Giovedì 23 Novembre 2017
   
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UN GRUPPO COMUNALE AIDO A CASAMASSIMA

aido assemblea

Chi è in attesa di un organo può contare solo sulla donazione per continuare a vivere. È per questo motivo che l'Associazione italiana per la donazione di organi, cellule e tessuti (Aido) ormai da decenni in tutta Italia si fa portatrice di un messaggio di sensibilizzazione alla solidarietà che orienti quanti più cittadini verso quella che l'Aido stessa definisce la 'cultura della donazione'.

Anche Casamassima non è rimasta insensibile al richiamo di tale eco, tant'è che proprio in queste settimane un gruppo di promotori dell'Aido a livello locale è impegnato in una raccolta di adesioni, condizione indispensabile affinché nel nostro comune possa essere costituito un gruppo comunale Aido.

Non bisogna dimenticare che solo poche settimane fa, proprio a Casamassima, si è svolto un evento, tenuto dalla Croce rossa italiana, dal titolo emblematico: 'Un dono per la vita'. L'appuntamento, incentrato sulla pratica della donazione e sulle sue molteplici sfaccettature, si era anche caratterizzato per un incontro preliminare avente come scopo la valutazione circa la possibilità di costituire una sezione comunale Aido a Casamassima. L'iniziativa aveva dunque gettato le basi per la fase attualmente in corso di svolgimento.

Tra i suoi più attivi partecipanti Peppino Carelli, ex docente di Scienze motorie, che esattamente un anno fa aveva dato vita ad un altro evento che ha portato alla ribalta la tematica della donazione: la presentazione di un libro, scritto a quattro mani con sua cugina Mina Pastore, che racconta di un trapianto di fegato perfettamente riuscito e della seconda vita offerta alla protagonista di questa storia a lieto fine realmente accaduta.

"Ritengo sia necessario contribuire alla creazione di un gruppo stabile per affrontare questo tema in modo chiaro e organizzare iniziative informative". Questo il personale invito espresso da Lucrezia Sansolino, docente di scuola elementare, tra i principali 'iniziatori', assieme a Carelli, della sezione casamassimese dell'Aido. "Quello di donare - afferma sempre la Sansolino - non è solo un gesto di solidarietà ma anche una giusta scelta, a maggior ragione se si pensa che nel mondo le persone che si ammalano e che necessitano di un trapianto sono molte di più degli organi che vengono donati e che ognuno di noi potrebbe averne bisogno in futuro".

È allo stesso Peppino Carelli che è stato chiesto di spiegarci qualcosa in più a proposito del libro, degli scopi legati alla costituzione di una sede Aido a Casamassima e delle modalità di adesione al gruppo.

Da cosa nasce la sua ferma volontà di realizzare un libro dedicato ad una tematica così delicata e complessa come la donazione degli organi?

"Le motivazioni che mi hanno spinto ad interessarmi dell'argomento sono i casi di trapianti che si sono registrati nella mia famiglia. Mi riferisco proprio a mia cugina Mina, la protagonista del libro, trapiantata qualche anno fa al fegato, ma non solo. Prima di lei anche mio cognato aveva subito un trapianto di pancreas e rene. Per lui le cose, purtroppo, non sono andate bene. Si è quindi verificato un lutto che ha scosso un po' tutti in famiglia e che ci ha molto avvicinati a questa tematica. Tra l'altro mio cognato, Pino Grimaudo, dopo il trapianto era diventato uno dei soci più attivi della sede Aido di Bari, al punto che dopo la sua morte i soci hanno intitolata proprio a lui quella sezione. Questi episodi che mi hanno toccato da vicino mi hanno fatto vedere con occhi diversi un argomento a cui evidentemente prima non attribuivo la giusta importanza. Ciò mi ha spinto a collaborare con Mina nel momento in cui lei stessa espresse il desiderio di realizzare un libro che raccontasse la sua storia. Accettai ben volentieri di darle una mano di modo che quell'esperienza, vissuta in prima persona, potesse essere divulgata il più possibile".

Anche alla luce di ciò quali gli obiettivi dell'apertura di una sede Aido a Casamassima?

"Credo che anche una cittadina come Casamassima, proiettata sempre più verso le sfide del futuro, possa offrire il proprio contributo alla sensibilizzazione verso questo tema. Noi promotori dell'iniziativa non vorremmo far altro che divulgare al meglio le conoscenze in questo ambito e a tal proposito organizzeremo riunioni, conferenze, manifestazioni, incontri ed eventi di sensibilizzazione nelle scuole, solo che per farlo concretamente abbiamo bisogno che si costituisca un nucleo di cittadini intenzionato a sposare questa causa. Lo statuto dell'Aido stabilisce infatti che per costituire un gruppo comunale la richiesta vada sottoscritta da almeno 30 soggetti. Tra l'altro, in un'ottica di superamento delle barriere e di diffusione di un messaggio di vitale importanza, vorrei sottolineare che uno dei primi trapianti della storia, svoltosi negli anni Sessanta a Città del Capo, a cura di Christiaan Barnand, un chirurgo sudafricano, vide protagonisti un bianco ed un nero in un momento in cui il Sudafrica era l'unico stato al mondo nel quale vigeva l'Apartheid. Questo episodio a mio parere dà la chiave di lettura dell'essenza del donare e dell'importanza della cultura della donazione. Donare un organo credo sia un fatto di 'sublimazione'. Un organo destinato alla morte, trapiantato in una persona 'pericolante', cioè che diversamente da così è destinata a morire, è in grado di ridarle la vita".

In che modo vorreste essere attivi sul territorio?

"Innanzitutto formando il gruppo e poi coinvolgendo le persone in modo attivo e partecipativo nelle diverse iniziative. Vorremmo che si diffondesse anche un altro concetto: nel momento in cui si sottoscrive la Dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti si evita che a decidere un domani possa essere qualcun'altro per noi. Anche questo è un aspetto da non sottovalutare nella scelta di aderire all'Aido. Peraltro la stessa Aido ci ha fatto sapere che a Casamassima sono già presenti circa 150 sottoscrittori della dichiarazione. Dunque 150 cittadini sono già sensibilizzati verso il tema, ma quelle stesse persone hanno effettuato la sottoscrizione direttamente all'Aido regionale perché Casamassima non presentava una propria sede. Noi ci rivolgiamo soprattutto a loro, affinché si uniscano a questo gruppo, dato che ritengo il problema principale di queste forme di associazionismo sia quello di renderle quanto più possibile partecipate e variegate, in modo che tutti possano contribuire, con le proprie capacità e competenze, a renderle vive e attive. Inoltre vorremmo che anche i giovani si interfacciassero a questa realtà, che dimostrassero di volersi impegnare davvero per una giusta causa. Le nuove generazioni sono il nostro futuro ed in quanto tali saranno chiamate un giorno a portare avanti l'opera intrapresa oggi da questo gruppo e da chi ne farà parte".

Il gruppo comunale Aido ha sede presso il centro culturale L'angolo ad arte in via Tenente Galluzzi 5. Per maggiori informazioni è possibile recarsi presso lo stesso centro culturale o contattare il numero 346/6827007. È inoltre possibile richiedere l'adesione ogni venerdì pomeriggio dalle ore 18,30 alle ore 20,30.

[da La voce del paese del 12 aprile 2014]

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