Domenica 19 Novembre 2017
   
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BARIALTO E LE FIDEIUSSIONI ‘NEL CASSETTO’

barialto ruderi abbandonate

Casamassima ombelico del mondo. Oriente e Occidente paiono convergere in questo anfratto di pianeta, un tempo dolce paesello popolato per lo più da contadini. La Superga, nota azienda settentrionale, avrebbe individuato Casamassima – decenni fa – per stabilire il suo capannone, ma il sindaco di allora, Onofrio Fiermonte (lo stesso che nel luglio 1960 fu costretto a fuggire a causa della rivolta dei forconi), scelse di mantenere la vocazione lavorativa dei casamassimesi verso l’agricoltura: “Chi andrà in campagna sennò?”, pare siano state le sue parole. Di questo, ovviamente, ne resta la leggenda metropolitana, chissà come andarono davvero i fatti.

Certo, a guardare Casamassima nel 2014, scapperebbe da considerare la sua posizione geografica strategica (tutti i politici, finora, lo hanno ripetuto in campagna elettorale senza davvero attribuire valore a quello che dicevano) molto più strategica di quel che appare. Così, solo per comprensione, strategica significa “di importanza fondamentale in quanto determina l'andamento e la risoluzione del conflitto”, o ancora “che rientra nei piani di guerra ed è studiata per disorientare il nemico”.

Detto questo, nel lontano 1971 – e giungiamo all’argomento in questione – una società romana stabilì a Casamassima un nuovo insediamento residenziale. Si sarebbe chiamata ‘Parco dei principi’, un nome un programma. La società era la Simm di Roma e l’insediamento residenziale, oggi noto come ‘Barialto’, avrebbe raggiunto un’estensione di circa 900mila metri quadri. Il Piano di lottizzazione fu previsto nel piano regolatore e le opere di urbanizzazione primaria e secondaria sarebbero state cedute al Comune di Casamassima, come previsto nella convenzione sottoscritta allora. Un po’ la stessa questione di cui si parla in queste settimane in relazione ai ponti Auchan.

Questa zona di espansione, tuttavia, di cui abbiamo cominciato a parlare la scorsa settimana, “non può considerarsi ‘area privata’ – stando a quanto fatto presente alla Procura di Bari – come le varie amministrazioni comunali amano descriverla al solo scopo di omettere i doverosi compiti di disciplina e tutela di una parte consistente del patrimonio comunale”. “In questi anni – sarebbe la segnalazione agli organi competenti – benché più volte sollecitati dai residenti della zona in questione, i vari amministratori comunali hanno omesso di pretendere l’adempimento da parte della società lottizzante, degli impegni assunti nelle varie convenzioni, per l’urbanizzazione primaria e secondaria come previsto dalle norme attuative del prg. Hanno omesso, cosa grave e inspiegabile, di escutere le fideiussioni alla scadenza dei termini imposti in convenzione per l’esecuzione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria”.

Ma andiamo per ordine e ripercorriamo la storia.

Come detto, nel lontano 1971, fu sottoscritta la prima convenzione tra la Simm e il Comune di Casamassima per l’edificazione di ‘Parco dei principi’. La Simm si impegnò a realizzare a proprie cure e spese, entro 10 anni dalla stipula, le opere succitate, e tra le opere secondarie vi erano una chiesa e un edificio scolastico. La convenzione, però, ebbe parziale esecuzione: vennero realizzati nel decennio solo il primo lotto e parte del secondo, e a fine decennio la Simm risultò inadempiente. Il Comune citò in giudizio la società e lo stesso si concluse nel 1987 con un atto di transazione. Nel frattempo alla Simm in liquidazione era subentrata la Italresidence spa (acquirente), che si impegnò a ultimare il programma previsto dal piano di lottizzazione, assumendo a proprio carico la convenzione, comprese le opere primarie e secondarie. Nel 1988, a seguito di quanto avvenuto, il Comune di Casamassima stipulò una nuova convenzione con Giacoma Viterbi, amministratore unico della Italresidence. Con quella convenzione la costruzione del programma costruttivo venne subordinata alla “condizione sospensiva dell’esatto e puntuale adempimento degli oneri” (citando esattamente la transazione del 1987).

