Lunedì 20 Novembre 2017
   
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DEL PERCHÉ MENTIRE

lutto

“Che cos’è la politica se non l’arte di mentire a proposito?”, diceva Voltaire. Ma non occorre scomodare i grandi filosofi, abbiamo quel che serve sotto gli occhi. Prendiamo la campagna elettorale che ci porterà alle urne il 25 maggio prossimo.

A Bari, già da un anno, il fermento intorno ai candidati alla carica di primo cittadino era percepibile come i 40 gradi all’ombra delle estati più assolate. Il giorno dell’assoluzione di Antonio Decaro, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, è stato il ‘The day’, il momento in cui le carte sono state scoperte e messe sul tavolo da gioco. Poi, quel che ne è seguito, compresa la sceneggiata Emiliano-Di Paola sui compensi del manager, è teatro. Si recita a soggetto su un palcoscenico che vede addirittura i due comitati elettorali uno di fronte all’altro in via Calefati. Si respira. Nell’aria si respira tutta la finzione. Ma noi stiamo a guardare.

Quel che si assegna in città è stato solo l’antipasto di quel che – a macchia d’olio – si è sparso intorno. Ci sono le amministrative in provincia. Ci sono le europee. C’è l’abolizione delle Province (quest’anno avremmo dovuto votare anche per le amministrazioni provinciali). E c’è una riforma di legge elettorale. Wow. L’Italia sta cambiando. Macché, è solo palliativo.

Coraggio pure. Andiamo avanti.

Dalla riforma del maggioritario – che sanciva la regola dell’alternanza politica come negli altri paesi del mondo destra-sinistra – chi se lo sarebbe aspettato che il gattopardo avrebbe cambiato pelle ma non identità? Massì, bastava saperlo. Bastava conoscere profondamente questo Belpaese per sapere cosa sarebbe accaduto, senza essere stregoni o leggere i tarocchi. Se qualcuno avesse previsto che Nuovocentrodestra e Partito democratico si sarebbe accordati sulle candidature chi gli avrebbe creduto?

A Bari si chiamerebbero Massimo Cassano (nostra vecchia conoscenza) e Michele Emiliano, il nuovo che avanzava 10 anni fa. Gli occhiolini vengono da lontano, non è storia recente, naturalmente, per cui non ci stropicciamoci le ciglia. Così come Nuovocentrodestra e Udc sono ormai una cosa sola.. (almeno negli accordi elettorali: e a Casamassima Ncd chi è?).

È la finta alternanza quella di cui i quotidiani nazionali parlano. E fanno venire l’orticaria solo a leggere, e poi ci chiediamo come mai il popolo non legga. Ma ohibò.

L’amaro in bocca resta se si pensa a un esercizio di stile del voto che ormai non ci consegna nemmeno il desiderio di ribellarsi. Grillo? Sì, per carità, smuove le acque, si urla, qualcosa in più si fa. Ma l’arte del mentire, la politica, non si fa con le urla, sennò il popolo si abitua alle botte e perde di vista la coscienza. L’educazione alla comprensione.

La politica deve ancora servire ad aggiustare le sorti di questo paese. La politica, se serve e come serve, deve equilibrare, orientare, prendere per mano i cittadini e farli sentire protetti, nonostante le menzogne.

Tra circa un mese saremo chiamati a votare i nostri rappresentanti europei, ma chi sono i candidati? Che preparazione hanno per sedere in Europa? È vero che i partiti mandano a Bruxelles solo gli ‘scarti politici’? È vero che l’Ue è solo un parcheggio per i nostri politici? È vero che le direttive le subiamo soltanto perché non abbiamo degni rappresentanti che possano far sentire la loro partecipazione e preparazione?

Possibile mai che non riusciamo più a esprimere menti strateghe? Tutto è perso?

“Sono io che ho fatto le circostanze”, soleva ripetere Napoleone. Ma era un altro secolo.

E noi, ancora in lutto per la cafoneria delle nostre istituzioni locali, chiudiamo qui questa riflessione.

[editoriale da La voce del paese del 12 aprile 2014]

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