Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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Nicola Valenzano, Maestro del Lavoro

Nicola Valenzano, casamassimese con nomina di prestigio

 

Articolo pubblicato su "La voce del paese" in edicola venerdì scorso

Intervista esclusiva nel giorno del Lavoro:

“Del riconoscimento ne vado fiero, ma la notorietà mi da leggermente fastidio”

 

In un periodo in cui la cronaca ci martella e ci mortifica con brutte storie di assenteismo sul lavoro,persone che si arricchiscono con la malvivenza e spesso a discapito della stessa vita delle persone (basti pensare ai "trafficanti d'uomini" così tristemente noti in questi giorni), una storia come quella di Nicola Valenzano, non può che inorgoglirci e un po' rassicurarci. Nicola Valenzano, casamassimese doc, con un Decreto del Presidente della Repubblica, è stato insignito dell'onorificenza di "Maestro del Lavoro" La notizia è stata notificata al Comune di Casamassima dal Ministero del Lavoro, in quanto, a questa manifestazione i premiati dovrebbero essere accompagnati dal Sindaco (oppure un sostituto) del Comune di residenza. La notizia si è pertanto velocemente diffusa nel paese regalando a Nicola Valenzano un' inattesa notorietà. Abbiamo pertanto deciso di intervistarlo.

Signor Valenzano, innanzi tutto Le porgo le mie più vive congratulazioni. Come ha accolto la notizia della sua nomina a "Maestro del Lavoro?

«Per ricevere la stella al merito occorre che ci siano determinate condizioni: occorre aver fatto trent'anni consecutivi nella stessa azienda ed avere più di cinquant'anni. La procedura per insignirmi di questa onorificenza è cominciata un anno fa ed è stata comunicata dal Ministero del lavoro alla mia azienda. Il Decreto del Presidente della Repubblica è stato pertanto notificato al Comune di Casamassima. Ho accolto con gioia la notizia poiché i criteri che portano a scegliere una persona piuttosto che un'altra sono quelli di buonsenso, onestà, diligenza, laboriosità: tutti valori in cui credo fermamente».

Lei sarà insignito del titolo di "Maestro del Lavoro" durante la cerimonia che tradizionalmente si tiene l'1 maggio. La cerimonia sarà tenuta dal prefetto nella splendida cornice del Teatro Petruzzelli a Bari. Domanda banale ma doverosa: è emozionato?

«Onestamente? Tantissimo!»

Che rapporto ha con la notorietà che le è "piombata" addosso?

«Avendo presso la mia Banca un compito di grande responsabilità, tutta questa pubblicità mi infastidisce leggermente. La notizia si è diffusa rapidamente poiché è arrivata dal Comune. In pochissimo tempo mi sono trovato su tutti i giornali locali e non solo»

Può ripercorre brevemente la sua carriera?

«Ho sempre lavorato duro,  a scuola come, da ragazzino, in campagna. Appena diplomato, sono entrato nell'Arma dei Carabinieri. L'addestramento di tipo militare ha influito moltissimo sul mio modo di lavorare e di comportarmi in genere. Sono entrato nella mia Banca 33 anni fa e come tutti ho dovuto fare un sacco di gavetta: per molto tempo mi sono limitato a fare solo fotocopie!»

In questi anni di onorata carriera, qual è stato il momento più bello?

«Ci sono stati molti momenti bellissimi, come l'onorificenza appena ottenuta. Devo dire però che nel corso degli anni ho avuto molti altri riconoscimenti e promozioni, arrivate, questo mi preme sottolinearlo, sempre per merito e mai per anzianità. D'altronde non lavoro mai meno di 10 ore al giorno»

Cosa si sente di consigliare ai giovani d'oggi piegati dal precariato e dalla disoccupazione?

«Sono molto vicino ai giovani e alla problematica della disoccupazione. Io stesso ho due figlie, laureate, bravissime ma attualmente disoccupate. Quello che mi sento di consigliare ai giovani è di investire moltissimo sulla cultura; studiare sempre, senza scoraggiarsi; una cultura superiore, prima o poi, farà la differenza»

Cambiamo argomento. Visto il suo impegno politico in passato, cosa pensa della attuale situazione casamassimese?

«Questa è una domanda alla quale preferisco non rispondere. Sono stato in politica per molti anni e l'ambiente mi ha profondamente deluso. Mi illudevo di poter far del bene alla mia cittadina attraverso la politica ma ho capito che non è possibile. Preferisco fare del bene in altro modo, attraverso la beneficenza per esempio. Non le nascondo tuttavia che un giorno vorrei ritentare con la politica»

La ringrazio per la sua disponibilità e ancora congratulazioni per il suo meritatissimo riconoscimento!

«Grazie a voi e al vostro lavoro».

VALERIA MARANGI

 

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