La Italresidence presentò un progetto di variante e riuscì a circumnavigare i propri impegni: il Comune infatti – invece di esercitare il suo potere (coercitivo e sanzionatorio) per ottenere le opere di urbanizzazione spettanti – stipulò una nuova convenzione nel 1991, sempre con Giacoma Viterbi, che nel frattempo era diventata amministratore delegato della ‘Barialto’, società subentrata quale nuova lottizzante.

Con questa nuova convenzione il lottizzante si obbligò a soddisfare al più presto e, comunque contestualmente alla realizzazione del programma costruttivo, gli obblighi assunti dalla Italresidence con l’atto di transazione del 1987.

Anche stavolta il Comune avrebbe avuto la facoltà di sostituirsi nell’esecuzione delle opere utilizzando le fideiussioni. Vi avrebbe messo mano, solo nel 2011, il commissario prefettizio, ma da allora se ne sono perse tracce, nel senso che non abbiamo notizie in merito. Ma la storia non finisce qui.

[da La voce del paese del 12 aprile 2014]

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Commenti  

 
#2 domanda 2014-05-04 16:39
ma Birardi è stato scelto dalle sezioni locali dei partiti della coalizione?o l'ordine è arrivato dal partito di bari col beneplacito dei poteri politici ed imprenditoriali dell'ex pdl?Dimostriamo autonomia di giudizio e capacità di impegno con fatti concreti e non con dichiarazioni roboanti nonchè sguaiate.I cittadini sanno giudicare la storia e la serietà delle persone,e cacceranno i Masaniello inconcludenti
 
 
#1 Leonardo Nanna 2014-05-04 12:16
Questa storia delle fideiussioni dimenticate e non attivate per imporre l'obbligo di fare, assunti dai "cementificatori" del territorio casamassimese, mi riporta alla memoria la storia del Verde attrezzato (polmone di verde fortemente voluto dal Sindaco dottor * con la sua amministrazione degli anni '80, credo) di cui si doveva dotare Casamassima nella zona cuscinetto tra la 167 ed il resto del centro abitato. Anche per quella storia, pare, fossero state richieste, ottenute e rimesse nelle fidate mani del Comune delle fideiussioni mai attivate, tant'è che su quell'area oggi sorge la Scuola Superiore che Verde attrezzato non è. E non è a dire che stata costruita con il denaro dei lottizzanti al posto del Verde attrezzato. È stata costruita con denaro pubblico.
L'unica cosa che ho ben chiara è che quell'area, pur di non adibirla a Verde attrezzato (con fideiussioni o senza), il Comune tentò dapprima la carta del Palazzetto dello Sport, poi quella del PRU del 1999, riuscendoci soltanto con quella della Scuola Superiore.
E non mi risulta che vi siano state delle varianti urbanistiche se non quella fatta ultimamente in barba al dettato delle sentente di TAR e Consiglio di Stato, delle previsioni di PRG e dei vincoli imposti sulla Maglia P19 soltanto per il Privato.
Potrei sbagliarmi, ma per accertarlo dovrei approfondire la questione. Per questo avrei bisogno di una mano da chi può accedere più liberamente di me alle cose pubbliche. Io limito gli accessi agli atti del Comune di Casamassima giacché ne avrei fatti sin troppi; almeno a dire degli amministratori responsabili del noto contenzioso contro di me (si legga di questo particolare negli scritti difensivi del Comune al TAR).
Sia il mio amico Pignataro, oppure i Consiglieri di OPPOSIZIONE ad incominciare con me o senza di me, con il NOPE di Birardi o con altri organismi magari più qualificati (e su questo sarebbero d'accordo con me anche gli stessi Carabinieri Casamassima), quell'opera di approfondimento vero nelle carte del Comune. Non facciano soltanto interpellanze. Così si toglierebbero di mezzo le facili chiacchiere che si costruiscono con comodo o strumentale uso di consulenze gratuite e non ufficiali, ad uso e consumo dei nostri inutili novelli Ciceroni.
Attendo l'invito di Pignataro e/o dei Consiglieri di opposizione per chiarire qualche particolare in più ed iniziare il cambio del corso della politica casamassimese.
Leonardo Nanna
 

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