Il Castello finisce alla Corte dei Conti. Magnatta vede "criticità"

castello panoramica giu 2014

 SOLO QUI, TUTTA LA RICOSTRUZIONE DEL CASO, CON CARTE, LINK AGLI ARTICOLI E ALL'ARCHIVIO.

A voi i commenti. Approfondimenti sul prossimo numero dell'unico giornale di Casamassima, La Voce del Paese, nelle edicole sabato 28.

 

Ricordate le indagini sui “lavori di somma urgenza del Castello”? Dov’eravamo rimasti? A una strana coincidenza: poche ore prima o poche ore dopo che il Commissario straordinario Alfonso Magnatta avviasse le indagini sui “lavori di somma urgenza del Castello”, l’architetto Donato Capacchione, ex responsabile del Servizio Tecnico Comunale a Casamassima dal 22 ottobre 2012 al 3 ottobre 2014 (amministrazione Birardi), presentava ricorso dinanzi alla Sezione lavoro del Tribunale di Bari contro il suo “licenziamento”.

Nello stesso giorno, 11 dicembre 2014, Capacchione fa ricorso (delibera numero 52) e il Commissario avvia l’ispezione sul castello (delibera numero 53) conferendo incarico esterno di consulenza tecnica all’ingegner Giuseppe Pezzolla da Monopoli. 

Intanto, il 23 gennaio 2015 è scaduto il bando avviato dal Commissario per assumere un responsabile del servizio gestione del territorio, infrastrutture ed opere pubbliche, cat. D3, a tempo pieno, con posizione organizzativa. Quindi, dal 27 gennaio, alla guida dell’Ufficio Tecnico c’è Francesca Sorricaro (clicca qui per rileggere).

Nel frattempo, il 21 gennaio, il giudice ha rinviato il ricorso di Capacchione al rito ordinario (clicca qui).

Ma il duello tra Magnatta e Capacchione, il commissario e l’architetto, non finisce qui.


LE INDAGINI SUL CASTELLO.

Il 12 febbraio 2015 è stata approvata una nuova delibera sui lavori di somma urgenza del palazzo Ducale (Castello). È la deliberazione numero 25, resa pubblica oggi sul sito del Comune di Casamassima (CLICCA QUI PER SCARICARE DELIBERA E ALLEGATI), approvata dal Commissario in questo 2015, con la quale il caso approderà negli uffici della procura regionale della Corte dei conti.

Il commissario ha recepito la relazione redatta dall’ingegner Pezzolla, a seguito delle “ispezioni”, quindi trasmesso il carteggio alla Corte dei Conti per “le valutazioni di competenza”.

Cosa ha trovato di strano Pezzolla?

Ricordiamo che all’ingegnere monopolitano, secondo le disposizioni contenute nella famosa delibera 53, si chiese di “verificare e periziare … se le opere realizzate (i lavori al Castello, ndr) soddisfano le finalità che hanno giustificato il procedimento della ‘somma urgenza’ e se siano state indispensabili per rimuovere lo stato di pregiudizio della pubblica incolumità per quanto contenuto nel verbale dei vigili del fuoco del 17 aprile 2013″.

castello panoramica giu 2014

Secondo gli “ordini” del commissario, Pezzolla doveva “evidenziare tutte le criticità procedimentali ed esecutive attraverso la puntuale disamina della documentazione degli atti d’ufficio, compresa la regolarità, dal punto di vista tecnico-giuridico e contabile, di tutta la vicenda”.

Magnatta, che nel novembre 2014 soppresse il Nucleo di Polizia Edilizia (Nope) (clicca qui), ordinava a un consulente esterno, il Pezzolla, di “verificare e periziare l’esatta corrispondenza delle opere realizzate con quelle previste e/o liquidate e la loro localizzazione”, di effettuare una “ricerca e verifica dei legittimi proprietari del complesso immobiliare di cui alla particella 327 del foglio di mappa 72/A per l’ipotesi di ripartizione delle spese presenti e future”.

Inoltre, si chiedeva a Pezzolla di verificare i “termini” e le “condizioni per la formazione di un regolamento condominiale e per la redazione di tabelle millesimali e/o la nomina di un amministratore”.


Magnatta: "Emergono criticità". In due mesi, Pezzolla ha fatto tutto questo? Il commissario cosa ha trasmesso alla Corte dei Conti? Quali risultanze? Sarebbe interessante conoscere il contenuto della relazione di consulenza tecnica.

Magnatta è convinto che dalle risultanze “emergono spiccati profili di criticità in ordine alla mancata stima di tutti gli interventi, al mancato reperimento del finanziamento, e al riconoscimento del relativo debito”.

Ora la Corte dei Conti stabilirà se quei lavori di somma urgenza erano legittimi. Ma soprattutto se erano così urgenti. O se, al contrario, è tutto un castello di sabbia.


*La foto è esclusiva Casamassimaweb - La Voce del Paese

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