Lunedì 20 Novembre 2017
   
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CADE L’ANONIMATO: I CITTADINI SI LAMENTANO

utente anonimo

E anche lo scudo dell'anonimato alla fine non ha retto. Così come l'abilità di ripararsi dietro il muro che vede in ogni critica qualcosa di strumentale o di pilotato da movimenti e partiti politici di minoranza. Perché, ormai da un bel po' di tempo, sui social network numerosi cittadini – con nome e cognome, e dunque un volto – stanno portando a galla problemi e situazioni di disagio e anche di diffuso degrado in cui versano numerose zone del nostro paese. Così accade che casamassimesi che pagano le tasse si lamentino per lo stato di abbandono di un'area verde, il dissesto del manto stradale e l'incuria di alcune strade, la cattiva manutenzione di un plesso scolastico. Cittadini il cui numero – non ci stiamo inventando nulla, basta navigare in internet per rendersene conto o ancor meglio parlare con la gente che si incontra per strada – è ben più elevato rispetto a 'quei quattro sparuti dissociati che sfogano le loro frustrazioni sul web' di cui parlava qualche tempo fa in consiglio comunale il consigliere dell'Unione centrodestra Casamassima, Franco Pignataro. Ma il rappresentante della maggioranza, di indubbia esperienza, alla sua nona presenza in assise cittadina (nessuno nel nostro paese ne ha collezionate così tante nel corso degli anni e delle diverse legislature) è costretto da impegni professionali a vivere lontano dalla nostra Casamassima, per cui potrebbe anche darsi che qualcosa gli sfugga, dato che per quanto si possa essere informati circa le vicende locali, la distanza potrebbe essere un oggettivo ostacolo ad avere il polso della situazione.

Ma se al consigliere qualche disattenzione, proprio per questo, può essere perdonata, i nostri amministratori che vivono quotidianamente la realtà della nostra cittadina dovrebbero tener conto – ci permettiamo di dar loro un suggerimento – delle critiche rivolte dalla cittadinanza. Che poi ci possano essere segnalazioni di inefficienze nell'attività amministrativa strumentalizzate dai detrattori, così come apprezzamenti costruiti ad hoc dai sostenitori del centrodestra alla guida del paese, va messo in conto. Ma fatte le dovute scremature, sia in un senso che nell'altro, riteniamo che non si possano bollare tutte le manifestazioni di dissenso da parte della cittadinanza come 'di parte' o come frutto del lavoro di 'quattro poveracci che si nascondono dietro il web' (anche quest'ultima sottolineatura è del consigliere Pignataro, mai parco in questo genere di esternazioni). Perché la critica, si sa, è il sale della democrazia, e un amministratore che sceglie volontariamente di mettere le sue competenze al servizio della gente (attraverso la sua candidatura) e dagli elettori viene scelto per governare (attraverso il voto), accetta anche l'eventualità che quegli elettori poi possano manifestare il proprio scontento per una scuola dichiarata inagibile, un campo infestato di erbacce o delle strade frequentate dai ratti (se ne sono visti diversi ultimamente sia dalle parti di via Francesco Lapenna, sia in via Turi e nelle sue immediate vicinanze).

E proprio in via Turi, persone con nome e cognome hanno segnalato la presenza di vegetazione incolta anche lungo i marciapiedi di competenza comunale, col sindaco – è apparso tutto su facebook – che ha invitato attraverso il suo profilo i cittadini che sollevavano le loro lamentele a darsi da fare o a unirsi ad alcuni componenti dell'amministrazione, i sabato mattina, per sistemare aree verdi o edifici scolastici. “I tanti disfattisti che criticano e non concretizzano mai nulla – si legge a nome del sindaco su facebook – possono unirsi a noi tutti i sabato mattina. Noi siamo persone che amiamo il paese, a prescindere dalla politica”. Ora – il sindaco ce lo consentirà – va bene l'amore per il paese, va bene il prescindere dalla politica, e va bene anche che una parte dell'amministrazione – siamo proprio sicuri che tutti in maggioranza condividano l'iniziativa? - in un momento di ristrettezza economica per gli enti locali intraprenda un'azione di tipo dimostrativo per sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto del bene comune. Ma, in tutta onestà, non ci sembra che la cosa possa diventare la norma, da calendarizzare settimanalmente. Ma al di là di questo aspetto, condivisibile o meno che sia, riteniamo che un cittadino che paga le tasse, onorando tutte le scadenze con regolarità e precisione, abbia il diritto di ricevere in cambio strade in buono stato, giardinetti pubblici puliti, o marciapiedi sotto casa percorribili senza dover fare slalom tra rifiuti, buche ed escrementi di animali. Il cittadino in questo – sia chiaro – deve fare la sua parte, evitando di sporcare il suolo pubblico o di danneggiare le strutture appartenenti al patrimonio comune, ma non crediamo gli si possa imputare poco amore per il suo paese se il sabato mattina vuole starsene a casa con la famiglia dopo una settimana di lavoro. E allora – ci sia permesso – che la politica faccia la politica, prendendo dunque decisioni e adottando provvedimenti per amministrare, i cittadini facciano i cittadini, comportandosi con senso civico e rispetto dei beni di tutti, e i contribuenti facciano i contribuenti pagando le tasse regolarmente. E ricevendone in cambio servizi. Non a caso, sul dizionario, per tassa si intende un 'tributo che viene corrisposto allo Stato o ad altro ente pubblico (il Comune, dunque, ndr) per il godimento di certi servizi'. E allora, ci sia concesso, va bene il voler dare una mano magari collaborando alla sistemazione di una scuola, di un bene di tutti – se si vuole – ma non si dica che se questo non si faccia si sia disfattisti. Se i cittadini danneggiano o deturpano lo spazio comune è bene che siano sanzionati a norma di legge, ma la manutenzione del patrimonio pubblico non spetta a loro. Non a caso qualche tempo fa, quando i ragazzi dell'associazione 'Giovani per Casamassima' ripulirono di loro spontanea volontà tante zone della nostra cittadina, l'amministrazione comunale li ringraziò pubblicamente con un manifesto, proprio a sottolineare l'eccezionalità della loro azione. Ma la cura e la pulizia della nostra Casamassima, per l'ottenimento delle quali è fondamentale la collaborazione dei residenti e di tutti i frequentatori del nostro territorio, resta ordinaria amministrazione dei nostri governanti.

E allora, in maniera costruttiva, un'indicazione ci sentiamo di darla ai nostri amministratori: al di là del fatto che un cittadino possa identificarsi con nome e cognome, o che possa parlare in maniera anonima – cosa che ormai avviene anche sulle testate giornalistiche online di fama e diffusione nazionale – sarebbe forse il caso di prestare più attenzione alle loro segnalazioni e non di bollarle in maniera prevenuta come espressione 'di poveracci'. Perché così facendo potremmo forse avere una Casamassima migliore, e anche i nostri governarti potrebbero avere una misurazione forse più obiettiva del consenso che stanno edificando attorno a loro. Senza mai perdere di vista il fatto, lo dicevamo prima, che la critica è il sale della democrazia. Pertanto, questa volta, ci sia consentita. 

[da La voce del paese del 10 maggio 2014]

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