Venerdì 17 Novembre 2017
   
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INVIDIA E GELOSIA SONO UNA MALATTIA

scimmie

E “l’unica medicina è una dose sostanziosa di umorismo e autocritica”, come diceva Bo Carpelan. Se ne avessero, dico io.

Un giorno qualcuno inventò la filosofia e se ne fece una ragione, così cominciò a cantare le lodi dei limiti umani facendo ricorso agli esempi quotidiani che occorrono sotto il naso. Non me ne volere, amico lettore, ma stavolta un commento mi scappa. Spero che tu abbia voglia d’arrivare fino in fondo senza pensare alla follia, che pur di questi tempi va tanto di moda tra i vip.

Sono anni che lor signori amministratori riferiscono che Casamassimaweb e La voce del paese riportano solo porzioni di realtà (or bene ci impegneremo ancor più, suvvia, così magari non ci sfuggirà più nulla ma proprio più nulla, e visto che il Palazzo comunale è la casa dei cittadini ci trasferiremo h24 lassù così saremo ancor più aggiornati). Sono anni che continuiamo a sentir ripetere (con tanto di trascrizione nei verbali ufficiali dei consigli comunali) che la stampa locale (tra cui noi, ovviamente) sarebbe di parte. Che sarebbe all’opposizione. Che sarebbe “contro questa amministrazione”, come qualcuno di loro va ripetendo. Non vi nego la noia a sentir ripetere la medesima solfa da anni. Anni. #chenoiachebarba

Sono anni che nei luoghi istituzionali, dai palchi dei comizi, durante i discorsi celebrativi degli eventi storici (sigh!), alle manifestazioni cittadine, nelle stanze dei partiti e in assise cittadina non si fa altro che parlare di noi..

Va bene la celebrità, grazie. State accrescendo la nostra autostima.

Sapete, cari amministratori, quanto più parlate in questi termini di noi, tanto più salgono le nostre quotazioni, la nostra credibilità. Pensate alle trasmissioni televisive di inchiesta.

Oppure pensate alle citazioni illustri nelle sedi governative nazionali. Che c’entra? Ora ve lo spiego. Non è che in Parlamento o al Consiglio dei ministri (durante gli incontri ufficiali) i politici (s)parlano del Corriere della sera. Se accade, però, che il dibattito pubblico coinvolge il Corriere della sera o i suoi editorialisti (come per esempio Alberto Alesina e Francesco Giavazzi) è perché hanno scritto qualcosa di interessante e/o di utile su cui la politica deve riflettere. Alesina e Giavazzi sono due noti economisti di fama internazionale. Grazie dunque per averci reso il paragone configurabile. Ve ne saremo grati.

Per il resto, visto che siamo così importanti da attirare su di noi le attenzioni dell’attuale amministrazione, a beneficio d’inventario culturale, ricordiamo che il consenso intellettuale – prima ancora che politico – s’ottiene dicendo cose serie e provando a stimolare la mente di chi legge. Offrire spunti di riflessione, case history per valutare l’attualità, testimonianze come luce sul quotidiano e via discorrendo, sono strumenti arricchenti non detraenti. La politica – cari signori – è un atto di moralità, occorrono competenza e rettitudine morale per favorire la crescita di una comunità. Quando questo mandato amministrativo sarà concluso sapremo cosa ricordare di voi. Siamo ben oltre la metà del vostro tempo. Coraggio. La solitudine dei numeri straordinari resteranno al circo. Per il resto andrà all’incasso chi oggi vi osserva da quei banchi che a qualcuno appaiono silenziosi o ‘inoperativi’. Se la politica si costruisce sul consenso propagandistico, la coscienza di una civiltà si plasma sulla testimonianza della sua guida, per la quale occorre una politica di ispirazione, non una ispirazione politica. Siamo in campagna elettorale, vedo volti giovani: tantissimi stavolta. Tutti a caccia di un posto al sole, tutti a caccia di ‘un lavoro’. Perché la politica non ha prodotto lavoro, ma lavori a gettone. Che classe dirigente abbiamo se orientata solo a piazzare e non a spiazzare l’economia? Il corto circuito si chiama azzeramento del clientelismo e shock produttivo, sconvolgimento delle pratiche ammazza-idee e sconfinamento dell’allargamento della base culturale. Solo il lavoro rende liberi, ma continuiamo a tenere a capo dei feudi gli inetti, tanto per stare sereni..

Poi arrivano quelli che con non poche difficoltà devono esprimere un concetto e scivolano sulle bucce di banana.

Ma noi facciamo i giornalisti, non abbiamo tempo per offenderci.

[editoriale da La voce del paese del 3 maggio 2014]

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