetti sul futuro dell’area, né è escluso che si vada a realizzare una nuova Cantina per Casamassima. In via preliminare bisognerà smaltire l’amianto presente sull’edificio: il costo di tali lavori, sulla base di una perizia eseguita per conto della stessa Cantina, ammonterebbe a circa € 400.000,00 motivo per il quale la nostra offerta di acquisto è stata ritenuta congrua.
Non vi è, dunque, nessuna speculazione in atto né tantomeno vi è alcun legame con la politica né attuale né passata.

Infine, è palesemente falso che Anna Fortunato sia candidata in qualche lista.
Secondo quanto stabilito dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani (“Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e famigliare, del suo domicilio e della sua corrispondenza”), si fa presente che è obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti e che la stessa è limite alle libertà di informazione e di critica.

La libertà di informazione e di critica, insopprimibile, quindi, hanno due confini invalicabili: il rispetto della persona e quello della verità sostanziale dei fatti.
L’osservanza della verità sostanziale dei fatti è un obbligo inderogabile per i giornalisti.
Il diritto di cronaca non è un diritto sciolto dagli altri diritti primari costituzionalmente protetti (onore, decoro e dignità della persona, riservatezza e identità personale).


Avv. Camillo Polignano
Avv. Rocca Loredana Franchini

 

Prima piccola nota di redazione:

Ovviamente quel “Lei” in corrispondenza di Anna Fortunato è un refuso che abbiamo subito corretto. Il pronome è “lui”, quindi s’intende Pinuccio Fortunato, che invece è candidato ed è il padre di Anna. Il senso non cambia poichè l’inchiesta punta proprio a sottolineare parentele, legami elettorali e societari. Tra l’altro porgiamo i nostri auguri a Pinuccio per la sua elezione.

 

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SEGUE IL NOSTRO ARTICOLO OGGETTO DELLA REPLICA E DI UNA CONFERENZA STAMPA TENUTASI OGGI, 9 GIUGNO 2015.

E noi tutti a domandarci cosa unisse il team Rodi agli odiati rivali che un tempo sedevano alla riva opposta, mandati a casa e dopo soli pochi mesi sorprendentemente alleati. Noi tutti a domandarci quale fosse il collante. E come al solito, è il cemento.

Così, dopo giorni di telefonate, visure, contatti, anche noi ci siamo accodati alla #lungamarcia del candidato sindaco Vito Rodi, ma abbiamo imboccato una triste scorciatoia. Proveremo insieme, in questo articolo-inchiesta, a gettare le maschere degli inconsapevoli testimonial apparsi sopra il claim di questa marcia. Vedrete, magicamente si materializzeranno volti inattesi, accomunati da un unico obiettivo… la Vittoria. Non solo quella elettorale, ma soprattutto immobiliare. Signore e signori, ecco a voi la società Vittoria Immobiliare srl.

Ma prima di svelare i nomi dei soci, dobbiamo ripercorrere brevemente la storia della cantina sociale di Casamassima. Cosa c’entra? Più che sete di vino, c’è appetito… voglia di cemento. E proprio in quella cantina, dilaniata dai debiti, dove a pagare sono sempre i poveri lavoratori, la società si è appollaiata come un avvoltoio per mettere a segno la Vittoria, appunto, quella elettorale e immobiliare. La prima, quella elettorale, con una bella maggioranza politica di soci in affari, potrebbe favorire naturalmente la seconda. Per questo, domenica 31 maggio è importante scegliere i rappresentanti casamassimesi con consapevolezza.


LA STORIA DELLA CANTINA E IL TRAVAGLIO DEI DEBITI.

Prima di raggiungere l’obiettivo, bisogna marciare. La luna marcia sta per volgere al termine, ma comincia nel gennaio 2015. Torniamo ancora indietro di qualche anno.
Siamo a Casamassima, nei pressi di via Sammichele. Vista dall’alto, la cantina sociale con separato frantoio e terreno, è un triangolo equilatero compreso tra via Calabria, via Lucania e alla base il tratto ferroviario, spesso interrotto dai furti e dai continui disservizi.

