Lunedì 20 Novembre 2017
   
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Casa della salute, si vede la luce

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“Posso dare precise garanzie su quanto mi viene richiesto dai medici”, è la frase chiave dell’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, per riuscire a sciogliere tutti i nodi che riguardano la Casa della Salute a Casamassima.

L’Assessore, così, ridà speranza ai cittadini casamassimesi e non chiude le porte della struttura per farle riaprire in quel di Triggiano. 

In questa direzione è da intendere la visita che si è svolta questa settimana alla struttura di Via Libertà. Il 4 novembre, infatti,  un dirigente dell’Ares (l’Agenzia regionale sanitaria della Puglia) insieme con la dottoressa Laddaga, direttore del distretto sanitario, hanno visitato l’immobile che è destinato a ospitare la Casa della salute.

Si è trattato di una ispezione sollecitata dall’assessorato. Poiché l’Ares si caratterizza per la sua funzione pubblica che analizza la domanda, valuta la qualità dei servizi sanitari e implementa strumenti gestionali innovativi, si capisce che lo scopo dell’Assessore è quello di vederci chiaro sulla situazione. Ecco perché ha annunciato il suo intervento diretto sulla questione di Casamassima.

Adesso il comitato cittadino chiederà all’assessore di venire di persona perché visiti personalmente la struttura. Si deve ricordare che Donato Pentassuglia è subentrato alla assessora Elena Gentile che è stata eletta il 25 maggio scorso al Parlamento europeo.

Ma la notizia che filtra, quindi non ancora ufficiale, è quella di un protocollo di intesa fra l’assessorato, i medici e il comitato cittadino. Tale documento è in via di definizione. Cosa ci sarà nel protocollo d’intesa?

L’Assessore darà precise garanzie ai medici e il comitato cittadino farà da garante sugli impegni reciproci. Si potrebbe, finalmente, risolvere l’annosa questione della Casa della Salute. Il tutto si potrebbe concretizzare nel giro di pochi giorni.

Nella precedente riunione l’assessore Pentassuglia aveva, infatti,  asserito che ci sono i fondi per fronteggiare le richieste dei medici. Una volta che si riuscirà a firmare il documento che appianerà tutte le richieste che finora hanno bloccato l’avvio di tale prezioso presidio sanitario, non sarà più possibile rimandare l’apertura della struttura. Qualcuno traduce: “Non ci saranno più alibi per ostacolare tale centro sanitario polifunzionale”, ma sicuramente sono punti di vista non veritieri e in mala fede. Si tratterebbe, invece, di riuscire a realizzare con l’aiuto di professionisti, di politici, di cittadini, di enti pubblici, di privati un esempio di grande capacità organizzativa per la buona sanità.

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