Lunedì 20 Novembre 2017
   
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PAGAMENTO AFFITTI: TORNA IL CONTANTE

contanti

Gli affitti potranno essere nuovamente pagati in contanti fino al limite di 999,99 euro mensili. La marcia indietro arriva direttamente dal dipartimento del Tesoro, con nota Prot: DT 10492 - 05/02/2014, la quale boccia la norma che ha introdotto il divieto di usare il contante per le locazioni abitative, ossia la legge di stabilità (legge 147/2013, articolo 1, comma 50), entrata in vigore il 1° gennaio 2014.

Cosa cambia. La norma ormai bocciata della legge di stabilità, così recitava: La norma testualmente recita: “All'articolo 12 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo il comma 1 è inserito il seguente: i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore”.

Preliminarmente, si precisa che, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni comminate ai sensi del d.lgs. n. 231/07, con finalità di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, rileva unicamente il limite stabilito dall’art. 49 del citato decreto ai sensi del quale “è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a euro mille. Il trasferimento è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati. Il trasferimento può tuttavia essere eseguito per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento, questi ultimi quando prestano servizi di pagamento diversi da quelli di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 6), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11”.

Il chiarimento del Tesoro, dunque, permette di pagare in contanti gli affitti abitativi fino a 999,99 euro mensili e "sana" anche la situazione di quei proprietari che hanno ricevuto il canone in denaro a partire dal 1° gennaio 2014: non è applicata nessuna sanzione.

Nessun problema neppure per le locazioni di immobili che abbiano un uso diverso da quello abitativo, ossia box auto, locali commerciali, depositi, che non erano affatto considerati dalla predetta legge di stabilità. Anche i canoni locativi di questi immobili, dunque, potranno essere pagati in contanti fino al limite di 999,99 euro mensili.

In caso di più inquilini, il limite di 1.000 euro, a partire dal quale scatta l'obbligo di tracciabilità, va riferito al singolo pagamento e non al canone pattuito. Ad esempio, se il canone è di 1.200 euro, ma viene pagato da tre studenti, ognuno può consegnare i propri 400 euro in contanti senza rischiare sanzioni.

Sanzioni. Con la modifica che stiamo illustrando vengono cancellati anche i dubbi sulla possibilità di applicare sanzioni a chi ha incassato canoni di locazione abitativa in contanti al di sotto dei 1.000 euro. La multa prevista dalla normativa antiriciclaggio, infatti, si applica solo per chi trasferisce somme di denaro da 1.000 euro in su senza utilizzare strumenti di pagamento tracciabili. La sanzione va dall'1 al 40% dell'importo trasferito, con un minimo di 3.000 euro.

Onere della prova. Ma come si prova che locatore e conduttore rispettano l’obbligo di pagare e ricevere ai canoni di locazione in contanti solo fino a 999, 99 euro? La nota del Tesoro spiega che per documentare le transazioni avvenute tra proprietario e inquilino può bastare “una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione, anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali, necessaria all’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali previste dalla legge a vantaggio delle parti contraenti". In pratica, il locatore sarà tenuto a dare al conduttore o inquilino una ricevuta di avvenuto pagamento del canone di locazione, indicando le generalità del locatore e del conduttore, l'immobile locato e, se si preferisce, anche il numero di registrazione del contratto, nonché l'importo del canone ed il riferimento alla mensilità per la quale è stato corrisposto.

[da La voce del paese del 1° marzo 2014]

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