Domenica 19 Novembre 2017
   
Text Size

2 novembre: visita al cimitero Polacco

cimitero polacco 1

La recente visita dell’associazione barese ADIRT con la richiesta specifica di visitare oltre Palazzo Monacelle e il Paese Azzurro, il Cimitero Polacco “KORPUSU” riporta alla realtà l’importanza internazionale di questa presenza nel nostro territorio, confermata dalla magnifica e appassionata illustrazione che il Maresciallo Biagio Casiero ha esposto nella visita guidata. Difatti il Maresciallo ha rivelato che quasi quotidianamente il Cimitero è visitato o sono contattati da discendenti dei militari sepolti o semplici cittadini polacchi giunti nel nostro territorio, il che come detto più volte avrebbe potuto creare un notevole indotto turistico e lavorativo intorno questo monumento, facendo sì che la permanenza di questi si materializzi nel nostro comune con un’offerta ricettiva idonea alle esigenze.  Per quei cittadini che ancora oggi non se ne rendono conto, è d’uopo ricordare che il KORPUSU è la più autorevole e importante presenza a Casamassima, essendo  uno dei quattro Cimiteri Polacchi in Italia, denotando il respiro internazionale che in una collaborazione  pubblico-associativa costituirebbe insieme al Paese Azzurro una forte attrattiva socio-turistica. Ricordiamo ancora una volta l‘origine di questo importante insediamento risalendo al 1943 quando gli Alleati partiti dalla Sicilia  per  Roma, attraversavano Casamassima distribuendo cioccolato e sigarette. La seppur breve sosta  in una località da sempre geograficamente strategica richiese l’installazione di un Ospedale Militare, che come sappiamo fu allestito nell’edificio scolastico Guglielmo Marconi e quattro capannoni complementari e affidato al Corpo Polacco che vantava validi chirurghi tra le sue fila.  L’elevato numero di decessi tra i feriti gravi obbligò gli alleati a requisire un terreno ove insediare il Cimitero Militare Polacco “KORPUSU” a 4 km dall’abitato sulla statale 100 per Bari. L’ingresso molto sobrio è costituito da quattro pilastri in marmo, che sostengono i cancelli, congiunti da un architrave con un’iscrizione celebrativa . Le 431 tombe in pietra di semplice struttura eseguite da un muratore casamassimese sono disposte in file ordinate  tipiche dei cimiteri anglo-sassoni: le cristiane riconoscibili dalla croce in pietra, le ortodosse con la doppia croce, le mussulmane con il simbolo della luna e stella, le ebraiche con la stella a sei punte. Le file sono separate da un viale centrale che dall’ingresso  arriva ad un grande altare in marmo sul quale si erge la Madonna Nera di Vilco venerata in Polonia. Con esso rinnoviamo l’appello per la “obbligatoria  salvaguardia” dei due capannoni rimasti in largo Padula, preziosa testimonianza storica e ricordo della solidarietà umana instauratasi tra la popolazione casamassimese e il personale medico polacco, i quali versano ancora oggi in un notevole stato di degrado ed abbandono sotto la minaccia della loro distruzione per l’essere collocati su un terreno in zona di espansione nel P.R.G., pur essendone stato riconosciuto l’alto valore storico, e per il cui riutilizzo è stata proposta da tempo l’attività socio-museale legata al KORPUSU, per sistemare i numerosi reperti, e  punto di incontro inter-culturale delle numerose etnie presenti sul territorio, con la mai sbiadita perseveranza dei sostenitori, dovuta alla credibilità e volontà di portare a termine la preziosa operazione. Un valido e analogo esempio è costituito dalla “Casa della Memoria” di Servigliano nelle Marche, che ho avuto modo di visitare grazie a una Study Visit del GAL SEB, museo e attivo centro culturale in un esemplare recupero di un campo di prigionia di guerra, dalla struttura molto simile alla nostra.  

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI