Giovedì 23 Novembre 2017
   
Text Size

L’ORTO SOCIALE TRASLOCA A BARI

semi di vita orto bari

La neonata cooperativa sociale Semi di Vita, istituita formalmente il 28 febbraio scorso e avente sede legale a Casamassima, ha inaugurato lo scorso sabato la propria sede operativa in via Peucetia a Bari (quartiere Japigia) dove ha creato un orto sociale urbano di 20mila mq.

Il progetto era nato quattro anni fa a Casamassima dove per quasi tre anni il gruppo ha coltivato un piccolo orto sociale per l’inserimento lavorativo dei diversamente abili grazie all’ospitalità dell’ass. Comunione è vita, l’iniziativa, visionaria e concreta, ottenne nel 2012 il Premio “Personaggio Casamassimese dell’anno”.

Angelo Santoro, presidente della cooperativa, ci spiega i motivi del trasferimento “In paese abbiamo avuto seri problemi con le coltivazioni biologiche perché circondati da tendoni dove sappiamo tutti bene l’uso smodato che si fa di pesticidi e altro, inoltre i costi richiestici per l’affitto dei terreni era davvero troppo alto. Infine, non trascurabile, la popolazione casamassimese in tre anni ha mostrato uno scarso interesse per il discorso del biologico e del km 0. Bari ci consente di avere 20mila mq di terreno coltivabile gratuitamente e rappresenta per noi un bacino d’utenza molto più grande. Essendo una cooperativa, il progetto deve essere innanzi tutto sostenibile economicamente, per noi oggi questo rappresenta un lavoro a tutti gli effetti. La sede legale però abbiamo voluto lasciarla a Casamassima, dove molti dei ragazzi coinvolti abitano, questo vuol dire che non chiudiamo le porte al paese.”

L’inaugurazione ha visto la partecipazione di oltre un centinaio fra amici, curiosi e politici accorsi alla presentazione del progetto “Abbiamo a cuore la valorizzazione del territorio e delle persone, sarà un luogo dove si farà coltura e cultura e soprattutto dove coltiveremo la dignità delle persone. Saverio Senni scrisse “il pomodoro non giudica” indicando proprio l’inclusione sociale e lavorativa che può avvenire attraverso l’agricoltura che è uno strumento che ci darà una mano per inserire nel mondo del lavoro i soggetti svantaggiati. Semi di Vita sarà una fucina di cultura ed un orto che darà reddito. Abbiamo già delle piante per la didattica, noi proporremo un’esperienza semplice ma rigenerate.”

Il terreno e la masseria di 120 mq affidati alla cooperativa sono di proprietà dal 1894 dell’Opera Pia “Maria SS. del Carmine”, una ONLUS che ha sempre avuto vocazione al sociale e rispetto per gli emarginati, e che ha sin dal primo momento abbracciato il desiderio dei ragazzi e fatto il possibile per realizzarlo.

“L’idea è quella di fare anche formazione e didattica, infatti useremo la masseria come aula di laboratorio, parleremo di dieta mediterranea, benessere e sana alimentazione.”

Presenti al taglio del nastro alcuni politici che hanno sostenuto a vario titolo l’iniziativa, Maria Maugeri, ex assessora alle politiche ambientali, oggi consigliere al Comune di Bari, Micaela Paparella, presidente del Municipio del Mare, Vito Cassano, consigliere del Municipio di Bari, Pietro Petruzzelli, consigliere del Comune di Bari e futuro assessore, Angelo Valenzano, direttore di banca ed esperto impegnato nella realizzazione di progetti per bambini e anziani, che ha contribuito alla creazione della cooperativa.

La benedizione degli alberi è stata fatta da Don Enrico D’Abbicco, parroco della “Resurrezione” di Japigia che con queste parole ha portato i propri auguri “non un’astronave che atterra, ma un qualcosa che metta radici e produca frutto. Auguro che sia un’esperienza che scandalizzi per il bene che riesce a produrre e generare.”

I ragazzi della cooperativa hanno fatto piantare ai politici delle nuova generazione alberi di mandorlo, pesco, amarena e melograno “Quando si pianta bisogna poi prendersi cura di quello che si è interrato – spiega Santoro - così questi politici ora saranno affezionati e legati per sempre al terreno e al progetto.”

Hanno concluso l’inaugurazione Don Franco Lanzolla, parroco alla Cattedrale di Bari, che ha chiesto ai cittadini di sentire il posto come proprio per far crescere il senso civico, e Leonardo Manganelli, fiduciario della Condotta Slow food di Bari, che ha invitato i politici a “riruralizzare la città di Bari che è tutta circondata da campi abbandonati – e ha spiegato - Nei ristoranti mangiamo spesso cibi provenienti da fuori, invece se i ristoranti si rifornissero da questi campi non ci sarebbe neanche bisogno delle certificazioni, perché tutti sapremmo da dove proviene il cibo che mangiamo.”

I prossimi passi della cooperativa saranno quelli di ufficializzare gli accordi con alcune associazioni che potranno beneficiare delle iniziative svolte nell’orto e fare il giro delle scuole di Bari per attivare dei progetti di didattica.

Per info sulle iniziative: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Commenti  

 
#2 Angelo Santoro 2014-07-10 04:54
I casamassimese a bari come gli italiani all'estero...
 
 
#1 michele amoruso 2014-07-09 22:00
ah ecco...e che ci fanno i casamassimesi a bari?
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI