Lunedì 20 Novembre 2017
   
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FONDI EUROPEI: 30MILIARDI DI EURO

euro

Martedì 10 e mercoledì 11 giugno si è tenuto presso il Palazzo Monacelle il terzo appuntamento del laboratorio “Programmazione europea 2014-2020: una cassetta di attrezzi per intervenire su problemi comuni”. Un incontro che era rivolto a amministratori, dirigenti, funzionari, tecnici, cittadini, associazioni, imprese, stakeholder dei Comuni di Casamassima, Gioia del Colle, Capurso, Triggiano, Rutigliano, Noicattaro, Sammichele, Gal Seb.

Nel corso dell'incontro è stato illustrato ai partecipanti lo scenario della programmazione europea 2014-2020. In base ai principi europei, le politiche di coesione riguardano l’intero territorio nazionale, anche se secondo modalità differenti: le regioni del centro-nord sono incluse nel gruppo delle regioni europee più sviluppate; Sardegna, Abruzzo e Molise fra le regioni in transizione, mentre Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia fanno parte delle regioni meno sviluppate. In base agli stessi principi, alle Regioni è destinato, per il periodo 2014-2020, complessivamente un contributo europeo di circa 30 miliardi di euro, di cui 7 per le regioni più sviluppate, 1 per le regioni in transizione e 20 per le regioni meno sviluppate. A queste cifre vanno sommati gli importi del cofinanziamento nazionale (obbligatorio per le politiche di coesione europee), pari agli stanziamenti comunitari. La strategia europea indica per i Fondi strutturali 11 grandi aree di intervento. In questo quadro, la strategia italiana prevede di destinare il 37% delle risorse agli obiettivi ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione e competitività delle piccole e medie imprese. Un ruolo estremamente importante nel programma sarà assunto anche dalla valorizzazione dei beni culturali, con la conferma di investimenti rilevanti anche per promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà, oltre a un maggiore investimento nella scuola e nella formazione.

La programmazione conterrà alcuni schemi di intervento per l’intero territorio nazionale e per il Mezzogiorno, mirati a sostenere i processi innovativi delle imprese, in particolare di minore dimensione, e di ampliamento della capacità produttiva, materiale e immateriale; l’assunzione a tempo indeterminato nelle imprese di giovani ad alta qualifica, come fondamentale elemento di un rafforzamento strutturale delle aziende; la riduzione del cuneo fiscale attraverso misure di decontribuzione attive su un periodo prolungato di tempo e coerenti con gli interventi già in corso; schemi di contrasto alla povertà attraverso l’inclusione attiva. Per superare i rilevanti problemi attuativi di queste politiche, che hanno interessato in passato tutti i livelli istituzionali, centrali e regionali, pur con differenze significative, è stata prevista una notevole riduzione del numero dei programmi operativi e del numero di azioni da perseguire. In questo modo i programmi diventano più operativi: non solo documenti generali di orientamento. Dovranno indicare ciò che si farà, definendo con precisione i risultati attesi, le azioni per perseguirli e i tempi necessari.

È stato inoltre illustrato a tutti i presenti il metodo del Project cycle management (il “ciclo di vita” di un progetto con tutte le sue fasi), con lo svolgimento di un lavoro su ipotesi progettuali nell'ambito dei MicroLab di progettazione su casi reali.

Commenti  

 
#7 Antieuropeista 2014-06-24 14:39
La non preparazione? Può farmi qualche esempio di "opportunità" che l'ue ci ha dato se non obbligandoci a vergognose austerità, leggi di precarizzazione del lavoro, colpi di stato finanziari e simili distorsioni della democrazia? A differenza sua io conosco le politiche monetarie e so perfettamente che i soldi che ci fanno il piacere di darci se li riprendono a fine anno con gli interessi e se l'Italia è in questa situazione disastrosa è solo colpa dell'EURO e delle regole fiscali dell'unione europea. Con la Liretta eravamo il primo paese per risparmio al mondo, nel 94 la prima potenza industriale d'Europa e ora siamo tra i maiali d'europa. Dobbiamo tendere ad un modello Svizzero, Inglese o Norvegese: una nostra moneta, una nostra politica economica, una nostra geopolitica non vincolata ad ue e usa e libertà di fare le scelte che si vuole e non che qualche oscuro burocrate ci impone dall'alto. Finitela con queste fregnacce eurofanatiche, ormai siete niente altro che propaganda; come quella che fa la RAI pro europa. Una vergogna. Per fortuna l'ignoranza e l'euroubriacatura non colpisce tutti, ma solo le allodole.
 
