È LA POLITICA CHE DEVE COINVOLGERE I CITTADINI

vignetta scaricabarile

“Garantire un corretto rapporto tra istituzioni, cittadini e informazione, rigettare ogni forma di violenza – anche verbale – ed esprimere solidarietà al sindaco”. Sono gli scopi per i quali – come sottolineato dalla maggioranza cittadina di centrodestra in un recente manifesto affisso per le vie del centro – Udc, Movimento Schittulli, Puglia prima di tutto e Unione centrodestra Casamassima hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale urgente che si è svolto il 23 luglio scorso. A parte una prima riflessione relativa ai sottoscrittori del documento in questione (come mai, per esempio, riguardo al corretto rapporto tra istituzioni e cittadini, questa volta sul manifesto elaborato dalla maggioranza non compare il simbolo di Fratelli d'Italia, il movimento politico il cui simbolo appunto faceva bella mostra ai piedi di un altro manifesto fatto affiggere dalla maggioranza il 31 maggio scorso?). Allora in molti – nel centrodestra cittadino – si dissero sorpresi nel vedere accanto ai simboli dei partiti di maggioranza anche quello di Fratelli d'Italia, espressione politica riguardo la quale l'assessore Gino Petroni, ma anche altri rappresentanti della sua coalizione, fecero sapere di non conoscere né chi ne fosse rappresentante qui a Casamassima, né come mai il simbolo fosse finito accanto a quelli delle altre realtà politiche che fanno parte della coalizione più rappresentata in consiglio comunale. Ammesso che si sia trattato di una svista, quest'ultima sarebbe sintomo di un comportamento che – nel caso specifico in questione – denoterebbe una certa inadeguatezza da parte di chi l'ha posta in essere. Perché il rispetto dei cittadini, ai quali col manifesto dello scorso fine maggio ci si rivolgeva, imporrebbe forse una maggiore attenzione, se non altro per evitare di generare in loro una possibile confusione.

Ma torniamo adesso al manifesto ultimo, quello comparso sui muri cittadini poco più di una settimana fa. Lo stesso si apre con un “Cari concittadini”. E il titolo?

Se i consiglieri comunali di maggioranza hanno convocato un consiglio monotematico urgente soprattutto per un titolo di giornale ritenuto “subdolo e ingannevole”, sottolineando il fatto che il cittadino poi “probabilmente – queste ultime parole sono quelle riportate dal consigliere Franco Pignataro dell'Unione centrodestra Casamassima nel corso dell'ultima assise cittadina - legge i titoli, legge gli articoli a metà, vede, non vede, non arriva fino alla conclusione dei pezzi, a volte non ha gli strumenti per poter comprendere quel che viene scritto”, allora perché nel manifesto ultimo della maggioranza non c'è alcun titolo? La stessa maggioranza in questo caso ha commesso un peccato veniale, una dimenticanza, oppure ha dato per scontato che invece il lettore non sia poi così disattento e, se realmente interessato a conoscere il contenuto di un testo (sia esso un articolo di giornale o un manifesto), abbia la voglia o la pazienza di seguirlo fino all'ultima riga? Potremmo forse sbagliarci, ma non crediamo che i firmatari del manifesto in questione l'abbiano redatto perché poi la cittadinanza non lo leggesse. In merito all'assenza della minoranza sottolineata sempre nel documento diffuso per le vie cittadine, invece, lasciamo al lettore la valutazione e ai partiti le considerazioni politiche. Mettiamo solo in evidenza il fatto che la minoranza, accusata dalla maggioranza “di essere scappata dall'aula consiliare, come spesso avviene, perché incapace di sostenere il confronto”, aveva fatto sapere di non condividere affatto che si convocasse un consiglio comunale, peraltro urgente e monotematico, per discutere di alcuni articoli di stampa poco graditi al centrodestra (per la verità la stessa posizione è stata espressa e condivisa anche dal consigliere comunale indipendente, ex Movimento Schittulli, Salvatore Nacarlo, che aveva avanzato anche la richiesta che si leggesse una sua nota a riguardo durante l'ultimo consiglio comunale. Richiesta poi – come specificato dallo stesso Nacarlo – inspiegabilmente ignorata da tutta la maggioranza). In merito alle altre questioni politiche, poi, sia il lettore e il cittadino a valutare quante volte la minoranza non si sia presentata o sia andata via dai banchi consiliari e quante altre, invece, l'assise non si sia tenuta perché la maggioranza non sia stata in grado di garantirsi il numero legale necessario a far cominciare e proseguire regolarmente il consiglio comunale.

“E' da tempo – si legge ancora sul manifesto del centrodestra – che alcuni articoli giornalistici alimentano commenti strumentali e violenti, anche amplificati nei loro effetti da successivi commenti di anonimi lettori su social network, tesi a screditare l'istituzione cittadina nel suo complesso”. Al di là del fatto che i commenti sui social netrwork sono la stragrande maggioranza delle volte accompagnati da nome e cognome di chi li fa, qualora il riferimento fosse a noi e alla nostra testata giornalistica, non va dimenticato che il commento – anche anonimo – ormai accompagna quasi tutte le testate d'informazione, anche le più conosciute e diffuse a livello nazionale. Quanto alla strumentalizzazione e alla violenza delle parole, poi, non ci pare che parlare della nostra testata come di un soggetto “che ogni giorno distribuisce al cittadino immondizia allo stato puro – le parole sono sempre del consigliere Pignataro, riprese dall'ultimo consiglio comunale – che si presta a una recita vergognosa, ambigua e subdola sia nella forma che nel contenuto, offra il miglior esempio di linguaggio moderato, sobrio, misurato. Quanto infine “al riavvicinare i cittadini – leggiamo sempre dal manifesto del centrodestra – alle istituzioni”, questo non è certo il compito principale di un organo di informazione. E' invece il compito della politica.

Nostro dovere è quello di fare la cronaca, di porre agli amministratori le domande che attraverso noi rivolgono loro i cittadini, di documentare i loro disagi (fotografando una strada allagata o piena di buche, o un campo sportivo in stato di abbandono, o un ponte percorso regolarmente dai pedoni, con tutti i pericoli che la cosa comporta) al fine di far conoscere ulteriormente agli amministratori i problemi della gente, suggerendo a questi ultimi di intervenire per sistemare una situazione, dare priorità a una cosa piuttosto che a un'altra.

Che poi ci possano essere dei pezzi giornalistici che vadano 'di traverso' ai politici ci sta pure. E questo un personaggio pubblico, che ha scelto liberamente di candidarsi, di mettersi in gioco e farsi votare, lo sa. Ma mai e poi mai, lo dicevamo anche due settimane fa, a chicchessia è stato negato di far sentire la propria voce attraverso queste colonne. Basti vedere quante volte in passato è stato negato di presentare il suo punto di vista su un qualsiasi argomento al consigliere comunale Franco Pignataro, al capogruppo dell'Unione centrodestra Casamassima Pinuccio Valenzano, a Martino Carelli della Puglia prima di tutto, all'assessore Gino Petroni del Movimento Schittulli, al sindaco Mimmo Birardi dell'Udc, a tutti gli assessori e consiglieri di maggioranza. O quante volte in prima pagina è finito Vito Rodi di Autonomia cittadina, Alessio Nitti del Partito democratico, Nica Lilli di Sel-Prc-Idv, e quante in meno qualsiasi esponente del centrodestra alla guida del paese. Lasciamo ai lettori la riflessione, ricordando che in democrazia, in ogni caso, quando a qualcuno non piace un programma televisivo si può sempre cambiare canale.