Domenica 16 Dicembre 2018
   
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L’ORATORIO, IL PRESEPE E UNA NOTTE DI DUEMILA ANNI FA

presepe-vivente

Anche quest’anno ritorna a Casamassima “Il presepe vivente per le strade del borgo antico” a cura dell’oratorio Pier Giorgio Frassati, con il patrocinio del comune di Casamassima, della provincia di Bari e della regione Puglia.

Il 5 gennaio dalle ore 17.00 e il 6 gennaio dalle ore 18.00 dopo la messa nella chiesa Santa Croce, per le strade del centro storico con ingresso da piazza S. Francesco, si potrà assistere alla rappresentazione della nascita e della storia di Gesù, ambientate nella Palestina di allora, con costumi d’epoca alcuni tipicamente ebraici ed altri più arabeggianti cuciti appositamente e interpretazioni di mestieri che ormai sono quasi del tutto scomparsi, come il mugnaio che impasta il pane, le lavandaie, il ciabattino con il suo banchetto o anche i miles romani armati con tanto di lorica e di insegna con l’aquila. La raffigurazione sarà resa più realistica da scene recitate e dalle scenografie con gli attrezzi da lavoro, dislocate in vari punti del percorso.

Una manifestazione giunta già al quarto anno che ha avuto molto successo negli anni precedenti, non solo in termini di pubblico, richiamando visitatori da fuori paese e addirittura da fuori regione, ma soprattutto perché sono stati gli stessi ragazzi a crederci nuovamente e a volerla riproporre, coinvolgendo anche adulti e persone esterne. La voglia di mettersi in gioco dei partecipanti e degli educatori non si è fermata davanti alle difficoltà: dietro due serate di rappresentazione ci sono quattro mesi fitti di attività e il coinvolgimento di ben centottanta figuranti, a cui vanno aggiunti tutti gli addetti ai lavori che si sono occupati della parte tecnica, cucendo gli abiti e mettendo in piedi le strutture.

Tutti sono stati ben felici di fare sacrifici personali e anche monetari, autofinanziandosi con lotterie e usando fondi propri, pur di riuscire a mettere in piedi un lavoro con cui si sono riproposti di esprimere la loro essenza di gruppo cattolico e perché no, trascinare fuori di casa almeno per due sere una cittadinanza ormai quasi completamente apatica, che quando esce non trova più motivi per restare a fare una passeggiata in paese. A fare da sfondo un centro storico nonostante tutto molto suggestivo, con le viuzze strette e lastricate di pietra che improvvisamente sfociano in una piazzetta, gli archi bassi che custodiscono tabernacoli con immagini della Madonna o del patrono S. Rocco, accanto cui ardono in continuazione lumini votivi, o i palazzi antichi addossati gli uni agli altri con ancora qualche vago strascico di intonaco azzurro, scenario ideale per una storia vecchia di duemila anni, ma quanto mai attuale.

Alla fine del percorso fra la degustazione di pietanze tipiche paesane e un bicchiere di buon vino locale, ci si augura che manifestazioni come questa continuino ad essere apprezzate dentro e fuori paese e diventino sempre più radicate nella tradizione e nel folklore locale.

Commenti  

 
#1 Raffaele Magnifico 2009-12-28 19:02
C'è solo da sperare che questa bellissima manifestazione continui negli anni!
Come tutte le altre manifestazioni che si tengono nel nostro paese, anche questa è resa possibile grazie alla dedizione e alla voglia di fare di uno sparuto gruppo di persone che, con amore e sacrificio personale, cerca di offrire ai propri compaesani un momento piacevole da vivere insieme a tutta la comunità, invece che davanti ad un televisore. Il nostro borgo antico poi, scrigno straripante di suggestivi angoletti, è il luogo ideale per incontrarsi e per riscoprire le proprie radici più amtiche.
Da casamassimese verace vorrei che molta più attenzione fosse riservata alla salvaguardia di questo nostro patrimonio che lentamente ma inesorabilmente stiamo sperperando! Una priorità di cui ci dovremmo far carico tutti noi cittadini comuni e tutte le varie amministrazioni che via via si susseguiranno nella gestione della cosa pubblica. Senza un indirizzo ben preciso in tal senso, voluto e perseguito da queste ultime, sarà ben difficile che il nostro borgo antico possa essere salvato e ancora più improbabile che possa ridiventare il cuore pulsante della nostra comunità.
 

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