Un treno però carico di desideri ha fatto stazione proprio qui, in questo sfortunato ma “fertile” terreno su cui poggia l’antica cantina sociale di Casamassima. Circa 40 anni fa proprio in questo triangolo il frantoio ha schiacciato le prime olive e le cisterne hanno fermentato i rossi e corposi mosti. Era il segno di un’attività produttiva florida. Oggi è lo spettro di un fantasma attraversato da binari morti, su cui aleggiano, come sempre in tempi di crisi, nuovi interessi che nulla hanno a che fare con il nostro oro rosso verde.

La vecchia proprietà comprendeva un terreno, un frantoio per l’olio (Frantoio sociale di Casamassima) da una parte, separatamente i capannoni con cisterne per il vino (Cantina sociale di Casamassima). Come in un antico presepe, la vita produttiva era tutta lì, racchiusa in quel grazioso triangolo, con il trenino, la stradina, i contadini. Tanti sacrifici e lacrime di sudore dalle fronti. Cantina e frantoio erano due ambiti separati con soci differenti, ma c’erano anche spazi di magazzino per la vendita diretta del prodotto. Un vero modello di sviluppo integrato. 

Purtroppo da qualche anno la produzione calava e i debiti aumentavano. Il piccolo mondo antico, proteso verso un sano e moderno sviluppo dell’attività produttiva, è andato in frantumi. L’acquisto di cisterne di acciaio per la cantina sociale e la conseguente firma di cambiali, hanno fatto precipitare il quadro debitorio.

Infine, qualche anno fa la produzione si è letteralmente fermata, e la cantina sociale anziché raccogliere vino, si è ritrovata davanti a un cumulo di debiti con l’Agenzia delle Entrate e le banche alle calcagna, due in particolare: Banco di Napoli e Banca Carime. Gli istituti avrebbero accumulato un credito da riscuotere di poco inferiore a 300mila €! Una cifra impossibile da gestire. Per le banche, negli ultimi mesi, c’è solo una strada da intraprendere: mettere tutto all’asta immobili, attrezzi e terreni. La strada dell’olio e del vino si interrompe apparentemente qui, ma nuovi e talvolta minacciosi soggetti sorvolano la preda.

Un imprenditore, negli anni scorsi, avvia una trattativa privata, mettendo sul piatto una mega cifra di 1 milione di €. Nel progetto è prevista la delocalizzazione dell’intera struttura verso un altro terreno agricolo già individuato: l’imprenditore avrebbe acquistato tutti i manufatti e gli strumenti (frantoio, cisterne) per trasferirli e ricostruire su questo terreno individuato, mentre nel comparto liberato si sarebbero costruite case, forte del fatto che nel triangolo della cantina insiste un vincolo del Piano Regolatore (Prg) vigente, il quale vincolo prevede, in caso di delocalizzazione di attività produttive (la cantina), la trasformazione del terreno in area edificabile di tipo C2, catalogazione succulenta per gli amanti del cemento, con indici di edificabilità piuttosto alti e appetibili per una lunga marcia verso la speculazione edilizia. I soci avrebbero riavuto la cantina ed il frantoio “gratis” semplicemente sloggiando, mentre l’imprenditore ci avrebbe guadagnato costruendo un bel piano di lottizzazione.

I soci del frantoio oleario si oppongono al progetto e alla delocalizzazione del frantoio, quindi alla vendita dell’immobile. Mentre quelli della cantina sono favorevoli. L’allora sindaco Birardi bussa alle porte della Regione. Si cerca un’intesa tra una contrapposizione di interessi. Si chiedono lumi rispetto alla possibilità di separare la maglia, dividere la torta in due (cantina e frantoio), in modo che il futuro e ambìto piano di lottizzazione possa ricadere solo sulla parte della cantina. Accade invece che l’allora capo dell’Ufficio Tecnico, arch. Capacchione non favorisce l’intesa, di lì a poco destinata a saltare. E salta tutto, pure l’amministrazione comunale!

