Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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DEPURATORI E LAMA SAN GIORGIO

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Una quasi cronaca tra ragione e sentimento

L’argomento è di quelli che fanno ingarbugliare il cervello, sembrano senza soluzione possibile, con verità soggettive variabili.

Il problema: tutti i Comuni che si affacciano sulla Lama, nel bisogno ormai impellente di trattare le acque reflue e di fogna, stanno indirizzando le loro scelte verso lo scarico inderogabile in Lama.

Va detto che le acque immesse in Lama sarebbero affinate in apposite vasche fino ad un grado capace di assicurare la mancanza di inquinamento, e l’ipotesi che si paventa a soluzione accomodante per tutti, è quella del riutilizzo ad uso agricolo.

Due gli elementi che decidono le posizioni di tutti i partecipanti. Il cuore: la Lama è un territorio cha ha caratterizzato la vita di molti dei presenti, i quali pur nella massima comprensione dei problemi scatenanti il dibattito, sono convinti che la soluzione sia da cercare altrove. Intanto. si è costituito un “Comitato intercomunale pro Parco Lama San Giorgio”, che sta sfruttando questo momento di particolare interesse, perché si possa arrivare prima delle elezioni regionali, alla tanto sospirata istituzione del Parco.

Il cervello: determina la posizione asettica, a volte sofferta, a volte meno, di chi sa, che c’è un decreto regionale che invita i Comuni ad effettuare scarichi in Lama senza diversa soluzione plausibile e per questa soluzione si è già adoperato in passato e presente. Qualcuno chiama questo tipo di atteggiamento: pragmatico, quindi (quasi) la “verità”.

Il dibattito: i primi attimi non sono documentabili in quanto, si è trattato di uno dei rari casi (forse unico) di puntualità rigida nell’iniziare un evento, e il ritardo di chi scrive è ingiustificabile.

Dunque il Sindaco di Sammichele Tateo sta esponendo le caratteristiche naturalistiche della Lama. Il territorio carsico, la flora (con le sue orchidee), la fauna (volpi) il fragno, angoli di elevata bellezza, insomma un territorio che merità l’attenzione ed il rispetto di tutti, specie in tempi e zone di penuria di verde, come i nostri. I primi interventi scivolano su posizioni molto generiche e senza una chiara visione del problema, viziati da una posizione di fondo: scaricare in Lama, a prescindere! Da marcare l’intervento del Sindaco di Adelfia Nicassio, il quale, con un linguaggio non certo delle grandi occasioni, ci ha detto, bontà sua, che lo scarico incontrollato porterebbe zanzare, cattivi odori e quanto di malsano si possa immaginare, e che anche questa “fesseria” del riutilizzo delle acque reflue è assolutamente da scartare. La soluzione: “intercollettare a mare”, semplice no? Non si è capita la necessità della sua presenza.

Qui però, è emersa un’altra opzione all’esame da anni, ulteriormente analizzata nell’ambito dell’Area vasta metropolitana: un collettore intercomunale con scarico in mare, ovviamente sempre previo affinamento delle acque. Il fatto è che pur presente nelle citazioni di ogni intervento, nessuno si è sentito di appoggiare questa ipotesi, sia per i tempi di realizzazione sia per i costi e non ultimo per l’importanza che rappresenta questo spreco di acqua depurata, diversamente utilizzabile. L’Assessore ambiente di Sammichele A. Morgese, nel suo ruolo di moderatrice, lamenta l’assenza e il disinteresse manifestato tramite comunicazione ufficiale dell’Arpa, e suggerisce a tutti gli Amministratori comunali dell’area, di fare un’escursione lungo la Lama per rendersi conto di cosa si sta parlando. Questo perché è convinta che gli errori vengono dal passato (tesi sostenuta e condivisa da tutti i relatori presenti) e che in realtà chi sta operando queste scelte “non conosce la Lama”. Gli interventi della platea mirano tutti a difendere la Lama esprimendo un parere contrario ad ospitare lo scarico anche se depurato, e alcuni si spingono fino a proporre soluzioni decisamente alternative e risolutorie per tutti. C’è un abitante di una delle masserie di quella zona, che suggerisce una piantumazione di “alberi succhia-acqua” (betulle?) in un’area di 5 HA e un altro che propone un impianto di energie rinnovabili da biomasse derivanti dalla depurazione, suscitando l’interesse (?) del dirigente del Serv. Ambiente prov.le, Arch. Latrofa.

