Domenica 19 Novembre 2017
   
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Un Frantoio al passo coi tempi

Il Frantoio Sociale di Casamassima

 

“Continueremo a essere al passo coi tempi per stare su tutti i mercati del mondo!”. Mirano in alto quelli del Frantoio sociale di Casamassima. Proprio in questa settimana è cominciata la nuova campagna olivicola e dal Consiglio di amministrazione arrivano segnali di vitalità e tante iniziative nonostante l’annata non buona per la nostra campagna.

Avversità meteorologiche e una piccola mosca, un tremendo parassita (la mosca olearia), hanno causato e causeranno problemi per la raccolta e la  produzione dell’olio.

“L’annata non ci è favorevole, – afferma il vicepresidente Vito Tanzella – c’è poca produzione. Nonostante tutta questa situazione garantiamo un’ottima qualità dell’olio grazie al nostro sistema di lavorazione”. Qualità e riduzione dei costi sono la conseguenza del “sistema semicontinuo di lavorazione”, una rivoluzione fatta dal Frantoio sociale che permette di fare il salto di qualità rispetto a tutte le altre procedure di lavorazione presenti nel nostro territorio. Una qualità di olio a cui, però, non siamo abituati. “Dalle analisi fatte – precisa il presidente Leonardo Petruzzi – l’olio da noi prodotto è di alta qualità, anche se l’olio puro non è sempre ben accettato. Questo a volte non viene compreso proprio perché non si è abituati ad un prodotto di elevata qualità”. È proprio la caratteristica sensazione di piccante che si percepisce alla gola che è sinonimo di genuinità e autenticità dell’olio, dovuto all’elevata presenza di polifenoli, noti per avere un’azione anti-invecchiamento in quanto combattono i radicali liberi.

A volte è capitato che gli stessi soci della cooperativa non conferiscano la propria produzione di olive nel Frantoio sociale. “Vogliamo dare una svolta – spiega Leonardo Petruzzi – tornando a dare fiducia ai soci, abbattendo i costi di gestione riducendo loro il costo della molitura”. Lo scopo è che i soci possano portare più olive nel Frantoio. In questo è impegnato l’intero Consiglio di amministrazione composto da Angelo Massaro, Gerardo Munno, Francesco Monfreda, Battista Nanna, Pietro Pastore, Francesco Villari e Vito Manzari.

Il sistema adottato nel 2004 dalla società cooperativa Frantoio sociale permette regimi di lavorazione molto alti: in otto ore si producono fra i 70 e gli 80 quintali con costi di produzione bassi. Fino al 2008 i soci potevano scegliere il vecchio modello di lavorazione. Dopo tale anno, un’assemblea ha stabilito di optare per la produzione solo con il sistema semicontinuo.

L’impressione che si ha parlando con presidente e vicepresidente è  quella di avere di fronte due appassionati olivicoltori. Un’impressione che viene confermata dal fatto che l’intero consiglio di amministrazione presta la propria opera a titolo gratuito. “È triste – confessa Vito Tanzella – vedere gli oliveti abbandonati, diminuiscono i vecchi olivicoltori e si comincia a sentire la mancanza di competenza. Se a questo aggiungiamo che anche questo ramo dell’agricoltura non fornisce un reddito sufficiente si comprende che è un settore, specialmente per noi pugliesi, che va tutelato. E va tutelato scegliendo i prodotti migliori”. Va tutelato, si intuisce, anche con i controlli sulla giusta applicazione della normativa nazionale ed europea.

Ma i nostri appassionati olivicoltori pensano già al prossimo anno. “Abbiamo intenzione – precisa Vito Tanzella – di dare vita alle O.P. (Organizzazione di produttori) che ci permetteranno di associarci con altre cooperative e con altri privati per poter attingere ai finanziamenti dei PSR (Progetto di sviluppo regionale). Potremo dare così un’impronta innovativa e a completare il ciclo produttivo con un sistema meccanico di confezionamento per stare su tutti i mercati del mondo”. 

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