DOV’È LA VITTORIA?
Eccola. Siamo nel 2015, precisamente il 24 gennaio. È un sabato quando nello studio notarile D’Alesio Salvatore di Trani si costituisce la società Vittoria Immobiliare s.r.l.. Laddove non è arrivato l’imprenditore, un po’ per colpa dell’amministrazione, vuole arrivarci la Vittoria. La neosocietà prova a distrarre tutti dall’asta incombente e stipula un preliminare di vendita in data 09 febbraio 2015, impegnandosi con la cantina a sottoscrivere il contratto definitivo entro il 31 maggio, offrendo sul piatto 300 mila euro per il terreno e l’immobile della cantina che sarà abbattuto con un costo stimato di 400mila euro, quindi anche superiore all’offerta. La bottiglia da stappare per il grande affare sta pagata!

Nel frattempo strane coincidenze si intersecano nella “lunga marcia”. Si scatena un’attività di compravendita di quote, tuttora in atto dato che potrà concludersi 24-48 ore prima della chiusura del contratto definitivo, fissata ricordiamo al 31 maggio, giorno delle elezioni.

La società, fino al giorno della nostra visura (una settimana fa) è composta da 11 soci. Ma intanto, non molto tempo dopo la costituzione, la società diviene già uno scacchiere sopra cui scivolano comparse e prestanome a seconda, forse non a caso, del termometro politico locale.

Infatti, l’accordo che ho ribattezzato “Patto Franco” è lì davanti, e si concretizzerà, tra lo stupore di tanti, il giorno giovedì 10 aprile 2015. Un patto tra Franco Pastore (Autonomia Cittadina) e Franco Pignataro (Nuovi Orizzonti). Un patto franco nel nome, ma non nei fatti. Subito dopo il patto, il tarlo del dubbio ci assaliva la mente: Autonomia Cittadina ha mandato a casa Pignataro e company, quindi cosa ci fanno ora insieme, e perché? Che significato ha il patto? Alcuni acuti commentatori di Casamassimaweb preannunciavano qualcosa che, per i non addetti ai lavori, era roba da finissimi profeti; e il disegno totale si completerà più tardi con la candidatura di Vito Rodi a sindaco, in accordo proprio con coloro che nel 2014 lo stesso Rodi aveva mandato a casa, con tanto di denunce.

Il giorno in cui è stato siglato il Patto Franco, noi, stupiti, ci domandavamo che fine avrebbe fatto a quel punto la candidatura di Vito Rodi e ingenuamente pensammo addirittura che Pastore lo stesse scaricando, dopo che lo aveva scaricato il centro-sinistra, dove Rodi era andato a elemosinare la candidatura alle primarie per la scelta del candidato sindaco, salvo poi, una volta presa l’ennesima porta in faccia, rimangiarsi tutto quanto in un ridicolissimo comunicato. Il centrodestra dovette persino bruciare e sacrificare il buon Agostino Mirizio, mentre i commentatori di Casamassimaweb annunciavano: “Vedrete, sarà Vito Rodi. C’è l’accordo”. Come sempre si tratta di consorterie tessute all’oscuro dell’opinione pubblica, con metodi non trasparenti.

Invece, dopo queste righe, il nuovo orizzonte e la fine di questa #lungamarcia ci fanno vedere tutto con più chiarezza. Pensate, abbiamo scoperto che appena sette giorni dopo la firma del Patto Franco, per la precisione il 17 aprile 2015, due nuovi ingressi hanno fatto capolino nell’assetto societario della Vittoria Immobiliare s.r.l.: si tratta di Anna Cristantielli e Giuseppe Cipriano. Chi sono? Scopriamolo insieme tracciando relazioni parentali con esponenti della coalizione di Vito Rodi candidato sindaco.

I SOCI SOSPETTI DELLA VITTORIA.

LEONARDO CARELLI: padre di Rino Carelli, ex coordinatore cittadino di Forza Italia, consigliere uscente e consigliere candidato in Nuovi Orizzonti. Rino Carelli è stato mandato a casa lo scorso anno dall’attuale suo alleato candidato sindaco Vito Rodi.

ANNA CRISTANTIELLI: candidata in Nuovi Orizzonti, lista di Carelli e Pignataro, ieri rivali di Rodi e mandati a casa proprio da Rodi, e oggi stranamente alleati. Anna Cristantielli è la più vicina a Pignataro, tanto che nei santini è in coppia fissa.

