Lunedì 20 Novembre 2017
   
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Tavola rotonda: 'Comunione è vita' presenta l'idroponica alla cittadinanza

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Porre l'accento sulla novità di recente introduzione, la coltivazione idroponica, mostrando ai presenti, con l'ausilio di foto ed immagini, tutte le attività svolte dall'associazione, illustrandone gli aspetti più significativi. Questi gli obiettivi prefissati da 'Comunione è vita - Caritas parrocchiale' nell'incontro di presentazione alla cittadinanza del 'Progetto tecnologia green per il sociale' svoltosi lo scorso venerdì nella sala Monsignor Perniola della Chiesa Madre per dare risalto ad un'iniziativa in grado di coniugare tre grandi temi di interesse collettivo: la difesa dell'ambiente, l'innovazione tecnologica ed il sociale.

Di recente 'Comunione è vita' si è difatti lanciata in una nuova sfida grazie alla proposta giunta dagli architetti Salvatore Partipilo e María Jesús de la Fuente, due soci dell'associazione di volontariato originari del Venezuela che, dopo aver appreso la tecnica idroponica ed averla sperimentata a Bari, hanno cominciato ad impiegarla anche a Casamassima. Il primo risultato ottenuto nel nostro comune consta di oltre mille lattughe piantate presso la sede dell'associazione sita in via Falcone e Borsellino.

Durante la Tavola rotonda, che ha goduto della partecipazione di un nutrito pubblico, incuriosito dall'argomento, si è appreso che per 'idroponica' s'intende una tecnica di coltivazione fuori suolo in cui la pianta viene irrigata con una soluzione nutritiva costituita da acqua e da composti, per lo più inorganici, necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla sua normale nutrizione minerale. Attraverso tale sistema le piante crescerebbero in un contesto interamente regolato, sia dal punto di vista qualitativo che igienico-sanitario, e privo di parassiti e malattie provenienti dal terreno. Il costante controllo di parametri ambientali quali la luce, i nutrimenti, la temperatura, il PH e la conducibilità farebbe inoltre sì che ad ottenersi siano risultati di gran lunga superiori rispetto alle coltivazioni tradizionali, per di più senza l'aggiunta di antiparassiti.

"Inizialmente avevamo pensato ad un semplice orto sociale, in parte realizzato con il progetto 'Semi di vita', conclusosi a causa dell'eccessivo dispendio di acqua", ha raccontato in apertura dell'evento Rosanna Selvaggi, presidente di 'Comunione è vita'. "In seguito - ha proseguito - abbiamo conosciuto i due tecnici dell'idroponica ed abbiamo deciso di scommettere su di loro. L'associazione ha sostenuto i soli costi di realizzazione dell'impianto, mentre le competenze sono state messe a disposizione dai tecnici gratuitamente".

Gli architetti hanno elencato gli innumerevoli vantaggi insiti nella coltivazione idroponica, che rappresenta una forma di agricoltura a km 0, praticabile anche nei centri abitati, favorisce la creazione di posti di lavoro, poiché necessita dell'intervento dell'uomo più che dei macchinari, e non da ultimo permette di proteggere il raccolto in caso di forti piogge ed alluvioni, dato che si configura a tutti gli effetti come una tecnica fuori suolo.

Salvatore Partipilo e María Jesús de la Fuente hanno poi fatto riferimento all'Nft (Nutrient film technique), il sistema di idroponica, adottato per Casamassima, che recupera la soluzione nutritiva trasportandola attraverso delle tubazioni nelle vaschette in cui si trovano le culture, che consente un notevole risparmio sull’acqua impiegata e che, non presentando un substrato, permette una più agevole difesa fitosanitaria, effettuata aggiungendo direttamente i prodotti alla sostanza nutritiva.

I due tecnici hanno concluso i loro interventi ipotizzando l'obiettivo della creazione di un orto urbano, inteso come risorsa collettiva dal grande valore sociale, attraverso il recupero di parchi e capannoni abbandonati per il raggiungimento di finalità quali l'autoproduzione, l'educazione ambientale ed alimentare e la salvaguardia della biodiversità agricola.

"Il nostro scopo - ha chiarito la Selvaggi - è quello di avvalerci con sempre maggiore frequenza di questo tipo di coltivazione di modo da poter distribuire gli alimenti prodotti per un terzo alle famiglie bisognose che da noi ritirano mensilmente il cibo che mettiamo a loro disposizione e per gli altri due terzi ai cittadini che attraverso libere offerte potranno acquistarli e divenire così una fonte di autofinanziamento per l'associazione e i tecnici". Propositi, questi, che giungono in un momento particolarmente critico sul fronte della distribuzione del cibo alle famiglie bisognose, divenute più di duecento a Casamassima.

"È importante che 'Comunione è vita' continui nella sua opera", ha asserito a tal proposito durante l'incontro don Carlo Lattarulo. "L'associazione - ha riflettuto - ha ora assunto anche la denominazione di Caritas parrocchiale. Ciò sta a significare che la parrocchia le si affianca in funzione della carità, argomento a cui andrebbe prestata un'attenzione sempre crescente, considerando peraltro che è proprio la carità il tema diocesano dell'anno. In questo senso siamo tutti più che mai chiamati a impegnarci".

Apertosi sul passo evangelico "Date voi stessi da mangiare", l'Anno pastorale della Carità 2014-2015 è dedicato al prosieguo della campagna sostenuta da papa Francesco "Una sola famiglia umana. Cibo per tutti: è compito nostro", promossa dalla Caritas italiana e da diversi organismi ed associazioni di espressione cristiana a partire da un dato: a livello globale, a fronte di una popolazione di oltre 7 miliardi di persone, sulla terra si produce cibo per 12 miliardi di persone; eppure 842 milioni di esseri umani soffrono ancora la fame.

Per maggiori informazioni su Comunione è vita e sui prodotti derivanti dalla sua coltivazione idroponica (una tecnica ormai diffusa in tutto il mondo e la cui ricerca procede da circa 70 anni), è possibile consultare il sito Internet www.associazionecomunionevita.flazio.com ed il profilo Facebook Odv Comunione E Vita.

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