SCUOLA SUPERIORE, DIETRO LE QUINTE

scuola superiore open day

“Caro sindaco, sono lieto di comunicarle che questa amministrazione provinciale ritiene di prioritaria necessità dotare il suo comune di un nuovo istituto scolastico. La realizzazione di tale opera è stata inserita nel nostro programma dei lavori pubblici ed è dotata della opportuna copertura finanziaria. Pertanto, al fine di poter accelerare l’iter attuativo, la prego di voler collaborare con questa amministrazione nella ricerca di un suolo disponibile di dimensioni non inferiori ai 15mila mq per la realizzazione di 25 nuove aule”. Bari, 24 aprile 2008, firmato Vincenzo Divella.

Sono trascorsi 6 anni precisi da quella comunicazione partita dalla Provincia di Bari.

In mezzo una storia di vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Comune di Casamassima e l’amministratore della Imcona, società che ha tentato di far valere le sue ragioni, coinquilino dell’area destinata alla costruzione di quella scuola superiore. Ma di queste abbiamo già rendicontato ampiamente, più volte, anche attraverso un dossier nel giugno 2013 (e ancora prima con altri articoli). Una crociata senza senso, forse. Per qualcuno. Allora. Poi – nelle ultime settimane – il colpo di scena regionale: l’ing. Lucia Di Lauro che invita l’attuale amministrazione “a riflettere sugli atti posti in essere”.

Dalla Regione, tuttavia, il 22 novembre 2013, a firma di Nicola Giordano, dirigente del Servizio Urbanistica, era partita una comunicazione nella quale si richiamava la vicenda della Commissione – invocata invece da Di Lauro – e la si licenziava così: “La delibera con cui il consiglio comunale, tenuto conto delle osservazioni, si pronuncia definitivamente determina variante urbanistica senza necessità di controllo regionale”.

Delle due l’una. Se a novembre Giordano si pronunciava in tali termini licenziando la questione, a distanza di pochi mesi perché Di Lauro sottolinea l’anomalia? I due servizi sono in contrapposizione? E se sì, come mai? Inoltre Giordano si sarebbe così espresso: “l’espressione ‘dichiarazione di idoneità dell’area’ da parte della Commissione si configura quale atto endoprocedimentale, del tutto privo di contenuto decisorio, e pertanto non qualificabile come provvedimento amministrativo”. Mentre Di Lauro si esprime in senso opposto: “non è rilevante il fatto che il Servizio regionale non sia intervenuto, quanto è rilevante invece il fatto che il Comune abbia chiuso il verbale, senza accertarsi della validità del deliberato della commissione riunitasi in collegio imperfetto”. “Le norme tecniche – continua Di Lauro – dettate dal DM 18/12/1975 in materia di edilizia scolastica sono ancora oggi valide e la commissione deve applicarle e tenerne conto nei suoi deliberati”. Pertanto: “è ancora parere di questo ufficio – conclude Di Lauro – che la commissione per l’idoneità dell’area da destinarsi a edificio scolastico da 25 aule per istituto superiore insediatasi il 4/8/2011 presso il Comune di Casamassima non si sia riunita in collegio perfetto, inficiando di fatto il proprio deliberato”.

Mentre chi di competenza rintraccerà le eventuali responsabilità, salterebbe all’occhio – tra gli atti prodotti in questi ultimi anni – la corrispondenza tra il Comune e la stessa Provincia. L’8 maggio 2012 il dirigente del Servizio Edilizia pubblica, Venturo Carella, faceva presente al nostro ente locale che era pervenuto al suo servizio – “per il tramite dell’avvocatura dell’amministrazione provinciale – ricorso al Tar Puglia proposto dalla Imcona, per l’annullamento delle deliberazioni consiliari del Comune di Casamassima” (il riferimento è alle delibere del 17 novembre e del 21 dicembre 2011) relative all’approvazione definitiva del progetto. “Tenuto conto dell’incertezza dell’esito – scriveva Carella – rappresentando, altresì che la tempistica di esecuzione dell’intervento non consente ulteriori differimenti, si invita codesta spettabile amministrazione comunale ad attivare ogni e più opportuna azione per la risoluzione della problematica, precisando che, ogni ulteriore ritardo compromette seriamente la effettiva realizzazione dell’edificio scolastico”.

La risposta del Comune di Casamassima dell’11 maggio 2012: “Quella proposta dalla Imcona è l’ennesima azione processuale con la quale la ditta si ostina nel contrastare le decisioni comunali relative allo sfruttamento edificatorio dell’area”. “Infondata”, si legge più avanti, è ritenuta dal Comune l’azione del privato.

La Provincia, infine, il 17 maggio 2012, “nel prendere atto delle ‘rassicurazioni’ fornite in merito all’infondatezza del ricorso al Tar osserva che soltanto a seguito del ricorso è venuto a conoscenza dell’esistenza di un giudizio ancora pendente, che potrebbe minare la scelta adottata” (il riferimento è ai terreni su cui penderebbe il giudizio, appunto) e – è espressamente riportato – “invalidare (per illegittimità derivata) gli atti impugnati con il presente ricorso”. “Un eventuale esito negativo dei giudizi (per il Comune, ndr) pendenti avverso codesto Comune pregiudicasse la realizzazione del progetto de quo, questa amministrazione (è sempre la Provincia che scrive, a firma di Carella, ndr) si riserva, sin da ora, qualsiasi azione risarcitoria a tutela dei propri interessi, stante la Vs. esclusiva responsabilità in ordine all’adozione dei provvedimenti impugnati”. Il 21 maggio 2012, 4 giorni dopo, veniva celebrato l’evento di apposizione della prima pietra dell’edificio, cui presero parte gli esponenti politici delle varie amministrazioni.

Cosa accadrà non è ancora chiaro.

[da La voce del paese del 12 aprile 2014]