Venerdì 17 Novembre 2017
   
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GIANCARLO D'ADDABBO VA IN PENSIONE

giancarlo daddabbo va in pensione

Compirà 62 anni il prossimo dicembre. È stato professore di matematica e scienze presso la scuola media per oltre vent'anni e ha insegnato anche in diverse scuole superiori. Gli anni della sua carriera dal 2002 in poi sono stati intramezzati dalla dirigenza del 1° Circolo didattico "Marconi". È stato dirigente di ruolo dal 2008 ad oggi. Tra le sue innumerevoli esperienze anche la politica, in cui ha militato come consigliere comunale nel ruolo di capogruppo di maggioranza dal 2003 al 2008 e, dopo essere stato candidato sindaco, di minoranza dal 2011 al 2013.

Tutto questo è Giovanni Carlo D'Addabbo - nostro concittadino e 'professore di tutti', sposato, due figli e cinque nipoti - che ha recentemente annunciato il suo pensionamento. Così, durante l'ultimo Collegio dei docenti svoltosi pochi giorni fa nella scuola elementare Rodari, capofila del 2° Circolo didattico di cui D'Addabbo è dirigente scolastico, ha avuto luogo un momento conviviale, tenuto affinché il personale potesse salutarlo calorosamente e ringraziarlo per la dedizione prestata al suo ruolo.

Giunto alla fase conclusiva di un lungo percorso, D'Addabbo ha tracciato un personale bilancio degli anni trascorsi alla dirigenza del 2° Circolo, da cui è emerso il dato positivo di una scuola in crescita nonostante le difficoltà riscontrate soprattutto negli ultimi tempi.

"Il nuovo dirigente non è ancora stato designato - ha asserito di fronte ad un pubblico emozionato - ma il passaggio di consegne sono certo avverrà in un clima di grande serenità, anche perché ritengo giusto ed opportuno ad un certo punto avvenga il consueto passaggio generazionale nella dirigenza, come nella docenza".

D'Addabbo resterà in servizio fino a fine agosto e sarà ufficialmente in pensione da inizio settembre. Ecco cosa ci ha riferito in esclusiva accogliendoci nella sua dimora.

 

Qual è nello specifico il suo personale bilancio degli anni trascorsi nel contesto della scuola?

"La mia esperienza è consistita in un modo personale di svolgere questo ruolo. Purtroppo mi rendo conto che quello di dirigente scolastico diventa sempre più un ruolo manageriale e che invece sempre meno si riesca a fornire indicazioni ai docenti e ai ragazzi su come approcciarsi didatticamente alle materie di studio e su come vivere l'insegnamento in maniera attiva e nella forma migliore. L'idea che ho cercato di trasmettere, comunque, è che non ci sono ruoli in contrasto tra di loro: tutto deve essere finalizzato a porre l'alunno nelle condizioni più opportune per la sua crescita. Credo di essere riuscito, nonostante tutte le problematiche che la scuola vive in questo periodo, a portare una discreta serenità nelle scuole che ho guidato ed un clima favorevole alla crescita culturale non solo degli alunni ma anche del personale".

 

Che eredità crede lascerà a questo circolo didattico?

"Spero che i docenti abbiano un buon ricordo di me e che continuino a seguire uno dei principi in cui credo maggiormente: lavorare con e non contro. Se anche solo seguissero questa semplice indicazione per me sarebbe già una grande conquista".

 

Quali prospettive future intravede per le scuole di Casamassima?

"Purtroppo le scuole della nostra cittadina stanno attraversando una situazione molto difficile, soprattutto relativamente agli aspetti strutturali. Sono dell'idea che in un comune non possa esserci crescita dell'edilizia urbana senza una contemporanea crescita dell'edilizia scolastica e delle strutture culturali. Occorrerebbe investire davvero tanto nelle strutture di Casamassima, affatto adeguate ai fabbisogni della scuola dell'obbligo, così come occorrerebbe una diversa politica nella scuola dell'infanzia. Troppe famiglie non riescono ad inserire i propri figli nelle scuole materne. Da anni si è rinunciato all'asilo nido ed ora invece di allargare l'offerta nelle scuole che ci sono non si riesce a dare spazio a tutti i bambini dai 3 ai 5 anni. Non si tratta di una questione marginale perché ritengo che senza queste basi non vi possa essere una politica dell'offerta formativa integrata, possibile sì attraverso una sinergia tra scuole e associazioni, ma sempre attraverso un'attività di coordinamento da parte dell'ente locale. Bisognerebbe porre questo elemento, assieme a tanti altri, come parte fondante di un'azione di crescita del territorio. Non si può solo continuare a coprire le buche".

 

Come immagina invece la scuola italiana del futuro?

"Ritengo che dovrà servirsi di tutti i mezzi a propria disposizione per migliorare l'offerta formativa. In quest'ottica le moderne tecnologie andrebbero inserite appieno nel contesto scolastico ma non allo scopo di rendere la scuola più facile, bella o simpatica, bensì più utile a preparare gli studenti ad affrontare le nuove sfide di questa società. Bisogna partire dal presupposto che il cellulare ce l'abbiamo tutti e che combatterlo non serve a niente. Occorrerebbe invece sfruttare le tecnologie e metodologie moderne nel miglior modo possibile, anche per essere sempre tutti al passo con i tempi".

Commenti  

 
#2 D. ACITO 2014-07-15 16:11
Onestà, impegno, precisione, passione, professionalità hanno contraddistinto la sua carriera di Docente e di Preside.
Ho avuto il piacere di apprezzare queste sue qualità anche nel percorso politico che ci ha visto lavorare insieme e collaborare per quasi cinque anni.
Grazie e Auguri, professor D'Addabbo.
 
 
#1 alina laruccia 2014-07-15 14:02
Saluto con stima il preside D'Addabbo, con cui ho avuto piacere e onore di lavorare. La scuola Rodari è un fiore all'occhiello, mi auguro arrivi un dirigente così capace come il professor D'Addabbo. Alina Laruccia, Presìdio del Libro di Turi.
 

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