 
#6 tanto per chiarire 2014-06-24 10:29
X antieuropeista.
Lei ANTIEUROPEISTA ci è già e la cosa ci fa molto piacere perchè diviene un concorrente in meno alla corsa verso i finanziamenti.
Bisogna credere in quel che si fa altrimenti si finisce con il pensare che è sempre colpa degli altri. Spesso la non preparazione o la prassi fuori dalle regole porta al disprezzo e alla diffidenza verso l'Europa, alle regole europee e quindi anche alle opportunità europee. ( la favola della volpe e l'uva Le ricorda qualcosa?)
 
 
#5 Gattone 2014-06-24 00:12
C'è da leccarsi i baffi. Attenti però, da un po' di tempo si é aperta la caccia agli amministratori ladri! Viva la galera, abbasso gli arresti domiciliari.
 
 
#4 Antieuropeista 2014-06-23 14:32
Ah si? E gli incompetenti amministratori, che pure ancora ci danno la possibilità di eleggere, chi ce li manda la dove sono se non noi? E i burocrati europei chi li elegge invece? E la corruzione che regna sovrana a Bruxelles, quella non la vedete o credete che solo noi italiani siamo i soliti corrotti, ladri e mafiosi? Siete un po' troppo stereotipati su posizioni qualunquiste. L'europa c'entra perché innanzitutto sono SOLDI NOSTRI che noi diamo e che loro ci FANNO IL FAVORE DI RIDARCI se presentiamo progetti, ma solo IN PARTE, perché l'Italia versa all'Europa moldi MILIARDI di euro in più rispetto a quelli che tornano indietro, senza contare le limitazioni imposte da assurde direttive CE che penalizzano e distruggono i nostri agricoltori a favore di multinazionali anche non europee e degli agricoltori africani (vedasi arance marocchine). Se quei soldi rimanessero in Italia li useremmo per noi e non avremmo la beffa di regalarli a tedeschi, francesi o rumeni. Ecco la differenza: un conto e avere i soldi e non usarli, un altro è regalarli all'europa e poi implorare che una parte torni indietro...Ma ci siete o ci fate?
 
 
#3 tanto per chiarire 2014-06-22 20:19
Ma se siamo noi che non presentiamo progetti, che centra l'Europa?
E quando dico progetti dico di ogni tipo dalla cultura, all'agricoltura, all'industria innovativa, al recupero dei centri storici ecc. ecc.ecc.
La presentazione dei progetti anche se di iniziativa privata può essere transitata attraverso Istituzioni, da quelle Ufficiali ( comuni ecc ) a quelle onlus,pro loco , parrocchie ecc.
Cari giovani non illudetevi che il treno passi da sotto casa , muovete il sedere e andate presso qualche stazione può darsi che un treno passerà anche per voi. Ancora fermi ???? Vedo solo pochi muoversi.
Antieuropeista lascia perdere, lamentarsi senza motivare o aver cercato di invertire la norma non serve a risolvere i problemi.
 
 
#2 mino 2014-06-22 15:48
si si antieuropeista...!!
lasciamo i soldi nostri in mano ad incompetenti e fantastici amministratori che sicuramente ne faranno buon uso..
guardati intorno e capirai..
 
 
#1 Antieuropeista 2014-06-22 14:02
Non dicono mai che sono soldi NOSTRI che tornano indietro e che se non utilizziamo vanno a finanziare qualcun altro fuori dall'Italia. Noi versiamo all'Ue molto più di quel che ritorna; mi dite che senso ha restarci? Usciamone subito e teniamoci i soldi per noi.
 

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