L’intervento del Vice sindaco di Casamassima, Nitti: qua i casamassimesi presenti si sono dovuti confrontare con un intervento”misto”, cuore e cervello. Si è arrabbiato tanto con chi è a priori contro il depuratore e lo scarico in Lama ed ha avuto uno scontro di idee proprio con una abitante di una delle masserie della Lama. E c’era molta passione, va detto, nel sostenere la sua tesi per quel che riguarda la soluzione della situazione casamassimese: va costruito il depuratore (distante ben 5 km dalla Lama) con affinamento delle acque e scarico in Lama tramite canale appositamente costruito. Questo, nell’immediato per eliminare i serissimi problemi di espulsione di liquami dalle condutture e tombini, ad ogni lieve temporale, con evidente “disservizio” pubblico tra emergenza sanitaria ed ambientale. Quindi prima la soluzione, il depuratore conm impianto di affinamento, e poi, insieme, cittadini ed istituzioni verso una soluzione condivisa, ed un occhio particolare alla tutela del nascente Parco Naturale Lama San Giorgio. Questa la prendiamo come una promessa! Appuntamento e invito del Sindaco Tateo ad una riflessione più approfondita, con appuntamento da fissare e una “bella passeggiata in Lama”. Intanto una verità, l’unica: dal 1° gennaio 2010 l’impianto di depurazione di Sammichele inizia la sua attività, salvo ulteriori rinvii.

Commenti  

 
#4 Matteo L. 2009-12-13 18:21
Intanto, vi invito a firmare la petizione per l'istituzione del parco http://firmiamo.it/lamasangiorgiogiotta
http://apps.facebook.com/causes/410814/93731021?m=ab445bc4
 
 
#3 Carlo Spinelli 2009-12-09 04:38
continua...
Adoperiamoci quindi in tal senso iniziando con l'ottenere la proroga necessaria per permettere al Comune di Sammichele di continuare a sversare
in falda e che al momento rappresenterebbe il male minore e poi, subito dopo, sforziamoci di trovare ed accettare la soluzione migliore per salvagueardare la lama..... e questa, il più delle volte, non è mai suggerita solo dal cervello e il nostro pianeta ne è la testimonianza.

Carlo Spinelli
 
 
#2 Carlo Spinelli 2009-12-09 04:37
....1) il primo gennaio il Comune di Sammichele inizierà ha sversare in lama e non più in falda e si darà inizio quindi al deterioramento della lama senza scagionale quello del bacino idrico sotterraneo considerato che il nostro territorio è carsico e presenta, sul percorso della lama, innumerevoli inghiottittoi (voragini naturali) ....questi porterebbero l'acqua direttamente in falda però questa volta dopo aver inquinato anche la superficie. Inoltre c'è da aggingere he il sindaco Tateo ha espresso la volonta di scavare un fossato per ridurre lo straripamento e quindi per minimizzare i danni anche se in questo modo si accellelerebbe lo scorrere dei liquidi che raggiungerebbero il nostro territorio molto velocemente.
Si deve inoltre far pesente che la pendenza della lama ha percentuali minime ed in alcuni tratti anche negative e quindi è molto probabile che si abbiano ristagni che provocherebbero paludi maleodoranti con innemurevoli zanzare.

2) il problema casamassimese della furiuscita dei liquami dai tombini che si ha ogni volta che le piogge aumentano la portata d'acqua è da addebitare sopratutto alla sezione delle condutture fognarie ormai non più sufficienti visto l'icredibile aumento demografico e il depuratore non risolverebbe il problema.

Dunque alla luce di questi dati e con la consapevolezza che il depuratore casamassimese, osteggiato notevolmente dalla comunità di Rutigliano, nel miglior dei casi, ha tempi ancora molto lunghi per la sua realizzazione, abbiamo tutto il tempo per far concigliare il cuore con il cervello trovando soluzioni alternative.
 
 
#1 Carlo Spinelli 2009-12-09 04:35
Sento la necessita di dover aggiungere alcune precisazioni per chiarire meglio l'oggetto del mio intervento all'incontro tenutasi a Sammichele.
La mia proposta, per la depurazione delle acque reflue che garantisca la salvaguardia della lama, consiste in un impianto di facile escuzione sia per i tempi che per i costi ed è in grado di estrarre metano depurando perfettamente l'acqua con un processo che non lascia tracce d' inquinamento e quindi senza la necessità di dover costruire un ulteriore impianto di affinamento.

Il "Magnegas", così si chiama, darebbe notevoli vantaggi rispetto al classico depuratore e impianto di affinamento che ormai risultano tecnologie inaffidabili, oltretutto anche molto costose, dal punto di vista gestionale.
Pare che l'impianto di affinamento avrebbe dei costi proibitivi solo per gli alti consumi di energia elettrica e gia questo farebbe risultare il costo dell'acqua depurata più caro dell'acqua minerale. Ovviamente basta dare uno sguardo ai comuni che hanno gia realizzato questi impianti per predere atto dei risultati disastrosi.
L'impianto "Magnegas" invece oltre ad assicurare la perfetta depurazione dal puno di vista tecnologico ne garantisce un perfetto funzionamento nel tempo perchè è un impianto che produce reddito e quindi ne garantisce la manutenzione. Con i proventi del gas infatti non solo si potrebbe tenere l'impianto sempre efficiente ma sarebbe possibile realizzare le canalizzazioni per la distribuzione dell'acqua nei campi senza nessun aggravio sul bilancio comunale. Ma non è questa la sede per approfondire l'argomento mentre è necessario, per concludere, aggiungere un altro paio di cose:
 

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