Domenica 19 Novembre 2017
   
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Casa della Salute: quale futuro?

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L’incontro del 28 ottobre è servito a fare il punto sulla situazione. L’assessore regionale al Welfare (fra le cui competenze rientra anche la Sanità), Donato Pentassuglia ha preso un po’ di tempo per definire a stretto giro la situazione su Casamassima. Oggi i rumors dicono che all’80 per cento lì si dovrebbe fare altro.

Era un tavolo tecnico per studiare le soluzioni e per riuscire a sbloccare e ad aprire finalmente la Casa della Salute a Casamassima. Una questione che si protrae ormai da 14 anni. I tempi stringono (era anche ora) anche perché l’assessore regionale è a fine mandato. Questi ha iniziato la riunione chiedendo i pareri tecnici al direttore generale della Asl, Angelo Domenico Colasanto e al direttore del distretto sanitario, Lucia Laddaga. Il parere è drastico perché in sostanza la dirigenza Asl ritiene chiusa definitivamente la questione su Casamassima per quanto riguarda il CPT. Le motivazioni sono da trovare nel netto “no” che arriva dalla posizione dei medici. In sostanza si prospetta un piano “B” per la struttura casamassimese. Anche perché quell’immobile non può rimanere in stato di quiescenza in eterno. All’incontro erano presenti per il comune di Casamassima, il commissario prefettizio, Alfonso MAGNATTA e la responsabile dei Servizi alla persona, Margherita Diana i quali si sono battuti molto per riuscire a trovare e a offrire una soluzione positiva.

 La posizione del comitato cittadino, nella persona di Antonio Busto, è stata quella di invitare l’assessore a temporeggiare prima di parlare di un piano “B” a capire se sia stato fatto tutto il possibile perché il piano “A” potesse arrivare a compimento. Busto, infatti, ha chiarito che il fallimento non può essere addebitato ai medici in quanto c’è una sparuta minoranza che non condivide il progetto, ma c’è tutta l’altra parte che non è contro il progetto Casa della Salute”. I medici pongono corrette questioni di merito circa le garanzie dei fondi per il personale amministrativo e infermieristico. Altra questione posta è quella della “surroga” dei medici dove si è rilevato un vuoto legislativo che, per evitare i tecnicismi, vuol dire che non è attualmente consentita la sostituzione dei medici impossibilitati a esercitare. Altre questioni riguardano ancora altre determinate indennità. Sul tavolo sono state, perciò, riportate queste questioni a cui si potrebbe dare ancora una soluzione. “Per il successo del progetto -  precisa Antonio Busto - ho voluto fare nostre le questioni sollevate dai medici”.

Sono questioni fondamentali a cui i medici non hanno mai avuto risposte significative.

È bene, quindi,  oltrepassare questa situazione di stallo che si è creata fra i tecnici della Asl e i medici di medicina generale di Casamassima. È bene chiedere un confronto diretto fra assessore e medici per bypassare le posizioni rigide che si sono create. Su questo c’è la disponibilità dell’assessore Pentassuglia ad ascoltare direttamente le richieste dei medici. “La cosa più importante – informa Antonio Busto -  e che continua a farci ben sperare è che l’assessore ha assicurato che saranno garantiti i fondi per la prosecuzione del progetto Cpt a Casamassima.

È questo, quindi, l’ulteriore capitolo della storia: un possibile incontro diretto fra rappresentanti dei medici e l’assessore. Da parte dell’assessore c’è la volontà politica di sbloccare la situazione per sbloccare e superare le questioni particolari delle varie parti in campo.

Siamo, quindi, arrivati quasi al termine. Saprà l’assessore Pentassuglia conciliare le parti, dare le risposte e permettere a Casamassima di avere la propria Casa della Salute? O, come sembra, la Casa della Salute sarà realizzata a Triggiano dove si è magicamente realizzata una intesa fra tutte le parti in campo?

I tempi sono stretti e, in ogni caso, l’assessore non intende lasciare la questione irrisolta così come l’ha trovata. Tocca al nuovo assessore Pentassuglia ora fare le valutazioni, riscontrare quanto detto dai tecnici e quanto detto dalle parti interessate (Comune, medici e cittadini) e arrivare ad una decisione prima della fine del suo mandato.

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