Giovedì 23 Novembre 2017
   
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Ciliegia, centro storico e turismo esperenziale

cittadini della peucetia

 

articolo pubblicato su "La voce del Paese" in edicola venerdì scorso

 

 

Identificati gli obietti su cui lavorerà il Peucetia Lab, progetto che coinvolge Casamassima

 

Ciliegia, centro storico e turismo esperenziale votati come progetti da portare avanti dai partecipanti alla Scuola di Comunità del PIST insieme alla creazione di un marchio identificativo Peucetia e di un’agenzia di comunicazione e promozione integrata.

 

Al terzo e quarto incontro del progetto P-Lab, Peucetia-Lab, svoltisi gli scorsi giovedì e venerdì a Palazzo Monacelle, hanno partecipato alcuni amministratori, molte associazioni, tantissimi giovani, qualche impresa e diversi professionisti, cittadini e non dei tre comuni, per sviluppare insieme un’idea di territorio unico e collaborativo.

 

Con l’aiuto del facilitatore Gerardo de Lutzenberger, fra i primissimi in Italia ad utilizzare il metodo EASW (European Awareness Scenario Workshop), si è partiti la mattina del giovedì disegnando due opposti scenari possibili per il territorio peuceto nel 2020, uno disastroso ed uno assolutamente paradisiaco.

Tutte queste “visioni” sono state messe insieme nel "muro mobile" tracciato da un altro facilitatore, l’arch. Fedele Congedo, insieme ad Andrea Gelao, Antonio Massari e Giuliana La Spada. Con l’ausilio di questi mentori, sbarcati a Casamassima da varie località comprese fra Lecce e Milano, i partecipanti si sono divisi nel pomeriggio in quattro gruppi rappresentanti quattro diverse aree di azione: Cultura, Ambiente e territorio, Commercio e agricoltura e Welfare e innovazione. Nei gruppi si sono individuate oltre una trentina di proposte possibili per migliorare l’attuale condizione e volgersi verso quello scenario paradisiaco sperato.

Sono stati selezionati infine cinque progetti in base ai voti ottenuti dagli stessi partecipanti.

 

Al primo posto è risultata la proposta di valorizzazione dei prodotti agricoli autoctoni che prevede, fra le altre cose, la creazione di un consorzio pubblico e di industrie di trasformazione.

Al secondo posto, con un solo voto in meno, emerge la valorizzazione e rivitalizzazione dei centri storici e periferie con il recupero e riuso degli spazi sia come abitazioni che come spazi culturali attraverso cantieri sociali.

Gli altri tre progetti più votati afferiscono all’area “cultura” di cui facevano parte anche le due giornaliste della nostra testata partecipanti alla scuola.

Innanzi tutto il turismo esperenziale che passa attraverso laboratori didattici, dimostrazioni dal vivo delle lavorazioni tradizionali di prodotti con l’ausilio di guide che portino i turisti, vicini e lontani, nelle aziende agricole e nei laboratori artigianali, a lavorare in prima linea per imparare secondo la filosofia del “learning by doing” (imparare facendo). È sentita come una necessità inoltre la creazione di un sistema informativo integrato per un aggiornamento costante delle iniziative organizzate nei singoli comuni sia verso lo stesso paese, che verso l’esterno per attrarre maggiore pubblico. L’idea è quella di formare operatori e fruitori del servizio e creare un ufficio stampa che comunichi a 360° gli eventi sfruttando il web, affissionistica, stampa locale fino ad arrivare al porta a porta.

Sul podio anche l’individuazione di un simbolo identificativo del territorio peuceto, un brand, che parli di tutto il territorio e da ottenere attraverso un concorso di idee e corsi di formazione per condividere le culture dell’area.

 

L.P.

 

 

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