ANNA FORTUNATO: figlia di Pinuccio Fortunato, consigliere uscente della lista civica Autonomia Cittadina di Vito Rodi e Franco Pastore. Candidato anche lui, il padre, alle comunali.

GIUSEPPE CIPRIANO: genero di Pinuccio Massaro, ex segretario Udc anche lui rivale di Rodi e oggi invece responsabile di Unione Sociale per Casamassima, lista collegata a Vito Rodi. Giuseppe Cipriano è anche cognato di Anna Cristantielli.

Ma quante coincidenze! I soli ingressi societari del 17 aprile basterebbero per mettere in discussione i “movimenti” politici, le alleanze e le “compravendite” di quote. Qualcuno deve delle spiegazioni non solo all’opinione pubblica, ma anche a qualche candidato della coalizione rodiana ignaro di tutto. Senza contare quel che starebbe accadendo in questi giorni, anzi in queste ore: purtroppo la nostra visura camerale e i tempi non ci consentono per ora di certificare altro movimenti sospetti e possibili “compravendite” last minute di quote.

Però curiosamente, si vocifera che il responsabile dell’Ufficio Tecnico che questa eventuale maggioranza vorrebbe in futuro a dirigere è l’arch. Capacchione! Come si porrà il Capacchione, avendo lui bocciato il progetto precedente. Inoltre, ex soci della benzina Q8 nei pressi dell’ex Dico, si ritrovano ora uniti nella “Vittoria”. Pare infine, che il candidato sindaco Rodi sia a conoscenza di tutto.

Domenica 31 maggio si apriranno le urne e contestualmente si prevede la firma del contratto definitivo tra società e cantine. Scopriremo se questa “Vittoria” muterà in una clamorosa e meritata sconfitta.

Commenti  

 
#6 Nero 2015-06-12 12:13
Ma fate un bel po' di appartamenti da destinare ai profughi.
 
 
#5 ravveduto 2015-06-12 10:27
Devo convenire con politicamente deluso è una vergogna il bene della nostra amata casamassima e della sua comunità non è ai primi posti. Come lei vorrei spezzare una freccia a favore del giovane Nanna Giacomo, non ho seguita la sua intera campagna ma da quello che ho sentito ha lasciato il segno, soprattutto tra i politici. Alla luce di tutto questo avrei votato x lui, rodi il mio voto al ballottaggio te lo scordi!! Meglio andare al mare, visto che anche dietro Cessa si nasconde il vecchiume.
 
 
#4 francy 2015-06-11 15:58
non credo più in nessuno e niente,ognuno fa sola i propri interessi, ma si riempiono la bocca dicendo di voler fare il bene del paese.
SI VERGOGNASSERO TUTTI
 
 
#3 Osservo 2015-06-10 11:55
sentire la necessità di "fare chiarezza" mediante una lettera dei legali, mi fa riflettere e non poco
 
 
#2 perplesso 2015-06-10 08:32
Se veramente la società in oggetto ha come obbiettivo quello di salvare la cantina sociale perchè non si è chiamata in un altro nome? proprio VITTORIA IMMOBILIARE doveva chiamarsi??? adesso ci vogliano mettere una pezza dopo essere stati smascherati, ma per me le deduzioni del sig. Teofilo non fanno una piega.
 
 
#1 politicamente deluso 2015-06-10 08:13
Ora mi spiego tante cose. Rimango allibita difronte a tanta sfrontatezza, dov'è il bene del paese in tutto questo? Abbiamo avuto una campagna elettorale impregnata di clientelismo e disinformazione su tutti i fronti. Credo che l'unico che abbia avuto il coraggio di denunciare la reale situazione chiedendo alla gente una reazione vera sia stato Nanna Giacomo (vedi Auchan-Baricentro-Barialto ecc), peccato x il risultato, purtroppo Mimmo è risultato indigesto a troppi. Spero che Cessa riesca a fare la metà di quello che ha promesso, anche se la squadra che ha è poca roba.
 

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