Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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LAMA SAN GIORGIO, PARCO O DISCARICA?

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Il suo futuro affidato ad una petizione popolare in piazza sabato 16 e domenica 17 gennaio.

La Lama San Giorgio diventerà presto un Parco Naturale.

E' la voce che, da qualche mese a questa parte, corre all'interno dei comuni del Sud Est Barese attraversati da questo antico corso d'acqua, che aveva origine nei pressi di Monte Sannace, nel territorio gioiese, e attraversava la murgia barese fino a sfociare nell'Adriatico

Risale al giugno 2007 il documento d'indirizzo redatto dalla Regione Puglia per l’istituzione delle aree naturali protette, sia per la suddetta Lama San Giorgio che per Lama Giotta, un analogo corso d'acqua effimero che anticamente collegava il comune di Turi con la costa adriatica di Torre a Mare.

Circa due mesi orsono, nel Novembre del 2009, è stata depositata in V Commissione Ambiente la proposta di Disegno di Legge per l’istituzione del Parco Naturale Regionale “Lama San Giorgio - Giotta”.

Stanziati per il progetto 850 mila euro, risorse provenienti dall’Unione Europea attraverso il Piano Strategico dell’Area Metropolitana di Bari.

Ma non è tutto oro quel che luccica.

Il progetto relativo alla creazione del Parco Regionale è limitato esclusivamente alla zona di Noicattaro e Rutigliano. La parte di Lama che attraversa i comuni di Casamassima, Sammichele e Gioia del Colle potrebbe presto avere un destino ben diverso.

Tramite una direttiva di indirizzo europeo, infatti, la Regione, in vista delle imminenti esigenze degli stessi comuni che si affacciano sulla Lama di ricercare una soluzione allo scarico delle acque reflue derivanti dai loro depuratori, ovvierebbe al problema sversandole direttamente in questa ampia zona di Lama confinante con quella designata per la creazione del Parco Regionale.

Una scelta molto discutibile da parte della Regione che ha spinto diverse associazioni, ambientaliste e non, di tutti i paesi attraversati dalla Lama, a costituire un Comitato intercomunale in difesa della Lama denominato Comitato Pro Lama.

Tra le associazioni promotrici del comitato rientrano Associazione La Piazza e Legambiente per il comune di Sammichele; Casamassima Futura, Scout, Hinterland per Casamassima;; Archeo Club per Rutigliano e Triggiano; Proloco e Legambiente per Noicattaro;  per Gioia del Colle Legambiente, costituitasi da appena un mese.

Un eventuale scarico delle acque reflue in Lama danneggerebbe irreversibilmente il territorio circostante (e non solo), prevalentemente carsico e caratterizzato da inghiottitoi che causerebbero quindi l'assorbimento dei reflui da parte della falda acquifera sottostante, oltre che la pesante modifica del microclima e il depauperamento di alcune specie di querce presenti nella lama come il leccio, la coccifera, il fragno e la roverella.

Andrebbe considerato, inoltre, che la Lama ricopre una funzione naturale molto importante nei casi di eccezionali precipitazioni, vale a dire quella di bacino naturale di raccolta delle acque meteoritiche. L'ingente sversamento delle acque reflue, unito alle future abbondanti piogge che potranno verificarsi, impedirebbe alla Lama di proteggere i comuni prospicienti ad essa da grosse inondazioni.

Costituiscono un chiaro esempio le alluvioni verificatesi nell'intera zona nel 2005 e nel 2006 che furono mitigate dalla Lama salvando letteralmente i comuni circostanti da gravissimi danni al limite della calamità naturale.

Da qui la decisione del comitato di avviare una petizione popolare che partirà sabato 16 e domenica 17 gennaio, rivolta direttamente al Presidente della Regione Nichi Vendola, nella quale si chiede di ricercare una soluzione alternativa alla Lama per lo scarico dei reflui da depuratore. Petizione che partirà contemporaneamente in tutti i comuni interessati.

Sarà possibile firmarla il16 mattina nell'area mercatale mentre il 16 pomeriggio e il 17 in piazza aldo moro.

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