Lunedì 20 Novembre 2017
   
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CASA DELLA SALUTE: TEMPO SCADUTO?

casa della salute conf comune

Non c’è più tempo. O Casamassima risolve la questione ‘Casa della salute’ fast-furious, più veloce della luce, oppure perderà il primo posto nella graduatoria regionale dei Cpt, i Centri polifunzionali territoriali, facendo slittare la titolarità a Triggiano. Questa la cattiva notizia emersa dalla conferenza convocata presso l’aula consiliare del Comune, giovedì sera. Pare che i tempi siano scaduti e che Casamassima dovrà prima di subito comunicare una decisione e/o passare direttamente all’azione, i comuni che seguono in graduatoria cominciano a premere, e in tempi di campagna elettorale, si sa, i problemi vengono risolti in tempi più rapidi. Fatto sta che il Cpt – che sarebbe parte del progetto complessivo che riguarda l’edificio di via Libertà, l’ex ospedale Miulli – se non viene assegnato-consegnato potrebbe diventare per la nostra comunità solo un dolce ricordo.

Andiamo per ordine. Dopo gli incontri pubblici convocati dalla Uil nelle settimane scorse (ultimo solo un paio di giorni prima, martedì scorso) per ottenere risposte dalle parti coinvolte, in sala consiliare si è cercato – per l’ennesima volta – di fare chiarezza sulla genesi della Casa della salute e sul suo funzionamento.

Tanto per cominciare, l’edificio ristrutturato dalla Asl con 3milioni di euro, non sarà solo un futuro ospedale di comunità (cioè a disposizione della cittadinanza e dell’indotto sul territorio che si crea con i flussi migratori causati dal Baricentro, l’Auchan etc.), ma un complesso reticolo di collaborazioni sanitarie che vedono coinvolti il punto di primo intervento, il 118, il Cpt e l’area destinata agli specialisti. Ciascun pezzo è parte integrante del progettone, ma il rischio imminente è per il Cpt. Cioè l’anima relativa all’associazione dei medici di medicina generale – ora stanziali presso il poliambulatorio di corso Garibaldi – che presta anche servizio post-operatorio ai degenti a titolo gratuito. “Siamo di fronte a un passaggio epocale – ha sottolineato Antonio Infantino durante la conferenza – perché è dal 2000 che si parla della Casa della salute. Sono trascorsi 14 anni ed è il risultato della sinergia di tutte le parti in campo, sia politiche che civili. Questo è bene tenerlo a mente, per cui evitiamo di fare strumentalizzazioni”. Nel 2006 fu sottoscritta la convenzione tra Comune di Casamassima e Asl: il primo cedeva in comodato gratuito lo stabile e la seconda si impegnava a renderla funzionale a cominciare dall’investimento sulla ristrutturazione. “I medici di medicina generale – ha spiegato Infantino – sono liberi professionisti che hanno sottoscritto una convenzione con l’Asl attraverso la contrattazione dei sindacati. E nel 2006 non siamo stati presi minimamente in considerazione”. Come a dire: non ci è stato nemmeno chiesto di cosa avremmo potuto necessitare, dovendo esercitare all’interno della struttura. “Ora – è stato il ragionamento – non perdiamo questa occasione correndo dietro alle stellette”.

La Casa della salute contiene, come detto, il punto di primo intervento, il 118, l’area specialistica e il Cpt. Solo quest’ultimo coinvolge i medici di base. E solo ai pazienti dei medici di base che aderiscono al Cpt sarà concessa l’assistenza 8-20 orario continuato (ora è di 10 ore suddivise tra mattina e pomeriggio). “Attenzione – ha riferito Sonia Tanzer – il progetto originale del Cpt prevede l’adesione di un numero minimo di 7 medici fino a un massimo di 10 e garantisce assistenza a pazienti da 10 a 15mila. Per Casamassima, e solo per Casamassima, è stata fatta una deroga. Si permetterebbe, cioè, a tutti i medici locali di aderire arrivando alla copertura completa”. “Al momento – ha continuato Tanzer – deve essere previsto un trasferimento di 9mila pazienti, è assai necessario stabilire le porzioni nella Casa della salute”. Novemila pazienti, pensiamoci, sono la metà della popolazione casamassimese.

Riguardo l’area specialistica, che è quella che avrebbe fatto venire il prurito a più di uno, ci sarebbero da chiarire impegni e aderenti: è necessario che sia chiara la presenza sul territorio – è stato sottolineato – perché non sono tenuti a prestare servizio h24.

Sulla questione ‘annosa’ dell’eventuale referente – su cui rischiava di impantanarsi la conferenza e il prosieguo della vicenda – sarebbe opportuno fare chiarezza anche qui: un conto sarebbe il referente dei medici, quindi una figura tecnico-sanitaria; un conto sarebbe quella amministrativa e di raccordo con l’amministrazione e con l’Asl. Ma questa, come intuibile, è un’altra storia. Fatto sta che i tempi stringono e Triggiano spinge per accaparrarsi il Cpt. E una volta ceduto, addio centro.

Intanto da giovedì mattina il delegato alla salute in consiglio comunale ha fatto un passo indietro e la delega ora resta in capo al primo cittadino.

[da La voce del paese del 15 marzo 2014]

Commenti  

 
#2 Pragmatico 2014-03-25 12:09
Viva gli sgrammaticati!!!
 
 
#1 politicamente deluso 2014-03-23 18:28
la solita storia della politica casamassimese, fatta di tante belle chiacchiere e di sostanza pari a zero. Ci hanno servito la casa della salute su un piatto d'argento messo su una tavola imbandita, dovevamo solo metterci comodi e mangiare e invece i nostri cari politici ci stanno imbottendo di gutalax, così il banchetto se lo gusteranno gli altri. Caro sindaco Birardi con tutto quel gutalax non rischia di essere travolto da un mare di cloaca? Ma no, tanto la colpa è della passata amministrazione o di quella prima e prima ancora. P.S. visto che la delega ora è nelle sue mani a Triggiano staranno già festeggiando.
 

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