Domenica 19 Novembre 2017
   
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I PICCOLI ARCHITETTI PER IL PAESE AZZURRO

piccoli arch 2014

Nei giorni scorsi gli abitanti del borgo antico hanno avvistato alcune piccole e strane presenze vicino le proprie abitazioni, erano i ‘piccoli architetti per il Paese azzurro’ tornati all’azione anche quest’anno grazie al progetto della Pro loco che ha come obiettivo quello di sensibilizzare al bello e al bene comune le giovani generazioni.

In cosa consiste il progetto quest'anno, c’è qualche novità?

“Con grande soddisfazione – spiega Marilina Pagliara – ancora una volta il progetto è stato accettato da entrambe le scuole elementari di Casamassima che quest’anno consiste oltre allo studio di alcune abitazioni tipiche del borgo antico su cui operare il “progettino di restauro” eseguito da vari gruppi di lavoro, in uno studio più accurato dei materiali che dovrebbero utilizzarsi. Le fasi sono: lezione sul borgo antico, lezione sui materiali, sopralluogo nel borgo, laboratori scolastici per l’esecuzione del “progetto di restauro”. Il tutto seguito da me e alcune valide socie Pro Loco esperte in materia. Vorremmo far approfondire di più lo studio dei materiali, in modo particolare della calce caratteristica che riveste e dovrebbe continuare a rivestire i muri del borgo, con una lezione dimostrativa di come viene realmente eseguita e che a fine anno scolastico, nell’ambito della consegna delle “lauree”, siano i “piccoli architetti” a realizzare la “calce azzurra” con una perfomance”.      

Quante sono le classi coinvolte?

“Volutamente da parte nostra quest’anno, considerando che il Paese azzurro è oramai una realtà sempre più concreta e conosciuta, e con grande orgoglio sottolineo grazie anche a questa iniziativa che coinvolge alunni, insegnanti e genitori, le classi partecipanti al progetto, sempre di 4° elementare, sono state ridotte ad una classe campione per la Rodari e due classi campione per la Marconi. Però stiamo seguendo su richiesta parallelamente le quattro 3e della Rodari che si stanno approcciando allo studio del borgo antico e della sua storia, e dal sopralluogo effettuato ho provato una grande gioia che dei bambini così piccoli abbiano mostrato tanto interesse, forse affascinati dalle caratteristiche delle strade o dal “castello” e dal chiostro di Santa Chiara nei quali dai nostri racconti hanno immaginato di vedere dame, cavalieri e badesse”.


Quale sarà la conclusione del progetto?

“Oltre la mostra dei “progetti” e la perfomance “calce azzurra”, ci sarà la 2° edizione dell’estemporanea di pittura per gli alunni dalle 3e alle 5e che tanto successo ha riscosso lo scorso anno con un notevole numero di partecipanti e tanta gioia da parte di insegnanti e genitori. Via Paliodoro, dove ci eravamo sistemati, si era trasformata in un lungo contenitore a cielo aperto di tantissimi “piccoli artisti” che coglievano scorci, particolari, elementi architettonici, interpretandoli sui loro fogli con occhio attento e spirito creativo. Anche quest’anno tutti i lavori (architetti e artisti) saranno esposti nel corso del prossimo “Balcone Fiorito”.


Qual è l’importanza del progetto e qual è la sua più grande soddisfazione in merito?

“Il progetto ‘Piccoli architetti per il Paese azzurro’ è importante perché in gran parte è grazie a questo che il Paese azzurro è balzato all’attenzione pubblica, di casamassimesi che ne avevano sottovalutato l’importanza definendolo da sempre il “paese vecchio”, di forestieri che ne restano folgorati, di organismi attivi come il Bai o il Gal, dell’Università di Bari per la quale sto seguendo un gruppo di studenti di architettura e ultimamente della Rai che è venuta a fare delle riprese. E con esso le “Tracce di azzurro” da me fotografate per la prima volta a distanza ravvicinata mostrando gli evidenti segni di calce rovinata, sono entrate a far parte del gergo di molti, e altri cominciano a fotografare a loro volta quell’azzurro sinora ignorato. La soddisfazione più grande l’avrò quando sarà approvato definitivamente il “Piano Colore” da parte di un’amministrazione più attenta di altre che l’hanno preceduta, a suggellare i miei tanti anni di “battaglia”, anche in solitario, segno che la voce dei bambini è giunta finalmente agli adulti che erano diventati sordi ai richiami di aiuto del loro meraviglioso e unico Paese azzurro”.

[da La voce del paese del 22 marzo 2014]

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