Giovedì 23 Novembre 2017
   
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NON CRITICATE QUALCUNO CHE SI ALLENA CHÉ VUOLE VINCERE..

scala valori

Fintanto che si tratti di competizione non vale la critica, vale giocare per vincere. Vale scendere sul campo di confronto e battersi ad armi pari per conquistare il risultato. Ma in questa Italia in cui possiamo farci una grassa risata sul merito, non mi resta, a questo punto, che cogliere l’occasione che mi offre un ‘lettore’ per disaminare il peccato originale.

Da qualche tempo, in questo ombelico del mondo, i discorsi da bar – dopo la delusione azzurra – si sono spostati sulle prossime candidature locali e non si perde tempo a tirar fuori nomi più o meno improbabili rasentando alle volte la fantasia, alle volte la follia. Ci sta tutto in politica, proprio tutto. Anche leggere nomi che con la politica non hanno (e magari non avranno) mai nulla a che vedere. La curiosità corre dunque spontanea verso il peccato originale, cioè la genesi di tali ipotesi, e l’idea stessa che possa partorirne i relativi mostri. Certo, mi direte, i nomi si fanno anzitempo per bruciarli. Sta bene, rispondo. Così per lo meno quelli che vanno mettendo in giro notizie che di veritiero non hanno manco l’ologramma, avranno di che sfogarsi e di che non restarne delusi. Sta bene, perché fintanto che ci sia qualche nome su cui ragionare si costruiscono ponti e grattacieli, salvo poi non precipitare per schiantarsi.

Non entrerò nel dettaglio delle voci, non vorrei né far sorridere i molti che leggono, né bruciare quelli che magari per davvero stanno facendo pensamenti seri sulle loro candidature. Quant’è simpatica la politica, meno male che è fatta da professionisti del gossip, che sanno far circolare voci inutili in luoghi così nani.

Poi, quando saremo in grado di leggere le strategie che regolano i meccanismi dell’arte diplomatica locale, commenteremo insieme a quelli che restano alla finestra e s’accontentano miseramente di chiosare senza volto. Chi si allena per vincere, qualunque sia lo sport in cui si sta esercitando, merita di avere rivali alla pari. Si vince per capacità, non per affarismo. Allora alzi la mano, oggi, adesso, chi si lancerebbe in pista sapendo che il campo da gioco è truccato. A casa mia – dove m’hanno insegnato che le regole si rispettano – non si confonde l’effetto per la causa. E io, personalmente, non mi volterei manco a guardare un campo da gioco di tale fattezza. Non è il mio campo.

Detto ciò, oggi possiamo festeggiare la vittoria del doppio femminile tennistico Errani-Vinci che si è aggiudicato il torneo di Wimbledon ascrivendo l’Italia nella storia del tennis rosa mondiale. È la prima vittoria storica e ci auguriamo che questa disciplina resti scevra da inquinamenti ancora per l’eternità. Se è lecito credere che l’eternità esista, vista che solitamente si dice che il nulla sia eterno. Sulla disquisizione filosofica, in autunno, prepareremo un convegno. Chissà che non solleciti qualche mente brillante a farsi partecipe della discussione. La storia contemporanea narra le gesta eterne delle nullità che in vita loro altro non hanno che quelle kamikaze.

E qui apro una parentesi breve. Ecco un capitolo che mi piacerebbe discutere nella contrapposizione (invece di perdersi in chiacchiere di bottega paesana): da una parte la libertà di essere, di pensare, di creare, di gestire, di sognare. Dall’altra l’imposizione di un credo che indottrina le menti sulle ristrettezze cui sono sottoposte le donne, il Corano, le follie invadenti che si traducono in attacco ‘agli altri’, agli occidentali, le manie di invasione territoriale per imporre un falso mito. Noialtri – gli occidentali – vogliamo vivere, gioire, ridere, inventare, stupire, essere liberi. Loro ci vogliono schiavi di una contesa in nome di chi? Bibbia e Corano hanno obnubilato le menti? Recuperiamo – o diamocelo – lo spirito laico. Cerchiamo di essere meno pregiudizievoli. Cerchiamo l’indipendenza intellettuale e non cediamo ai ricatti morali e psicologici di chi deve tenere sotto la campana. Appunto.

E torniamo a noi. Perché criticare chi gioca per vincere? Che ti frega? Allenati anche tu, no? Allenando i muscoli non ti stancherai se sali le scale, e quando sarai giunto in cima vedrai i tuoi simili laggiù. Allora penserai e comprenderai che ‘mente in sana corpore sano’ non è solo un antico adagio.

[editoriale da La voce del paese del 12 luglio 2014]

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